Artisti e Pittori ovvero la  Ghost Army

Nella guerra in Ukraina sia l’Ucraina che la Russia fanno ampio uso di carri armati ed equipaggiamenti militari falsi per ingannare la ricognizione nemica, sprecare le munizioni avversarie (come i costosi droni Lancet) e proteggere i mezzi reali.  La cosa non e’ una novità infatti nella II GM gli USA costituirono una vera e propria unità addetta a confondere i Generali Tedeschi . L’unità segretissima disponeva di un’organico di 1.100 uomini e non aveva il compito di sparare, ma di mettere in scena una gigantesca recita itinerante a pochi chilometri dalla prima linea, il nome di questa Unità era  23° Quartier Generale delle Truppe Speciali, ma e’  passata alla storia come la Ghost Army (L’Esercito Fantasma).

Composizione della Unità 

L’unità era composta da:

  • 603rd Camouflage Engineers – artisti, illustratori, scenografi, architetti che costruivano mezzi finti (carri, camion, artiglierie).

  • 3132nd Signal Service Company – esperti audio che diffondevano suoni preregistrati di colonne corazzate, udibili fino a 15 km.

  • Signal Radio Operators – creavano reti radio fasulle imitando le comunicazioni di vere divisioni.

  • 406th Engineers – sicurezza e supporto.

Molti membri erano artisti famosi nel dopoguerra, tra cui Bill Blass ed Ellsworth Kelly.

 

Reclutati nelle scuole d’arte

A differenza di qualsiasi altro reparto dell’esercito statunitense, la Ghost Army non era composta da soldati di leva tradizionali o veterani temprati. Gli ufficiali andarono a pescare le reclute direttamente nelle migliori accademie d’arte, agenzie pubblicitarie e scuole di design di New York e Filadelfia.

Tra le loro fila c’erano giovani talenti che nel dopoguerra avrebbero rivoluzionato il mondo del visivo e anticipato la cultura Pop: il celebre pittore minimalista Ellsworth Kelly, lo stilista di alta moda Bill Blass e il grande fotografo Art Kane. Erano artisti, scenografi, attori, illustratori e ingegneri del suono. Il loro compito? Usare la pura creatività visiva e l’illusione per salvare vite umane, trasformando il fango della guerra in un immenso palcoscenico teatrale.

Il Comandante 

A capo di questa bizzarra unità il Pentagono mise un ufficiale di carriera, il colonnello Harry L. Reeder, fu lui l’ufficiale di carriera dell’esercito statunitense a cui il Pentagono affidò la gestione logistica e operativa del 23° Quartier Generale delle Truppe Speciali.

Reeder ebbe un compito difficilissimo e unico nella storia militare: doveva prendere più di mille artisti, attori, designer e ingegneri del suono , persone per natura eccentriche, indisciplinate e totalmente estranee alla rigida mentalità militare   e trasformarli in un reparto operativo coeso, capace di muoversi in segreto a ridosso della prima linea senza farsi ammazzare e senza far saltare la copertura.

I quattro pilastri del Bluff acustico e visivo

L’unità divenne operativa in Francia subito dopo il D-Day, a metà giugno del 1944. Per simulare la presenza di intere divisioni corazzate (fino a 30.000 uomini alla volta) dove in realtà c’era solo un vuoto pericoloso nella linea alleata, la Ghost Army utilizzava quattro tecniche combinate:

I carri armati di gomma 

Il reparto era equipaggiato con centinaia di carri armati Sherman, camion e pezzi d’artiglieria gonfiabili. Realizzati in gomma e tela pesante, venivano gonfiati di notte usando silenziosi compressori d’aria. Dall’alto, o attraverso il binocolo di una vedetta tedesca a un chilometro di distanza, erano indistinguibili da un vero mezzo corazzato. Per rendere il trucco perfetto, gli uomini della Ghost Army usavano i bulldozer per tracciare finti solchi di cingoli nel fango che portavano dritti ai carri di gomma.

Il paradosso: I carri erano così leggeri che a volte quattro soldati potevano sollevarli di peso per spostarli. Più di una volta l’operazione rischiò di saltare perché i civili francesi videro due soldati sollevare un “carro armato da 30 tonnellate” per spostarlo fuori da una pozzanghera.

Gli altoparlanti della Bell Labs  

Questo era forse il reparto più tecnologico e avanzato. Nei mesi precedenti, gli ingegneri acustici dei celebri Bell Laboratories avevano registrato su enormi e pesanti dischi di acetato ogni possibile rumore militare: il sordo sferragliare dei cingoli, il rombo dei motori dei carri pesanti, i colpi di martello dei genieri che costruivano ponti galleggianti e persino il brusio dei soldati che imprecavano.

Al fronte, la Ghost Army montava enormi e potentissimi altoparlanti direzionali corazzati sul retro di autocarri leggeri. Di notte, questi camion si avvicinavano alle linee tedesche e diffondevano le registrazioni. I suoni erano così realistici e potenti da poter essere proiettati fino a 25 chilometri di distanza. Sentendo quel frastuono nelle tenebre, i comandanti tedeschi si convincevano che una divisione corazzata stesse prendendo posizione e ordinavano ripiegamenti o sprecavano munizioni d’artiglieria bombardando il vuoto.

La radio fantasma  

I radiooperatori della Ghost Army erano attori consumati della tastiera telegrafica. Erano in grado di imitare alla perfezione lo “stile” di trasmissione dei radiotelegrafisti di altre divisioni reali. Creavano finti network radiofonici, trasmettendo messaggi in codice (volutamente facili da intercettare per i tedeschi) in cui si parlava di problemi meccanici ai carri, richieste di carburante e ordini di marcia fittizi.

La scenografia d’atmosfera

Quando l’unità arrivava in una città appena liberata vicino al fronte, scattava la messinscena sociale. I soldati entravano nei caffè e nei pub locali indossando le divise e le toppe d’infanteria di altre divisioni reali (che magari si trovavano a 200 chilometri di distanza). Parlavano ad alta voce tra di loro, lasciando cadere finti dettagli sui loro prossimi spostamenti, sapendo benissimo che tra i clienti del bar potevano nascondersi spie o informatori dell’esercito tedesco.

Operazioni principali

Il Ghost Army condusse oltre 20 operazioni tra Francia, Belgio, Lussemburgo, Olanda e Germania.

Normandia (giugno 1944)

Simulò un porto artificiale per attirare l’artiglieria tedesca lontano dai veri Mulberry.

Brest (estate 1944)

Finse un accerchiamento molto più grande, rallentando la resistenza tedesca.

Battaglia delle Ardenne (dicembre 1944)

Creò movimenti fasulli di unità per confondere le ricognizioni tedesche.

 Operazione Viersen Attraversamento del Reno (marzo 1945)

Il più grande successo della Ghost Army avvenne nel marzo del 1945, durante l’Operazione Viersen. L’obiettivo degli Alleati era attraversare il fiume Reno, l’ultima grande barriera difensiva della Germania.

La Ghost Army ricevette l’ordine di simulare la presenza della 9ª Armata americana in un punto specifico del fiume , quindi 1100 uomini simularono due divisioni (30.000 soldati) per coprire il vero punto di attraversamento della 9ª Armata USA. Gonfiarono centinaia di finti mezzi, accesero gli altoparlanti simulando la costruzione di ponti d’assalto e intasarono le frequenze radio. I tedeschi abboccarono in pieno: spostarono l’intero fulcro delle loro difese e dell’artiglieria di fronte all’armata fantasma. Quando la vera 9ª Armata attaccò, lo fece molti chilometri più a valle, incontrando una resistenza debolissima e attraversando il Reno con perdite minime.

Un segreto di Stato durato cinquant’anni

La Ghost Army prese parte a più di 20 operazioni sul campo lungo tutto il fronte europeo, salvando – secondo le stime ufficiali del Pentagono – tra le 15.000 e le 30.000 vite di soldati americani.

Eppure, per mezzo secolo, nessuno ha potuto ringraziarli. Per via dell’incredibile valore strategico delle loro tecniche di camuffamento acustico e visivo (che sarebbero potute servire contro l’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda), l’esistenza del 23° Reggimento è rimasta un segreto militare assoluto. I soldati firmarono un accordo di riservatezza che vietava loro di raccontare la verità persino a mogli e figli.

Il segreto è stato rimosso solo nel 1996. Solo allora il mondo ha scoperto che a volte, per vincere una guerra, un set di altoparlanti e un compressore d’aria possono essere più letali di un intero reggimento di artiglieria.

Fonti storiche e bibliografia

  • Beyer, Rick & Sayles, Elizabeth (2015). The Ghost Army of World War II: How One Top-Secret Unit Deceived the Enemy with Inflatable Tanks, Sound Effects, and Fake Radio. Princeton Architectural Press. (Il testo illustrato più completo sull’unità, basato sulle testimonianze dirette dei reduci).

  • Gavin, Gerard (2010). Secret Warfare: Special Operations and Intelligence in World War II. Academic Press.

  • National Archives (NARA)Record Group 407: Records of the Adjutant General’s Office – Operational Reports of the 23rd Headquarters Special Troops.

  • U.S. Army Center of Military HistoryManeuver and Firepower: The Evolution of Divisions and Separate Brigades.