Dal Fertilizzante all’esplosivo

Ma se vi dicessimo che la mela che vi siete appena sbucciati probabilmente è nata su un’albero che è stato coltivato ed è cresciuto grazie a un prodotto fertilizzante che si chiama Nitrato di Ammonio e la cui esplosione  è  stata alla base di alcuni dei peggiori disastri  che la storia del 900 e di questo inizio di anni 2000 ricordano , ma tranquilli la vostra mela non può esplodere ……

Per far capire di cosa parliamo eccovi una tabella riassuntiva dei disastri causati dalla esplosione del Nitrato di Ammonio , abbiamo sottolineato in rosso quei disastri dove il nitrato di ammonio è stato impiegato come esplosivo per attentati dinamitardi .

 

Anno Luogo Nitrato d’ammonio coinvolto* Morti Tipo
1916 Faversham, Regno Unito ~700 t 115 Incendio in fabbrica di esplosivi
1918 Morgan, New Jersey ~1.000 t 64 Incidente industriale
1921 Oppau, Germania ~450 t 561 Esplosione durante disgregazione del fertilizzante
1942 Tessenderlo, Belgio ~150 t 189 Esplosione durante disgregazione del prodotto
1947 Texas City, USA oltre 2.000 t 581 Incendio ed esplosione della Grandcamp
1947 Brest, Francia fino a ~3.300 t a bordo 29 Incendio ed esplosione della Ocean Liberty
1995 Oklahoma City, USA fertilizzante usato nell’ordigno 168 Attentato terroristico
2001 Tolosa, Francia ~300 t 31 Esplosione stabilimento AZF
2004 Buzău/Mihăilești, Romania ~20 t 18 Incidente stradale + incendio
2007 Monclova, Messico ~22–25 t 28–37 Incidente stradale + incendio
2013 West, Texas decine/centinaia di t presenti** 15 Incendio in deposito di fertilizzanti
2015 Tianjin, Cina ~800 t 173 Incendio in deposito portuale
2020 Beirut, Libano ~2.750 t immagazzinate ~218–220 Incendio ed esplosione nel porto

 

Ma che cos’è il nitrato d’ammonio? E soprattutto perché può esplodere?

Il nitrato d’ammonio, formula chimica NH₄NO₃, è un sale formato essenzialmente dall’unione di ammoniaca e acido nitrico. A temperatura ambiente si presenta come un solido bianco e, visto così, non ha certamente l’aspetto di qualcosa capace di provocare una catastrofe.

E allora perché viene utilizzato come fertilizzante?

La risposta è abbastanza semplice: contiene molto azoto, uno degli elementi fondamentali per la crescita delle piante. Inoltre mette a disposizione l’azoto in due forme, ammoniacale e nitrica, caratteristica che lo rende particolarmente utile in agricoltura.

Ma allora perché può esplodere?

Prima di tutto bisogna chiarire una cosa: un sacco di nitrato d’ammonio non è una cassa di dinamite, quindi non considerate il tizio che ne ha un sacco a casa come un terrorista in erba.

Il nitrato d’ammonio ha però alcune particolarità: non è un combustibile, ma è un forte ossidante e può quindi favorire e intensificare enormemente la combustione di altre sostanze. Inoltre, se sottoposto a temperature elevate, può cominciare a decomporsi, liberando calore e producendo rapidamente grandi quantità di gas.

Ed è a questo punto che la situazione può diventare pericolosa, perché se questa decomposizione avviene molto rapidamente, soprattutto quando sono presenti grandi quantità di materiale e condizioni sfavorevoli come un incendio, contaminazioni o il confinamento, l’enorme quantità di gas prodotta in pochissimo tempo può provocare un rapidissimo aumento della pressione.

In determinate condizioni il fenomeno può arrivare fino alla detonazione, con la formazione di un’onda d’urto.

Ed ecco il paradosso del nitrato d’ammonio: sparso sul terreno aiuta a far crescere il grano, ma qualche migliaio di tonnellate concentrate nel posto sbagliato possono diventare una storia completamente diversa.

Arrivati a questo punto potreste pensare che, conoscendo le caratteristiche del nitrato d’ammonio, nessuno sano di mente penserebbe di avvicinarsi a qualche migliaio di tonnellate di fertilizzante contenente questa sostanza con dell’esplosivo.

E invece è esattamente quello che facevano nello stabilimento della BASF di Oppau, in Germania.

E non stiamo parlando del Bauer (contadino) tedesco tutto würstel e birra che, ignorando le caratteristiche del prodotto, decide di provare con un candelotto di dinamite. Parliamo di uno stabilimento della BASF, dove le caratteristiche del nitrato d’ammonio erano ben conosciute.

Eppure proprio l’impiego di esplosivo per frantumare il fertilizzante diede origine a uno dei peggiori incidenti industriali della storia.

Oppau: quando per rompere il fertilizzante usavano la dinamite

Siamo a Oppau, in Germania, nel 1921, nello stabilimento della BASF. In uno dei grandi silos dell’impianto erano immagazzinate circa 4.500 tonnellate di fertilizzante, composto per metà da nitrato d’ammonio e per metà da solfato d’ammonio.

C’era però un problema: durante lo stoccaggio il prodotto tendeva a compattarsi fino a diventare praticamente duro come la pietra.

Bisognava quindi trovare un sistema per romperlo e poterlo caricare e trasportare.

Oggi probabilmente penseremmo a qualche macchinario.

All’epoca pensarono a qualcosa di molto più semplice: piccole cariche esplosive.

E prima che pensiate che fossero tutti impazziti, bisogna aggiungere un particolare fondamentale: il sistema era stato provato, era considerato sicuro e soprattutto era già stato utilizzato più di 20.000 volte senza provocare incidenti.

Fino alla mattina del 21 settembre 1921.

Alle 7:32, durante una delle consuete operazioni per disgregare il fertilizzante, qualcosa andò terribilmente storto.

Una parte dell’enorme massa esplose.

L’esplosione scavò un cratere di circa 90 per 125 metri e profondo una ventina di metri, devastò lo stabilimento e distrusse o danneggiò gran parte degli edifici circostanti.

Morirono 561 persone, circa 2.000 rimasero ferite e migliaia persero la propria abitazione.

L’onda d’urto fu talmente potente da mandare in frantumi vetri a decine di chilometri di distanza e venne registrata perfino dalla stazione sismologica di Monaco, a circa 300 chilometri da Oppau.

Ma rimaneva una domanda piuttosto importante:

perché una procedura utilizzata più di 20.000 volte senza problemi, quella mattina provocò una delle più grandi catastrofi industriali della storia?

Secondo la ricostruzione della BASF, all’inizio del 1921 venne modificato il processo produttivo, passando a un procedimento di essiccazione a spruzzo. Questo avrebbe modificato le caratteristiche fisiche del fertilizzante. Inoltre, in alcune zone del silo si sarebbe formato un materiale polveroso, una sorta di «neve» con una concentrazione di nitrato maggiore del previsto.

Probabilmente fu proprio questo materiale a essere inizialmente fatto detonare dalle cariche, innescando poi una parte della massa circostante. La stessa BASF precisa comunque che l’esatta concatenazione dei fenomeni non è ancora dimostrabile definitivamente.

1947: l’anno nero del nitrato d’ammonio

Dopo Oppau il mondo aveva avuto una dimostrazione piuttosto convincente di cosa potesse succedere quando una grande quantità di nitrato d’ammonio si trovava nelle condizioni sbagliate.

Evidentemente la lezione non era bastata.

Il 16 aprile 1947 la nave francese Grandcamp era ormeggiata nel porto di Texas City, con nelle stive circa 2.300 tonnellate di fertilizzante a base di nitrato d’ammonio, quando scoppiò un incendio.

Nel tentativo di spegnerlo senza danneggiare il carico con l’acqua, il comandante fece chiudere le stive e utilizzare vapore, una tecnica normalmente impiegata per soffocare gli incendi a bordo. Ma il nitrato d’ammonio, sottoposto a forte riscaldamento, non si comportava come un normale materiale combustibile.

Poco dopo le 9 del mattino la Grandcamp esplose.

L’esplosione devastò il porto e gli impianti industriali circostanti, provocando incendi a catena. Il bilancio finale fu di 581 morti e migliaia di feriti. Come se non bastasse, nella catastrofe rimase coinvolta anche la High Flyer, un’altra nave che trasportava nitrato d’ammonio e che esplose circa 16 ore dopo.

E il 1947 non aveva ancora finito.

Appena tre mesi dopo, il 28 luglio, dall’altra parte dell’Atlantico, nel porto francese di Brest, prese fuoco la Ocean Liberty.

Nelle sue stive si trovavano oltre 3.000 tonnellate di nitrato d’ammonio, insieme a grandi quantità di materiali combustibili. Anche in questo caso si tentò di combattere l’incendio e la nave venne successivamente rimorchiata lontano dalle banchine.

Alle 17:25 esplose.

La deflagrazione devastò una parte del porto e della città, provocando decine di morti e centinaia di feriti.

Nel giro di poco più di cento giorni, due navi cariche di nitrato d’ammonio erano esplose sulle due sponde dell’Atlantico.

Il 1947 poteva tranquillamente essere ricordato come l’anno nero del nitrato d’ammonio.

 

Per decenni il problema era stato soprattutto uno: evitare che il nitrato d’ammonio esplodesse accidentalmente. Ma alla fine qualcuno pensò bene di sfruttarne le proprietà per compiere un attentato…

Oklahoma City: quando il fertilizzante diventò un’arma

Il 19 aprile 1995, a Oklahoma City, ci si rese conto drammaticamente che bisognava anche evitare che qualcuno cercasse di farlo esplodere volontariamente.

Timothy McVeigh utilizzò infatti una grande quantità di fertilizzante a base di nitrato d’ammonio nella realizzazione dell’ordigno che distrusse gran parte dell’Alfred P. Murrah Federal Building, provocando 168 morti e centinaia di feriti.

Oklahoma City dimostrò così un altro lato del problema: una sostanza prodotta in enormi quantità per l’agricoltura e relativamente facile da reperire poteva essere utilizzata impropriamente come base per un esplosivo rudimentale, quello che potremmo definire un esplosivo “sporco”: non un esplosivo militare prodotto appositamente per quello scopo, ma qualcosa ottenuto partendo da un comune prodotto commerciale.

Da quel momento il problema non fu più soltanto come conservarlo e trasportarlo in sicurezza, ma anche come controllarne la vendita e impedirne l’impiego criminale.

A questo punto, dopo un Novecento costellato di esplosioni e di morti variamente distribuiti nei diversi continenti, si poteva ragionevolmente presumere che ormai si avesse una certa cognizione della pericolosità del prodotto e, soprattutto, di come dovesse essere conservato.

Evidentemente non era così e La dimostrazione arrivò il 4 agosto 2020.

Beirut 2020: un secolo dopo Oppau

Nel porto di Beirut, in Libano, erano state immagazzinate per anni circa 2.750 tonnellate di nitrato d’ammonio, provenienti dal carico della nave Rhosus, arrivata nel porto nel 2013.

Il materiale rimase per quasi sei anni nell’hangar 12, nel cuore del porto e a poca distanza da una città densamente popolata, nonostante diversi funzionari fossero stati informati della presenza del nitrato e dei rischi che comportava.

Il 4 agosto 2020 nell’area del deposito scoppiò un incendio.

Quello che accadde dopo venne ripreso da decine di telecamere e smartphone: una prima serie di esplosioni e, pochi istanti dopo, una gigantesca detonazione che devastò il porto e una parte della città.

Il bilancio fu di almeno 219 morti, circa 7.000 feriti e centinaia di migliaia di persone costrette temporaneamente ad abbandonare le proprie abitazioni.

A quasi cento anni da Oppau, il nitrato d’ammonio aveva dimostrato ancora una volta che il problema non era soltanto conoscere le sue caratteristiche.

Bisognava anche ricordarsi di rispettarle.

E oggi? Possiamo comprare liberamente nitrato d’ammonio?

Dopo incidenti come quelli che abbiamo raccontato e soprattutto dopo che si è dimostrato che il nitrato d’ammonio poteva essere utilizzato anche per realizzare ordigni rudimentali, almeno in Europa qualche precauzione è stata presa.

Il Regolamento europeo 2019/1148, relativo ai precursori di esplosivi, inserisce infatti il nitrato d’ammonio tra le sostanze soggette a restrizioni.

Semplificando parecchio la normativa, un normale cittadino non può acquistare, possedere o utilizzare liberamente prodotti contenenti nitrato d’ammonio oltre determinati limiti di concentrazione. Per agricoltori e utilizzatori professionali, che ovviamente continuano ad averne bisogno, esistono invece regole specifiche.

La normativa prevede inoltre la segnalazione delle transazioni sospette e delle sparizioni o dei furti significativi.

Insomma, dopo oltre un secolo di incidenti e dopo Oklahoma City, almeno in Europa il nitrato d’ammonio continua a essere un fertilizzante importantissimo, ma non viene più trattato esattamente come un innocuo sacco di concime.

 

Conclusione

Insomma, dopo Oppau, Texas City, Brest, Oklahoma City e Beirut abbiamo probabilmente dimostrato che il nitrato d’ammonio merita un certo rispetto.

Ma possiamo anche tornare alla domanda con cui siamo partiti.

E la mela ?  Be tranquilli quella comunque non può esplodervi in mano sempre che dalle vostre parti non sia passato qualcuno del Mossad e vi abbia scambiato per un membro di qualche gruppo di terroristi ……

Ma in quel caso, probabilmente, il nitrato d’ammonio sarebbe l’ultimo dei vostri problemi.

 

Le Fonti