Guerra Civile Spagnola il quasi disastro dell’inizio dell’aiuto Italiano al Generale Franco
Alba del 30 luglio 1936, aeroporto di Cagliari-Elmas. Dodici S.81 sono schierati, pronti per la partenza al comando del colonnello Ruggero Bonomi, con destinazione l’aeroporto di Nador, nel Marocco spagnolo. Pochi giorni prima, il 17 luglio, l’esercito spagnolo di stanza in Marocco si è sollevato contro la Repubblica prendendo il controllo di Melilla, Ceuta e Tetuan, l’insurrezione di cui il generale Francisco Franco assumerà la guida raggiungendo il Marocco in volo due giorni dopo. Il giorno successivo la ribellione si estende a macchia d’olio al resto della Spagna, e quegli aerei sono il primo contributo del regime fascista al generale Franco.
Il 27 luglio Mussolini, anche su sollecitazione del genero Galeazzo Ciano, ministro degli Esteri, si decide a prestare aiuto al generale Franco, dando indicazioni in tal senso ai vertici delle Forze Armate italiane.
Gli aerei e gli equipaggi sono ufficialmente civili: acquistati formalmente presso la ditta Savoia Marchetti dal sig. Bolin, un giornalista spagnolo che ha completato l’acquisto per conto del generale Franco. Non solo, ma gli equipaggi hanno ricevuto documenti e nomi di copertura per cercare di mascherare la loro appartenenza alla Regia Aeronautica.
Ma chi è l’uomo scelto per guidare questa missione, e soprattutto come si è arrivati a organizzarla in appena tre giorni , infatti tanto passa tra la decisione di Mussolini di intervenire e l’effettiva partenza di quegli aerei?
Un comando improvvisato all’ultimo momento
Bonomi riceve l’incarico solo la sera del 28 luglio a Roma, con appena due giorni di preavviso. Arrivato a Elmas la mattina del 29, si trova davanti agli aerei condotti da un pilota di nome Allio che non conosce affatto, e dell’intero personale coinvolto Bonomi conosce solo un altro pilota, con cui ha fatto un corso di volo strumentale a Orbetello. Gli equipaggi si conoscono tra loro solo quella sera, riuniti sotto l’hangar per presentarsi reciprocamente poche ore prima della partenza.
Bonomi e l’S.81: primo contatto
Il colonnello Bonomi non ha mai avuto a che fare con gli S.81 e lo ammette nel suo diario infatti proviene da sedici anni ininterrotti di comando su idrovolanti, e quel giorno a Elmas vede l’S.81 , un trimotore terrestre , p er la prima volta in vita sua. Non ha alcuna esperienza specifica sul tipo che sta per portare in volo attraverso il Mediterraneo occidentale, ma si affida a un rapido esame visivo del velivolo giudicandolo “un buon apparecchio”.
Nessuna carta, nessuna preparazione
Mancano le carte aeronautiche vere e proprie: agli equipaggi vengono fornite solo carte turistiche Michelin e Dunlop, ottime per automobilisti ma inutilizzabili per la navigazione aerea, insieme a semplici fotografie delle coste. Bonomi ha la fortuna di procurarsi personalmente delle carte nautiche e di scegliere una rotta d’altura anziché costiera , una decisione che, a suo dire, salva la spedizione.
Il volo del 30 luglio: il quasi disastro
Decollati da Elmas alle 5:35
Dopo il decollo i dodici S.81 si dispongono in formazione su quattro pattuglie di tre apparecchi ciascuna, disposte a cuneo:
- 1ª pattuglia — comandante ten. col. Bonomi
- 2ª pattuglia — comandante Lo Forte
- 3ª pattuglia — comandante Erasi
- 4ª pattuglia — comandante Altomare
Di seguito l’elenco completo degli equipaggi imbarcati sui dodici trimotori
L’elenco è ricostruito dal diario del comandante Ruggero Bonomi . La formazione è organizzata in equipaggi di 5-6 uomini ciascuno (due piloti, radiotelegrafista, montatore/armiere, motorista):
| # | 1° Pilota | 2° Pilota | R.T. | Montatore/Armiere | Motorista |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Baduel | Garbellini | Giovannoni | Bellina | Negri |
| 2 | Bonomi (comandante) | Spotti | Pietra | Fascia | Tartara |
| 3 | Lanfranco | Coltura | Crotti | Perani (arm.) | Mazza |
| 4 | Vassallo | Cianca | De Salvador | Tridenti | Mattei |
| 5 | Erasi | Salvetat | Ferioli / Nasuti* | Re | Ferrero |
| 6 | Allio | Tosi | Codarini | Balbo | Sesia |
| 7 | Mattalia | Cerutti | Sotgiu | Forte (arm.) | Lazzari |
| 8 | Lo Forte | Ferrari | Bossini / Martinelli* | Pinelli (arm.) | Scagliarini |
| 9 | Muti | Bosticco | Carrera / Pepe* | Callera | Fioretti |
| 10 | Angelini | Bodini | Ghio | Bego (arm.) | Baderna |
| 11 | Altomare | Mazzetti | Patrucco / Guidi* | Marsiglio (arm.) | Toscano |
| 12 | Baldi | Fizzotti | Vittori | Fenu (arm.) | Natalini |
*Nei gruppi con tre nomi “pilota” indicati di seguito, la fonte non specifica sempre chi fosse secondo pilota e chi radiotelegrafista/altro ruolo .
A bordo, come “supercarico”, anche il giornalista Luis Bolin (l’uomo che per conto di Franco ha acquistato gli aerei dalla Savoia Marchetti) ed Ettore Muti .
La formazione, che è preceduta dal Cant Z 506 (I-CANT) con a bordo il Generale Valle che ha il compito di verificare la situazione meteo , causa maltempo si sfilaccia rapidamente e gli aerei incontrano un fortissimo vento di libeccio che costringe gli aerei a salire ben oltre la quota prevista (fino a 4.200 metri) per risparmiare carburante, allungando il volo da circa quattro ore e mezza previste a quasi sei ore e mezza effettive .
Alla fine dei dodici aerei partiti, solo nove riescono a toccare terra a Nador alle 11:45, con i serbatoi praticamente a secco.
La situazione a questo punto e’ la seguente :
9 aerei atterrati a Nador ma privi di carburante adatto , nel Marocco spagnolo si usa benzina a basso contenuto di ottani inutilizzabile dai motori degli S 81 , arriverà solo il 3 Agosto con il piroscafo Morandi assieme al personale addetto alla manutenzione alle bombe e ai ricambi per garantirne l’operatività .
3 Aerei sono dispersi , una prima ricognizione operata da un Breguet Spagnolo non porta risultati decolla quindi l’S.M. 81 del Tenente Baduel che ha ancora carburante che individua :
- Il velivolo del tenente Mattalia, che ormai a corto di benzina, ha tentato un atterraggio d’emergenza nel Marocco francese presso Saidia ma si è schiantato , causando la morte di Mattalia e di altri tre membri dell’equipaggio, uno sopravvissuto .
- L’aereo pilotato dal tenente Ferrari che e’ riuscito ad atterrare regolarmente su una spiaggia ad est del fiume Muluya che segna il confine tra il marocco spagnolo e il territorio francese , sfortunatamente l’atterraggio e’ avvenuto in territorio Francese sia pur a poche decine di metri dal territorio Spagnolo , viene inviato un Breguet Spagnolo con il compito di lanciare divise della legione e le istruzioni ma arrivato sul posto lo trova ormai circondato dai Gendarmi Francesi .
Qualche giorno dopo si hanno notizie del velivolo del tenente Angelini che si era staccato dalla formazione e che l’equipaggio di un piroscafo Belga ha visto precipitare in mare senza poter intervenire causa mare in tempesta .
A sera le autorità Francesi hanno un quadro abbastanza chiaro della situazione visto che a bordo dei 2 aerei hanno trovato gli effetti personali degli equipaggi e i documenti degli aerei , dove risulta che gli stessi fino al giorno precedente siano in carico alla Regia Aeronautica , non solo individuano anche i nomi reali degli stessi membri e il loro ruolo nella Regia visto che si sono portati dietro i tesserini di accesso ecc.ecc. anche se gli interrogatori del personale non riescono a chiarire se il personale sia stato assunto dalla Siai prima del 17 Luglio , ormai praticamente i Francesi sono convinti che Roma sia coinvolta con tutte le scarpe nel tentativo di colpo di stato e sta prestando aiuto al Generale Franco , ma il governo Francese il 7 Agosto decide per il non intervento , quindi i membri dell’equipaggio del Tenente Ferrari vengono velocemente processati e condannati a 1 mese di prigione ed espulsi .
Diverso il destino dell’aereo del Tenente Ferrari che viene sequestrato e la cui restituzione avverrà solo nel 1938 a seguito di uno scambio diplomatico , infatti verso la fine di Marzo del 1938 un Bloch 200 dell’Armèe dell’Air Francese , probabilmente fuori rotta , si schianta su una montagna vicino Iglesias e a quel punto si raggiunge un accordo rottami del Bloch 200 contro l’S.M. 81 del Tenente Ferrari e di quanto si può recuperare dell’aereo di Mattalia .
E’ il 1936 e sono appena passati 3 anni dall’ultima trionfante crociera di Balbo ma sembra passato un secolo dai voli organizzati con professionalità e scrupolo , visto che al primo impiego operativo serio la Regia Aeronautica fallisce .
Arruolamento nel Tercio
Nei giorni succesivi tutto il personale si arruolò volontariamente nel Tercio (4ª Bandera), ricevendo nomi di battaglia legionari: Bonomi diventò “Francesco Federici”, Altomare “Pallanca”, Spotti “Spallotta”, Muti “Gim Valeri”, Salvetat “Urso”, Allio “Rizzini”, Erasi “Gelli” , costituendo quindi il nucleo della futura Aviazione Legionaria .
Le Fonti
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Rivista Storica:
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Storia Militare N. 61 (Ottobre 1995), con l’articolo di approfondimento “La spedizione Bonomi” di A. Emiliano, che rappresenta il saggio di riferimento fondamentale per la ricostruzione dettagliata di questa operazione clandestina.
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Documentazione d’Archivio e Saggistica:
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Archivi dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Aeronautica (Roma) relativi ai primi reparti dell’Aviazione Legionaria e ai fascicoli sul ponte aereo del luglio 1936.
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Monografie storiche sulla Guerra Civile Spagnola e sui rapporti diplomatici tra l’Italia fascista e la Francia di Terza Repubblica (in particolare sui verbali di frontiera e sui sequestri doganali nel Marocco francese).
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Memorie Storiche:
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Testimonianze e diari di volo dei reparti da bombardamento della Regia Aeronautica coinvolti nel trasferimento dei primi dodici S.M.81 da Cagliari-Elmas a Nador.
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Aereo Ten. Ferrari atterrato alla Foce del Fiume Muluya , immagine tratta da articolo di Storia Militare citato nelle fonti

Aereo Ten. Mattalia schiantatosi a Sadia , immagine tratta da articolo di Storia Militare citato nelle fonti

