LA GUERRA DEI RADAR E LA RECIPROCA SOTTOVALUTAZIONE DELLA TECNOLOGIA NEMICA

 

Estate del  1940 inizia la battaglia di Inghilterra , i  Tedeschi vedono le gigantesche antenne della Chain Home roba di tralicci alti in media 350 piedi quindi  107 metri capiscono e sanno che sono i tralicci della Chain home  ovvero la rete di avvistamento radar Britannica e più o meno  dicono “Non è roba avanzata perchè noi siamo più avanzati di questo branco di pescatori e questi sono giocattoli” e non le attaccano ,    quei giocattoli sono il nerbo di  una struttura complessa di avvistamento e coordinamento che aiuta in maniera sostanziale i Britannici a resistere all’assalto Tedesco  , quando si decideranno ad attaccarle  ormai la battaglia di Inghilterra è agli sgoccioli e l’Operazione Leone Marino,  ovvero l’invasione della Gran Bretagna,  è ormai abortita o sul punto di essere abortita  .

Anno 1942 la RAF inizia la campagna di  bombardamenti sulla Germania e paesi occupati e i piloti   del Bomber Command tornano dalle missioni notturne in Germania raccontando di una contraerea spaventosamente precisa nel buio o di misteriosi fasci radio che li guidano, i comandi britannici liquidano sistematicamente il tutto come suggestione, paura o esagerazione da stress post-traumatico. I crucchi? Esperti di radar avanzati? Ma figuriamoci.

Quello che abbiamo raccontato nelle righe sopra più o meno  è quello chè e’ successo durante la II GM , dove   la vulgata ci racconta che i Britannici avevano il Radar e i Tedeschi no e che i Tedeschi non conoscevano il Radar quando invece è vero il contrario sia Inglesi che Tedeschi avevano il Radar ma entrambi sottostimarono le capacità del nemico .

Per cui i Tedeschi durante la battaglia di Inghilterra appena decollavano venivano individuati dai radar Inglesi e successivamente dalla efficiente rete di avvistamento terrestre che preparava i comitati di benvenuto formati dai Piloti dell’Impero Britannico e questo fù uno dei motivi , non l’unico come certa storia tende a raccontare , del fallimento della offensiva Aerea della Luftwaffe tesa a ridurre a zero le difese della Gran Bretagna .

Viceversa quando i Britannici passarono all’attacco si trovarono i bombardieri che venivano attesi , infatti i Tedeschi avevano in stato di elevato avanzamento la costruzione di una rete di avvistamento chiamata Linea Kammhuber , costituita dai radar Freya che attivava per tempo le difese che non erano solo aeree ma anche terrestri visto che i radar Würzburg  dirigevano il tiro delle batterie antiaeree , i Britannici prima di realizzare come era costituita la rete di avvistamento tedesca presero belle batoste . Ora  per capirci qualcosa mandarono un commando che letteralmente smontò e riportò in Gran Bretagna parti di un radar ubicato a Bruneval sulla costa francese della Manica.

Operazione Biting quando i Britannici si portarono via pezzi di un radar Würzburg  

Nella notte tra il 27 e il 28 febbraio 1942, circa 120 paracadutisti britannici vennero lanciati vicino alla stazione radar tedesca di Bruneval, sulla costa francese.

Il piano era piuttosto semplice sulla carta, molto meno nella realtà:

  • i paracadutisti sarebbero arrivati dall’aria per cogliere di sorpresa la guarnigione;
  • una parte avrebbe attaccato e isolato la postazione radar;
  • un gruppo di specialisti avrebbe smontato le componenti più importanti del Würzburg;
  • una volta recuperato il materiale, tutti si sarebbero diretti verso la spiaggia sottostante;
  • la Royal Navy sarebbe arrivata dal mare per riportare uomini e radar in Inghilterra.

La scelta del lancio con il paracadute era fondamentale: un attacco direttamente dal mare avrebbe dovuto affrontare le difese costiere tedesche e, soprattutto, avrebbe dato ai tedeschi il tempo di distruggere il radar prima che gli inglesi potessero catturarlo.

La forza di Frost riuscì a prendere la postazione, mentre gli specialisti iniziarono a lavorare sul radar. Tra loro c’era il Flight Sergeant C. W. H. Cox, tecnico della RAF, il cui compito era identificare, fotografare e far smontare le parti essenziali del Würzburg. Ad accompagnare il raid c’era anche una squadra di genieri del Royal Engineers.

Naturalmente non andò tutto liscio: alcuni uomini furono lanciati fuori zona e la ritirata verso la spiaggia avvenne sotto la pressione delle forze tedesche. Ma alla fine i britannici riuscirono a raggiungere il punto di evacuazione e a essere recuperati dalle imbarcazioni della Royal Navy.

Avuto sulle mani i pezzi del radar i tecnici britannici si accorsero della enorme sottovalutazione che avevano fatto della tecnologia tedesca in materia di Radar e cercarono di correre ai ripari . Quindi una volta compreso il funzionamento della rete radar tedesca, i Britannici cambiarono completamente tattica. Invece di disperdere i bombardieri su numerose rotte nella speranza di sfuggire ai radar, decisero di concentrare centinaia di velivoli lungo lo stesso corridoio aereo. L’obiettivo non era ingannare i tedeschi facendo credere che i bombardieri fossero pochi, ma esattamente il contrario: metterne così tanti davanti ai radar e ai centri di controllo da rendere impossibile gestirli tutti contemporaneamente.

 Successivamente   gli inglesi iniziarono a cercare il modo di ingannarli. La risposta arrivò nel luglio del 1943 e aveva un nome apparentemente innocuo: Window.

Le Window erano sottili strisce di materiale metallizzato, tagliate in modo che la loro lunghezza fosse calcolata in rapporto alla lunghezza d’onda dei radar tedeschi. Una volta disperse in aria, riflettevano le onde radar producendo una moltitudine di falsi echi.

Sul radar tedesco non compariva più una formazione di bombardieri, ma una confusa massa di echi nella quale diventava difficile distinguere gli aerei reali dalle migliaia di strisce metalliche che cadevano lentamente nel cielo.

Il Bomber Command , temendo che i Tedeschi , una volta compreso il funzionamento,  poi lo usassero contro i Radar Britannici ,  ritardò l’impiego delle window fino al   24 e il 25 luglio 1943, durante il primo grande attacco della RAF contro Amburgo, nell’ambito dell’Operazione Gomorrah. Il risultato fu impressionante: dei circa 700 bombardieri che raggiunsero l’obiettivo, soltanto 12 andarono perduti visto che i radar puntavano a bersagli inesistenti, i falsi echi generati dalle window e la Contraerea sparava a casaccio .

Ovviamente i  Tedeschi non rimasero naturalmente a guardare. La comparsa delle Window li costrinse a modificare radar, procedure e tattiche. Vennero sviluppati nuovi sistemi operanti su frequenze diverse e cercate soluzioni capaci di distinguere gli aerei reali dalla nube di falsi echi creata dalle strisce metallizzate.

La guerra elettronica era ormai entrata in una nuova fase, ma i suoi successivi sviluppi esulano dal tema di questo articolo.

Le fonti

  • La pietra miliare dell’intelligence scientifica:

    • R.V. Jones, Most Secret War: British Scientific Intelligence 1939-1945 (Hamish Hamilton / Classic Military History) — Scritto dal capo dell’Intelligence Scientifica britannica dell’epoca, è il resoconto definitivo e imperdibile su come gli inglesi scoprirono i radar tedeschi (Freya e Würzburg) e su come svilupparono le contromisure (Window).

  • Sui radar e la guerra elettronica:

    • Sir Bernard Lovell, Echoes of War: The Story of H2S Radar (IOP Publishing) — Lovell fu una figura chiave nello sviluppo dei radar britannici e racconta dall’interno la corsa tecnologica tra Gran Bretagna e Germania.

    • Alfred Price, Instruments of Darkness: The History of Electronic Warfare 1939-1945 (Pen & Sword) — Considerato la bibbia della guerra elettronica durante il conflitto, spiega nel dettaglio l’evoluzione dei radar tedeschi, inglesi e l’impatto delle contromisure.

  • Sul raid di Bruneval (Operazione Biting):

    • Gérard Hartmann, Le raid de Bruneval o i resoconti storici ufficiali del Ministero della Difesa britannico sul Parachute Regiment (in particolare le azioni della compagnia guidata dal Maggiore John Frost). È l’azione di commando che cambiò le sorti della tecnologia radar alleata.

  • Sulla Battaglia d’Inghilterra e la Chain Home:

    • Derek Howse, Radar at Sea: The Royal Navy in World War 2 (HMSO) e le analisi storiche sul Fighter Command di Hugh Dowding, che spiegano il ruolo cruciale ma spesso invisibile della rete di avvistamento precoce britannica.