1940 La Svizzera e quando rischiò di perdere la Neutralità
La Svizzera è nota per la sua Neutralità ed anche i prossimi round Negoziali tra USA e Iran avverranno in terra Svizzera ma nel 1940 c’e’ stato un momento in cui la Svizzera vide violata la sua neutralità da parte degli Aerei della Luftwaffe e reagì pesantemente rischiando di essere trascinata nella II GM e questa è la storia di quei giorni .
Maggio / Giugno 1940
La Francia sta collassando e gli Aerei della Luftwaffe per accorciare il percorso verso il campo di battaglia sempre più spesso violano i cieli Svizzeri , il comandante dell’Esercito , il Generale Henri Guisan primo è unico caso nella storia Svizzera dove a comandare l’Esercito e’ un Generale , da ordine di intercettare i Bombardieri Tedeschi che violano lo spazio aereo Svizzero .
Nel 1939, la Svizzera aveva acquistato dalla Germania circa 90 caccia Messerschmitt Bf 109 E-3 (chiamati “Emil”). Quando nel maggio 1940 la Germania invase la Francia, la Luftwaffe iniziò a sorvolare regolarmente il territorio svizzero per aggirare le difese francesi.
Immagina la scena nei cieli del Giura svizzero:
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Piloti svizzeri sui Bf 109 tedeschi.
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Piloti tedeschi sui Bf 109 tedeschi.
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Stessi motori Daimler-Benz, stessa sagoma, stesse prestazioni.
La radio militare svizzera era nel caos, con i piloti che urlavano in tedesco ordini di attaccare altri aerei tedeschi. Per i controllori di volo a terra era praticamente impossibile capire chi stesse inseguendo chi, finché qualcuno non prendeva fuoco.
La “Spedizione Punitiva” di Hermann Göring
All’inizio i tedeschi pensarono a degli errori isolati, ma quando compresero che la Svizzera faceva sul serio, il capo della Luftwaffe, Hermann Göring, andò su tutte le furie. Considerava l’aviazione svizzera una barzelletta e non poteva tollerare che una manciata di piloti di un paese neutrale umiliasse i suoi assi.
Nei primi giorni di giugno del 1940, Göring ordinò una vera e propria trappola aerea per dare una lezione memorabile agli svizzeri:
4 Giugno 1940: L’imboscata dei finti bombardieri
I tedeschi inviarono un gruppo di bombardieri Heinkel He 111 all’interno dello spazio aereo svizzero per fare da “esca”. Quando i caccia svizzeri decollarono per intercettarli, dall’alto piombarono decine di caccia pesanti tedeschi Messerschmitt Bf 110 nascosti tra le nuvole. Nonostante l’inferiorità numerica, i piloti svizzeri contrattaccarono con una ferocia inattesa, sfruttando la maggiore agilità dei loro Bf 109: abbatterono ben tre Bf 110 tedeschi, subendo la perdita di un solo velivolo.
8 Giugno 1940: La resa dei conti
Fu il giorno della battaglia aerea più grande della storia svizzera. Göring inviò uno sciame di oltre 30 caccia della Luftwaffe a ridosso del confine. Gli svizzeri risposero alzando in volo tutto ciò che avevano (circa 12 aerei). Fu una rissa colossale nei cieli. Un pilota svizzero, il capitano Lindecker, dichiarò anni dopo: «C’erano aerei ovunque, lo spazio aereo era saturo di traccianti. Sapevamo di rischiare l’invasione del nostro Paese se avessimo fallito». Quel giorno gli svizzeri abbatterono altri due caccia tedeschi.
In meno di un mese di scontri ravvicinati, il bilancio fu clamoroso:
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~11 aerei tedeschi abbattuti confermati (tra cui bombardieri He 111, caccia Bf 110 e Bf 109).
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Solo 2 o 3 aerei svizzeri abbattuti.
Fino a questo momento possiamo dire che la Svizzera stava vincendo la guerra ma gli Svizzeri non avevano la coscenza esattamente pulita visto che fin dal 1939, il Generale svizzero Henri Guisan sapeva che se Hitler avesse invaso la Svizzera, l’esercito elvetico non avrebbe potuto resistere da solo a lungo. Di nascosto dal suo stesso governo (che voleva rimanere rigorosamente neutrale), Guisan avviò dei contatti ultra-segreti con lo Stato Maggiore francese (guidato dal generale Gamelin).
L’accordo non ufficiale prevedeva una cooperazione militare dettagliata:
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Se i tedeschi avessero attaccato la Svizzera, i francesi avrebbero fatto scattare la “Manœuvre de la Suisse”.
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Un intero corpo d’armata francese sarebbe entrato immediatamente in territorio svizzero per schierarsi a difesa del paese, integrandosi sotto il comando svizzero.
I piani erano estremamente precisi, completi di mappe, frequenze radio d’alleanza e posizioni dei bunker.
Un patto e’ segreto fin quando non viene scoperto ma purtroppo …. Durante la catastrofica ritirata dell’esercito francese sotto i colpi della Blitzkrieg, un treno comando dello Stato Maggiore francese rimase bloccato nella stazione ferroviaria di La Charité-sur-Loire.
I soldati francesi, nel panico della ritirata, non fecero in tempo a bruciare gli archivi segreti. Quando la Wehrmacht tedesca catturò il treno, si trovò tra le mani una miniera d’oro di intelligence. Tra quei faldoni c’erano tutti i documenti dettagliati della cooperazione militare segreta franco-svizzera.
Per la Svizzera fu il panico totale. Hitler aveva in mano la prova scritta che la neutralità svizzera era un bluff e che Berna complottava con i nemici del Reich. In quel preciso momento (metà giugno 1940), la Francia era ormai sconfitta e l’Italia era entrata in guerra: la Svizzera si trovò totalmente circondata dall’Asse, senza più alcun potenziale alleato.
I tedeschi usarono questi documenti come una micidiale arma di ricatto diplomatico:
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La fine dei duelli aerei: Il 20 giugno 1940, proprio mentre la tensione per la scoperta dei documenti era al massimo, il Generale Guisan (su fortissima pressione del governo svizzero terrorizzato da un’invasione) firmò l’ordine tassativo di cessare qualsiasi intercettazione aerea contro i velivoli stranieri. Da quel giorno, la caccia svizzera non sparò più un colpo contro i tedeschi per evitare provocazioni.
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Il cambio di strategia (Il Ridotto Nazionale): Guisan capì che il confine non era più difendibile. Poche settimane dopo, nel famoso Rapporto del Rütli (luglio 1940), ordinò all’esercito di abbandonare le pianure e le frontiere e di barricarsi sulle montagne (le Alpi), nel cosiddetto Réduit National, lasciando le città e le industrie svizzere alla mercé della Germania in caso di attacco.
1943: La minaccia arriva dagli Alleati
E così la Svizzera rimase neutrale anche se dall’inizio 1943, con l’avvio della massiccia campagna di bombardamenti strategici degli Alleati (RAF e USAAF) contro la Germania e l’Italia settentrionale i suoi cieli vennero attraversati dai Bombardieri alleati che purtroppo in diversi casi sganciarono delle bombe sul suo territorio causando danni e morti in particolare :
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Il disastro di Sciaffusa (1° aprile 1944): Uno squadrone di B-24 americani scambiò la città svizzera per la vicina cittadina tedesca di Ludwigshafen. Vennero sganciate centinaia di bombe: 40 morti, centinaia di feriti e un intero quartiere raso al suolo. Gli Stati Uniti dovettero pagare milioni di dollari di risarcimento dopo la guerra.
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Basilea e Zurigo (marzo 1945): Anche nelle ultime settimane di guerra, bombe americane caddero su Zurigo e Basilea, provocando altre vittime.
Comunque a parte questi incidenti i Piloti alleati, in caso di difficoltà , erano autorizzati dai loro comandanti a riparare in Svizzera e per centinaia di equipaggi alleati a bordo di “Fortezze Volanti” B-17 o B-24 gravemente danneggiati dalla contraerea tedesca sopra la Germania, la Svizzera divenne l’unica speranza di salvezza.
L’aeroporto militare di Dübendorf (vicino a Zurigo) si trasformò in un gigantesco cimitero di aerei alleati. Oltre 250 bombardieri pesanti americani e inglesi atterrarono o si schiantarono in territorio svizzero.
A fine guerra si contarono fino a oltre 1.500 aviatori alleati che una volta atterrati in territorio Svizzero erano stati confinati in hotel riconvertiti in località montane (come Adelboden o Davos). Sebbene le condizioni fossero inizialmente buone, chi tentava la fuga veniva spedito in veri e propri campi di punizione. Il più tristemente famoso fu il campo di Wauwilermoos, gestito da un capitano svizzero filonazista (André Béguin), dove le condizioni di detenzione erano durissime e disumane, tanto da scatenare un caso diplomatico nel dopoguerra.
Il B 24 Sunshine
Una delle curiosità più incredibili di questa caccia al rifugio elvetico riguarda il B-24H Liberator battezzato “Sunshine” (matricola 42-52106), appartenente al 449° Bomb Group dell’aviazione americana.
Il 29 marzo 1944, questo colosso del cielo atterrò sulla pista di Venegono (in provincia di Varese), lasciando il personale di terra a bocca aperta. Il bombardiere era perfettamente funzionante, non aveva un graffio e i serbatoi erano pieni. Quando l’equipaggio aprì i portelloni, si aspettava di trovare le guardie svizzere pronte a offrire loro cioccolata calda, sigarette e un letto comodo in hotel. Al contrario, si trovarono circondati dai piloti italiani del gruppo “Buscaglia” dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana (RSI) e dai soldati della Luftwaffe con i mitra spianati.
Sebbene non ci siano mai state conferme ufficiali nei documenti dell’epoca, tutto lascia pensare che l’equipaggio del Sunshine avesse pianificato un vero e proprio tentativo di diserzione per evitare di finire il pericoloso ciclo di missioni nei cieli d’Europa, puntando alla “villeggiatura” svizzera. Il piano finì nel peggiore dei modi: per un errore di navigazione di pochissimi chilometri, i piloti saltarono la frontiera elvetica e finirono dritti nei durissimi campi di prigionia (Stalag) in Germania.
Il Sunshine divenne invece un prezioso regalo per il nemico. I tecnici tedeschi lo studiarono nei minimi dettagli, lo ridipinsero con le insegne della Balkenkreuz e lo assegnarono al reparto segreto KG 200, specializzato nell’utilizzo di aerei alleati catturati per missioni speciali e infiltrazioni oltre le linee nemiche.
Fonti principali:
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Fliegertruppen svizzera.
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Scontri Luftwaffe–Svizzera 1940.
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“Spedizione punitiva” di Göring.
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Rapporto del Rütli.
Fonti implicite:
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He 111, Bf 109, Bf 110.
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Blitzkrieg 1940.
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Neutralità svizzera.
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Bombardamenti accidentali 1944–45.
Fonti consigliate:
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Bundesarchiv CH.
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Luftwaffe Archives.
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NARA.
