DALLA GESTAPO ALLA STASI: IL RISULTATO NON CAMBIA!

Nella Germania nazista esisteva una figura chiamata Blockleiter, il livello più basso dell’organizzazione territoriale della NSDAP, che di solito aveva il compito di tenere sotto controllo un Block comprendente circa 40/60 nuclei familiari della zona assegnata.

Nella Germania Est esisteva invece l’Hausbuchbeauftragter (e anche Hausvertrauensmann/Hausvertrauensfrau), ovvero il responsabile del registro dell’edificio, l’Hausbuch. In pratica, in ogni condominio o edificio residenziale una persona teneva il registro degli abitanti, dei subaffittuari e anche di determinati visitatori.

Due figure diverse, appartenenti a due sistemi diversi, ma entrambe poste al livello più basso del controllo territoriale ed entrambe dedicate, tra le altre cose, a tenere d’occhio quello che succedeva nella zona o nel condominio di competenza e a riferirne ai livelli superiori. Informazioni e segnalazioni che, quando ritenute interessanti, potevano finire nelle mani degli apparati di sicurezza e dare il via a indagini e repressione.

Nel primo caso poteva entrare in gioco la Gestapo, nel secondo la Stasi.

Erano passati decenni, era cambiata l’ideologia, era cambiato il regime e nel frattempo la Germania aveva perso una guerra ed era stata divisa in due.

Ma se eravate semplicemente un cittadino che voleva farsi gli affari propri, il problema rimaneva più o meno lo stesso: qualcuno, molto vicino a voi, poteva farsi gli affari vostri.

Vediamo un pochino come nacque e si sviluppò la Gestapo 

Chiariamo una cosa in Germania al momento della presa del potere da parte dei Nazisti non esisteva un corpo di polizia Nazionale perchè la Germania era uno Stato federale e i vari Länder disponevano delle proprie strutture di polizia.

La Prussia, che da sola comprendeva buona parte del territorio e della popolazione tedesca, aveva quindi la propria polizia e, al suo interno, una sezione dedicata alla sorveglianza politica.

Con l’arrivo al potere dei nazisti nel gennaio del 1933, Hermann Göring si fece assegnare il Ministero dell’Interno della Prussia e, con esso, il controllo della polizia prussiana.

In pratica, mettendo le mani sulla polizia prussiana, Göring si era assicurato il controllo del più grande apparato di polizia della Germania.

Göring non si limitò a riorganizzare gli uffici. Nel febbraio 1933 autorizzò la polizia prussiana a usare le armi con estrema durezza contro gli avversari politici e contemporaneamente incorporò come Hilfspolizei, polizia ausiliaria, decine di migliaia di uomini delle SA, SS e Stahlhelm.

Ma Göring non era l’unico gerarca nazista interessato a mettere le mani sulla polizia.

Dall’altra parte c’erano Heinrich Himmler, capo delle SS, e soprattutto il suo efficientissimo braccio destro Reinhard Heydrich, che già dirigeva il servizio di sicurezza delle SS, il famoso SD.

Mentre Göring controllava la gigantesca Prussia, Himmler e Heydrich iniziarono dalla Baviera e progressivamente misero sotto il proprio controllo le polizie politiche degli altri Länder tedeschi.

Si arrivò così a una situazione piuttosto curiosa: Göring aveva in mano la Prussia e la Gestapo, mentre Himmler e Heydrich stavano conquistando praticamente tutto quello che c’era intorno.

La partita si concluse nell’aprile del 1934, quando Göring affidò a Himmler il controllo della Gestapo prussiana e Heydrich ne assunse la direzione operativa.

La creatura di Göring era finita nelle mani delle SS.

Prima di proseguire è necessaria una precisazione. In questo articolo non ci occuperemo del ruolo della Gestapo nelle persecuzioni razziali, nei territori occupati e durante la Seconda guerra mondiale, argomenti che richiederebbero da soli ben altro spazio.

Quello che ci interessa è qualcosa di molto più vicino alla vita quotidiana: come faceva la Gestapo a sapere quello che succedeva nelle città, nei quartieri, nelle fabbriche e perfino nei condomini tedeschi?

Perché, contrariamente all’immagine tramandata dal cinema, non c’era certo un agente della Gestapo dietro ogni porta.

Una Gestapo presente sul territorio

Una volta centralizzato il sistema, la Gestapo doveva però organizzarsi sul territorio. Non bastava certo avere un grande ufficio a Berlino se si voleva sapere cosa succedeva ad Amburgo, Colonia, Monaco o nel più sperduto paesino della Germania.

Venne quindi creata una rete territoriale basata sulle Staatspolizeileitstellen, gli uffici principali della polizia segreta di Stato nelle aree più importanti, e sulle Staatspolizeistellen, gli uffici locali, ai quali potevano aggiungersi sedi e distaccamenti periferici.

Ma qui nasce una domanda: quanti uomini sarebbero serviti per controllare direttamente decine di milioni di tedeschi?

Molti più di quelli che la Gestapo aveva realmente a disposizione.

Ed ecco quindi entrare in gioco tutto quello che esisteva intorno alla Gestapo: la normale polizia, gli uffici pubblici, le organizzazioni del Partito nazista, i responsabili locali e, naturalmente, le segnalazioni e le denunce dei comuni cittadini.

A livello più basso della struttura territoriale del Partito troviamo proprio il Blockleiter, di cui abbiamo scritto all’inizio ,  responsabile generalmente di alcune decine di nuclei familiari. Non era un agente della Gestapo, ma viveva praticamente in mezzo alle persone sulle quali era chiamato a vigilare e poteva riferire comportamenti e opinioni ritenuti sospetti attraverso la struttura del Partito.

Tutte queste informazioni salivano verso l’alto, venivano confrontate, registrate, archiviate e, quando ritenuto necessario, potevano trasformarsi in un’indagine.

Il risultato fu anche uno degli effetti collaterali tipici di ogni gigantesco apparato burocratico tedesco: una montagna di carta.

Fascicoli personali, rapporti, denunce, interrogatori, corrispondenza tra uffici, schede e registri. La Gestapo non controllava la Germania soltanto attraverso uomini che pedinavano altri uomini: la controllava anche attraverso informazioni che diventavano documenti e documenti che diventavano archivi.

Morta la Gestapo, nasce la Stasi

Maggio 1945: la Germania nazista non esiste più, la Gestapo viene sciolta e i suoi appartenenti, almeno quelli che non sono riusciti a far perdere le proprie tracce, hanno ben altri problemi a cui pensare.

La Germania viene divisa in quattro zone di occupazione e quella orientale finisce sotto il controllo dell’Unione Sovietica.

Nel 1949 nasce la Repubblica Democratica Tedesca, la DDR, e ovviamente il nuovo Stato ha bisogno anche di un apparato che si occupi della propria sicurezza interna.

In realtà i Sovietici avevano cominciato ben prima.

Già negli anni immediatamente successivi alla guerra erano state create all’interno della polizia tedesca della zona sovietica strutture incaricate anche del controllo politico. Una di queste fu il K 5, un settore della polizia criminale che si occupava, tra le altre cose, dei reati politici.

Nel 1949 da questa struttura nacque la Hauptverwaltung zum Schutz der Volkswirtschaft, ovvero la Direzione principale per la protezione dell’economia nazionale.

Il nome sembrava abbastanza innocuo.

Durò poco.

L’8 febbraio 1950 la Volkskammer approvò la creazione del Ministerium für Staatssicherheit, il Ministero per la Sicurezza dello Stato, abbreviato MfS e molto più conosciuto con il nome che sarebbe diventato famoso in tutto il mondo: Stasi.

Primo ministro fu Wilhelm Zaisser, mentre come suo vice troviamo un personaggio del quale sentiremo parlare parecchio: Erich Mielke, che nel 1957 sarebbe diventato ministro e sarebbe rimasto alla guida della Stasi fino al 1989.

Ma se qualcuno pensa che la nuova polizia politica tedesco-orientale fosse una specie di Gestapo riverniciata di rosso, sbaglia.

La Stasi nacque essenzialmente sul modello dei servizi di sicurezza sovietici e sotto il loro strettissimo controllo. Nei primi anni gli istruttori sovietici erano presenti praticamente a ogni livello importante dell’organizzazione e, nei casi considerati particolarmente delicati, erano gli stessi Sovietici a prendere direttamente in mano le indagini.

Eppure, partendo da una storia, da un’ideologia e da un modello completamente diversi, quando si trattò di risolvere un problema molto semplice — sapere cosa facevano e cosa pensavano i propri cittadini — alcune soluzioni finirono per assomigliarsi parecchio.

La Stasi arriva sul territorio

Creare un Ministero per la Sicurezza dello Stato a Berlino era relativamente facile. Il problema, esattamente come era accaduto con la Gestapo, era un altro: come si fa a sapere quello che succede in ogni città e paese della Germania Est?

La Stasi risolse il problema creando una struttura territoriale estremamente capillare e, soprattutto, rigidamente centralizzata.

Dopo la riforma amministrativa della DDR del 1952, il territorio venne suddiviso in 14 distretti, ai quali si aggiungeva Berlino Est. La Stasi seguì praticamente la stessa suddivisione creando 15 Bezirksverwaltungen, ovvero amministrazioni distrettuali della Sicurezza dello Stato.

Sotto di loro troviamo le Kreisdienststellen, gli uffici della Stasi a livello di circondario.

Alla fine della DDR ce n’erano 209.

La catena diventava quindi abbastanza semplice:

Ministero della Stasi a Berlino → Bezirksverwaltung → Kreisdienststelle → territorio.

E non finiva qui.

Per luoghi considerati particolarmente importanti dal punto di vista politico, militare o economico potevano essere create anche delle Objektdienststellen, uffici dedicati direttamente a un determinato obiettivo. Ne troviamo, per esempio, in strutture industriali strategiche, nel settore nucleare e nell’industria dell’uranio.

Anche l’organizzazione interna tendeva a riprodursi scendendo dal centro verso la periferia. Secondo il cosiddetto Linienprinzip, molte delle grandi divisioni presenti nel Ministero di Berlino avevano una corrispondente sezione nelle Bezirksverwaltungen.

In pratica, la Stasi aveva costruito una specie di matrioska burocratica: quello che esisteva al centro tendeva a ripetersi, in dimensioni progressivamente più piccole, scendendo verso il territorio.

Ma anche 15 amministrazioni distrettuali e 209 uffici locali non potevano mettere un agente dietro ogni cittadino.

Ed è a questo punto che entrano in scena gli uomini e le donne che avrebbero reso veramente capillare il sistema: gli informatori.

E alla fine torniamo al condominio

Abbiamo visto ministeri, direzioni centrali, amministrazioni distrettuali e uffici locali, ma alla fine rimane sempre lo stesso problema: come faccio a sapere cosa succede dentro un palazzo?

Ed eccoci tornati esattamente al punto dal quale siamo partiti.

Nella Germania nazista avevamo il Blockleiter, ultimo livello dell’organizzazione territoriale della NSDAP, responsabile generalmente di alcune decine di nuclei familiari. Non era un agente della Gestapo, ma rappresentava uno degli occhi del regime sul territorio: conosceva gli abitanti, osservava quello che succedeva e poteva far risalire attraverso la struttura del Partito informazioni e segnalazioni che, quando ritenute interessanti, potevano arrivare anche alla polizia politica.

Nella DDR troviamo invece l’Hausbuchbeauftragter, il responsabile dell’Hausbuch, il registro dell’edificio nel quale venivano annotati gli abitanti, i subaffittuari e, in determinate circostanze, anche le persone ospitate.

Anche lui non era necessariamente un agente della Stasi.

Ma la Stasi poteva utilizzare le informazioni provenienti dagli Hausbuch, dai responsabili degli edifici e da tutta una serie di persone che, per il lavoro che svolgevano, sapevano parecchio di quello che succedeva nel proprio piccolo pezzo di DDR.

E poi c’erano naturalmente gli Inoffizielle Mitarbeiter, gli IM: cittadini che collaboravano segretamente con la Stasi e riferivano informazioni su colleghi, amici, vicini e, qualche volta, persino familiari.

Quindi Blockleiter e Hausbuchbeauftragter non erano la stessa cosa, così come Gestapo e Stasi non erano la stessa organizzazione.

Ma per il cittadino che abitava in quel palazzo la sottigliezza burocratica poteva avere un’importanza abbastanza relativa.

Nel giro di pochi decenni erano cambiati il regime, l’ideologia, la bandiera e gli uomini al comando.

Ma continuava ad esserci qualcuno che sapeva chi abitava nel vostro palazzo e che, se necessario, poteva riferire quello che facevate.

Una tabella rende chiaro il livello di controllo raggiunto dalla Stasi sulla popolazione della DDR rispetto al controllo della Gestapo 

  Gestapo (1937 circa) Stasi (1989)
Popolazione circa 67 milioni circa 16,4 milioni
Personale dell’apparato circa 6.500-7.000 circa 91.000
Rapporto personale/cittadini circa 1 : 10.000 circa 1 : 180
Informatori rete non formalizzata + denunce circa 189.000 IM
Rapporto informatori/cittadini non calcolabile seriamente circa 1 : 90
Altre fonti d’informazione NSDAP, Blockleiter, polizia, amministrazioni, denunce Hausbuch, Volkspolizei, SED, responsabili locali ecc.
Raccolta delle informazioni forte dipendenza dalle segnalazioni provenienti dalla società rete di informatori organizzata e gestita sistematicamente

Il Grande Fratello vi guarda

Uno ogni 10.000 contro uno ogni 180.

Basterebbero probabilmente questi due numeri per capire la differenza tra i due sistemi.

La Gestapo riuscì a costruirsi la fama di organizzazione onnipresente pur disponendo, in rapporto alla popolazione che doveva controllare, di un numero relativamente limitato di funzionari. Per sapere quello che succedeva doveva quindi appoggiarsi pesantemente alle strutture del Partito, alla normale amministrazione, alla polizia e soprattutto alle denunce provenienti dagli stessi cittadini.

La Stasi, quarant’anni dopo, disponeva invece di circa un dipendente ufficiale ogni 180 abitanti.

E non abbiamo ancora contato gli Inoffizielle Mitarbeiter, gli informatori non ufficiali.

Se aggiungiamo anche loro, pur ricordando che non erano dipendenti della Stasi e quindi che stiamo sommando due categorie molto diverse, arriviamo a qualcosa nell’ordine di una persona collegata all’apparato ogni 60 abitanti.

A questo punto George Orwell avrebbe probabilmente cominciato a prendere appunti.

Perché la Gestapo aveva creato la percezione che qualcuno potesse sempre ascoltare.

La Stasi cercò di trasformare quella percezione in realtà.

Conclusioni

Siamo partiti dal Blockleiter della Germania nazista e dall’Hausbuchbeauftragter della DDR, due figure diverse e appartenenti a strutture diverse, ma che ci hanno permesso di vedere quanto profondamente due regimi ideologicamente agli antipodi cercassero di arrivare fin dentro la vita quotidiana dei propri cittadini.

Gestapo e Stasi non erano la stessa cosa e, soprattutto, la Stasi non fu semplicemente una Gestapo riverniciata di rosso. Nacquero in periodi diversi, da strutture diverse e con modelli organizzativi differenti.

Ma il problema che dovevano risolvere era sostanzialmente lo stesso: sapere cosa facevano, cosa dicevano e, possibilmente, cosa pensavano i cittadini.

La Gestapo riuscì a costruire una fama di onnipresenza pur disponendo di un numero relativamente limitato di uomini e appoggiandosi pesantemente alle strutture del Partito, alla normale amministrazione e soprattutto alle segnalazioni provenienti dalla stessa popolazione.

La Stasi fece un passo ulteriore.

Con circa un dipendente ogni 180 abitanti, una gigantesca rete di informatori e una struttura territoriale che arrivava praticamente ovunque, trasformò il controllo della popolazione in qualcosa di molto vicino a una vera e propria industria.

Poi arrivò il 1989.

Il regime crollò e decine di migliaia di uomini che fino a poco tempo prima avevano passato la propria vita professionale a raccogliere informazioni sugli altri si ritrovarono improvvisamente a preoccuparsi del proprio posto di lavoro, del proprio futuro e dei propri diritti.

Il Grande Fratello aveva improvvisamente scoperto di essere un cittadino anche lui.

E l’OVRA?

Naturalmente anche noi italiani avevamo avuto la nostra polizia politica, con informatori, fiduciari, intercettazioni e sistemi di controllo degli oppositori.

Dopo aver visto i numeri della Stasi verrebbe quasi da pensare che quelli dell’OVRA, al confronto, fossero dei dilettanti.

Ma era davvero così?

Ce lo teniamo per un prossimo articolo…..

 

Fonti e approfondimenti

  • Bundesarchiv – Stasi-Unterlagen-Archiv, Was war die Stasi? — struttura del Ministerium für Staatssicherheit, organizzazione territoriale, Bezirksverwaltungen, Kreisdienststellen e personale dell’apparato.

  • Bundesarchiv – Stasi-Unterlagen-Archiv, Inoffizieller Mitarbeiter (IM) — organizzazione e impiego degli informatori non ufficiali della Stasi e consistenza della rete degli IM nel 1989.

  • Bundesarchiv – Stasi-Unterlagen-Archiv, Bezirksverwaltung und Kreisdienststellen des MfS Neubrandenburg 1989, Roland Wiedmann e Martin Erdmann — struttura organizzativa del MfS a livello distrettuale e locale.

  • Bundesarchiv – Stasi-Unterlagen-Archiv, documentazione e materiali sulla struttura del MfS nel 1989 — 15 Bezirksverwaltungen, 209 Kreisdienststellen e 7 Objektdienststellen.

  • Deutsches Historisches Museum (DHM), documentazione sulla Gestapo e sull’organizzazione della polizia nel Terzo Reich — struttura, consistenza del personale e rapporti con gli apparati locali del Partito e dello Stato.

  • United States Holocaust Memorial Museum – Holocaust Encyclopedia, La Gestapo: quadro generale — organizzazione e funzionamento della Gestapo, ruolo delle denunce e collaborazione con altre organizzazioni naziste.

  • Bundeszentrale für politische Bildung (bpb), materiali sulla Staatssicherheit e sul sistema di controllo della popolazione nella DDR — organizzazione territoriale, informatori e forme di sorveglianza sociale.

 

Le 2 organizzazioni a confronto