AEREI SMINATORI DELLA II GM

La recente necessità di effettuare lo sminamento dello Stretto di Hormuz mi ha riportato alla mente che nella II GM si provò a risolvere il problema di sminare larghi tratti di mare usando degli aerei all’uomo progettati , in questo campo ci si cimentarono Inglesi , Tedeschi e buon ultimi gli Italiani .

Gli inglesi e il Vickers Wellington DWI (Directional Wireless Installation)

Il famoso Vickers Wellington il famoso bombardiere Inglese a struttura Geodetica

La sigla DWI non voleva dire nulla era solo per sviare le spie , praticamente misero un motore Ford V8 in fusoliera questo era collegato a un generatore elettrico che generava corrente che veniva fatta passare attraverso un gigantesco anello di Alluminio che collegava le ali passando sotto la fusoliera .

I mezzi vennero impiegati per lo sminamento di :

  • Estuario del Tamigi: Fondamentale per proteggere l’accesso navale a Londra.

  • Canale della Manica: Sorveglianza delle rotte di fronte alla costa francese.

  • L’approccio di Liverpool e l’estuario del Mersey: I porti dell’ovest dove arrivavano i convogli di aiuti dagli Stati Uniti.

  • Il Canale di Suez: Volavano avanti e indietro lungo il canale per assicurarsi che le navi da guerra e i mercantili carichi di truppe potessero passare dall’Oceano Indiano al Mediterraneo.

  • Il porto di Alessandria d’Egitto: La base principale della Mediterranean Fleet della Royal Navy, costantemente presa di mira dai bombardieri dell’Asse.

  • Il porto di La Valletta (Grand Harbour): Distaccamenti di Wellington DWI vennero rischierati a Malta (volando dalle piste di Luqa). Il loro compito era quasi suicida: volare bassissimi all’interno del porto e nelle baie circostanti sotto il fuoco della contraerea o dei caccia per liberare l’ingresso ai mercantili della salvezza.
  • Tobruk (Libia): Bonifica delle acque del porto subito dopo la riconquista.

  • Bengasi (Libia): Altro snodo logistico fondamentale ripulito dai cacciatori di mine volanti.

  • Tripoli (Libia): Utilizzati per mettere in sicurezza le rotte costiere libiche.

  • Nelle fasi finali della guerra, durante la ritirata tedesca dai Balcani e dalle isole greche, i Wellington DWI vennero impiegati per ripulire le acque del Mar Egeo, permettendo alla Royal Navy di sbarcare le truppe di liberazione in Grecia e riaprire i porti commerciali storici come il Pireo (Atene).

Lo Ju 52 Ms Mausi

I tedeschi ebbero le stesse problematiche Inglesi e anche loro si dotarono di un aereo Sminatore ottenuto per conversione dello Ju 52

  • L’Anello Mausi: Sotto la fusoliera e le ali veniva installato un enorme cerchio di duralluminio (o una struttura in legno di balsa contenente una bobina di alluminio) del diametro di 14 metri. L’anello era fissato stabilmente alla pancia dell’aereo tramite robusti tralicci.

  • La Centrale Elettrica nella stiva: All’interno della cabina di carico veniva rimosso tutto il superfluo per fare spazio a un potente motogeneratore ausiliario da 150 kW, azionato da un motore a scoppio indipendente.

  • Il Campo Magnetico: Questo generatore pompava una corrente continua pazzesca (fino a 300 Ampere) direttamente all’interno dell’anello. L’aereo diventava a tutti gli effetti un elettromagnete volante in grado di saturare l’area sottostante e ingannare i sensori delle mine magnetiche adagiate sul fondale.

Principali missioni operative dello Ju 52 Ms

  • Mar del Nord e Canale della Manica (1. e 2. Staffel): Con base a Gilze-Rijen (Olanda) e Wesermünde, ripulivano gli estuari dei fiumi e i porti commerciali francesi e olandesi dai blocchi della RAF.

  • Il Danubio e i Balcani (3. Staffel): Operando da Varna (Bulgaria) e Budapest, questi aerei volarono giorno e notte lungo il corso del Danubio nel 1944 per far esplodere le mine inglesi e permettere alle chiatte cariche di petrolio rumeno di raggiungere la Germania.

  • Mediterraneo e Mar Nero (4. Staffel): Con base a Salonicco, ripulivano le rotte costiere per i convogli diretti in Nord Africa o i porti della Grecia.

  • Mar Baltico (6. Staffel): Fondamentale per mantenere libere e sicure le acque dove la marina tedesca addestrava gli equipaggi dei sottomarini (U-Boot).

La soluzione Italiana ovvero S.M.81  Saturno

La modifica italiana seguiva la stessa logica di quella inglese e tedesca, ma con lo stile costruttivo della SIAI-Marchetti:

  • Il cerchio magnetico: Sotto le ali e la fusoliera venne montato un gigantesco anello di duralluminio (chiamato tecnicamente solenoide).

  • Il motore ausiliario: Nella grande stiva del velivolo venne installato un potente motogeneratore. Questo motore supplementare serviva unicamente a pompare una corrente elettrica ad altissimo amperaggio dentro l’anello, generando il campo magnetico artificiale.

Quando l’anello era attivo, l’S.M.81 si trasformava in una vera e propria “calamita volante”.

Le missioni nei porti italiani e in Nord Africa

I britannici (specialmente la RAF partendo da Malta) bombardavano e minavano costantemente i porti italiani per bloccare i rifornimenti diretti in Libia e Tunisia. Gli S.M.81 in versione sminatore (spesso aggregati a sezioni speciali di dragaggio magnetico) entrarono in azione nei punti più caldi:

  • Taranto e Brindisi: Snodi vitali per la flotta della Regia Marina.

  • Napoli: Il porto principale da cui partivano i convogli di truppe.

  • Le rotte d’Africa: Operarono anche lungo le coste libiche per assicurare che i porti di Tripoli e Bengasi rimanessero aperti per l’Afrikakorps di Rommel e le truppe italiane.

Note sull’impiego operativo degli aerei sminatori

In tutti i casi sia che l’aereo fosse Inglese che Tedesco che Italiano in generale si  trattava di missioni al limite del suicidio , infatti gli aerei volavano a quota costante compresa tra i 15 e i 21 metri sopra il pelo dell’acqua. Un minimo errore del pilota, una folata di vento o il mare mosso significavano finire dritti in acqua. Quando una mina da 500 o 1000 kg esplodeva a 300 metri di distanza, sollevava una colonna d’acqua immensa. L’onda d’urto investiva in pieno la coda dell’aereo e in più di un caso l’aereo venne letteralmente destabilizzato e scaraventato in mare dalla mina che lui stesso aveva attivato.

 

Fonti principali:

  • Wellington DWI (RAF).
  • Ju 52 Ms “Mausi”.
  • S.M.81 Saturno.

Fonti implicite:

  • Mine magnetiche.
  • Operazioni RAF e Luftwaffe.
  • Porti mediterranei.
  • Volo a bassissima quota.

Fonti consigliate:

  • RAF Historical Branch.
  • Luftwaffe Archives.
  • Archivio Aeronautica Militare.