Radio Londra e il Colonnello Buonasera

Luglio 1943 le truppe Angloamericane sbarcate in Sicilia nell’ambito della operazione Husky addentrandosi nell’entroterra spesso trovavano delle scritte  tipo “Viva il Colonnello Stevens”  o varianti simili tipo  “Viva Colonnello Buonasera” , ora chi era questo personaggio erto a tale notorietà da essere conosciuto  dalla popolazione Sicula ?

La genesi

La nascita delle trasmissioni in Italiano della BBC risale al 1938 quando il Ministro della Guerra britannico Leslie Hore-Belisha del governo di Neville Chamberlain, anziché gestire in proprio le trasmissioni di propaganda, le aveva affidate ad un ente autonomo, la BBC, già allora fiera della propria indipendenza dal potere politico.

Ma il vero saltò di qualità lo si ebbe con lo scoppio della guerra quando la redazione dedicata ai programmi in lingua italiana venne rafforzata con alcuni componenti che ne segneranno la storia e rimarranno famosi :

    • Paolo Treves  Politico socialista, giornalista e scrittore, esule in Inghilterra dal 1938. La sua voce e la sua penna furono tra le più lucide nel denunciare le follie della dittatura e nel commentare l’andamento del conflitto con un’ironia tagliente.
    • John Marus (“Candidus”) Voce dal tono sferzante e tagliente, con la sua dialettica smascherava senza pietà quelle che definiva le menzogne dei fascisti e dei nazisti, distinguendosi per lo stile più diretto e polemico rispetto alla pacatezza di Stevens.
    • Elio Nissim e Ruggero Orlando  Tra le altre “voci” che si alternarono ai microfoni del Servizio Italiano, contribuendo a dare al pubblico italiano la sensazione che la sua situazione fosse seguita e compresa da Londra.
    • Harold Stevens (“Colonnello Buonasera”)  Nato a Napoli da madre appartenente alla nobiltà napoletana (una cugina fu poi madre dell’avvocato Franzo Grande Stevens, celebre legale di Gianni Agnelli), era stato dal 1931 al 1935 addetto militare dell’ambasciata britannica a Roma. Parlava un italiano dall’accento britannico misto a una rassicurante inflessione napoletana, ed entrò nel BBC European Service nel 1940, restandovi fino al 1945.
    • Aldo Cassuto  Giornalista triestino ed ex redattore de “Il Piccolo”, fu la mente autoriale dietro i famosi interventi di Radio Londra. Era lui a scrivere i testi con quel tono pacato e ragionevole che Harold Stevens poi interpretava magistralmente ai microfoni.

Come dicevamo al momento della entrata in guerra dell’Italia la redazione di Radio Londra venne rafforzata e di conseguenza si estese anche il tempo dedicato alle trasmissioni in Italiano che passarono dai 15 minuti del 1939 alle  4 ore e 15 minuti al giorno del loro massimo sviluppo nel 1943 .

Dopo l’armistizio la parte di propaganda perse la sua importanza ma le trasmissioni cambiarono  radicalmente funzione.

Se prima dell’armistizio il suo compito principale era fare contro-propaganda, informare e tenere alta la speranza degli italiani, dopo l’8 settembre la radio divenne uno strumento operativo vitale e di collegamento militare diretto.

In quel momento drammatico e di totale sbandamento per l’Italia , con il Paese spaccato in due, l’esercito allo sbando e l’occupazione tedesca,  Radio Londra assunse un ruolo cruciale per tre motivi principali:

  • Il coordinamento della Resistenza: I famosi messaggi in codice (spesso inseriti alla fine delle trasmissioni o all’interno di rubriche apparentemente innocue) servivano a dare ordini operativi alle bande partigiane dislocate lungo la penisola, segnalando lanci di armi, sabotaggi o azioni di guerriglia.

  • La voce della guida istituzionale: Era attraverso i canali della BBC e i proclami rilanciati da Londra che spesso gli italiani ricevevano indicazioni e punti di riferimento in un momento in cui le istituzioni tradizionali erano paralizzate.

  • Il legame con i soldati sbandati: Milioni di italiani cercavano nell’etere britannico le notizie veritiere sull’avanzata degli Alleati e sulla linea del fronte, confermando che l’interesse del pubblico non si era spento, ma era diventato disperatamente più concreto.

Quindi meno propaganda e più servizio: L’informazione ha abbandonato il tono puramente polemico o di contrasto politico per trasformarsi in un servizio pubblico essenziale, fatto di istruzioni operative, coordinate militari, messaggi cifrati e punti di riferimento concreti per un Paese che stava cercando di riorganizzarsi dopo il collasso.

Il Palinsesto tipico fino all’armistizio

Le trasmissioni solitamente iniziavano in tarda serata , a seconda delle fonti indicato tra le  20:30 e le  22:40 ora italiana

C’era una ragione logistica e di sicurezza precisa per questa scelta oraria:

  • Il favore del buio: Nelle case italiane si preferiva sintonizzarsi sulle onde corte di sera inoltrata, quando era più facile abbassare il volume della radio senza destare sospetti nei vicini o rischiare denunce alla famigerata Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.

  • La ricezione radiofonica: Di sera la propagazione delle onde radio a onde corte (HF) da Londra verso il Mediterraneo garantiva un segnale più stabile e pulito, nonostante i forti disturbi e i tentativi di jamming  messi in atto dai tecnici del regime fascista.

Quindi, mentre in Italia ci si stringeva attorno alla radio a valvole con la paura ma con la speranza di ascoltare quel famoso “Buonasera, buonasera”, a Londra si faceva tardi   per chiudere i testi in tempo reale con le ultime notizie dal fronte.

Un palinsesto tipico del Servizio Italiano della BBC nel periodo tra il 1941 e la metà del 1943 (prima dell’armistizio) era strutturato in modo da alternare notiziari rigorosi, rubriche di approfondimento politico e momenti di satira o intrattenimento leggero, pensati per attrarre il pubblico italiano e aggirare la noia della propaganda fascista.

Ecco come si presentava una tipica giornata di trasmissioni a Bush House:

Il tipico palinsesto era così strutturato

Ogni trasmissione si apriva con un segnale acustico destinato a entrare nella leggenda e a diventare un codice universale di riconoscimento:

  • Le note della Quinta Sinfonia di Beethoven: i primi quattro colpi (il celebre tema del “destino”) corrispondevano in Codice Morse alla lettera V di Vittoria (tre punti e una linea: di-di-di-dah).

Poi seguivano : 

  • Il Notiziario Principale (Le edizioni giornaliere)

    • Era il fulcro dell’ascolto. A differenza dei cinegiornali dell’Istituto Luce o dei bollettini dell’EIAR (che edulcoravano le sconfitte), Radio Londra apriva spesso ammettendo le difficoltà o le perdite subite dagli Alleati (come accadde drammaticamente per Dunkerque). Questa scelta spiazzante garantiva alla radio una credibilità feroce.

  • I Commenti Politici e la Satira (La firma di Harold Stevens / “Colonnello Buonasera”)

    • Spazi brevi, incisivi, solitamente collocati in orari strategici della sera. Sfruttando un tono pacato ma caustico, venivano smontate le fanfaronate del MinCulPop e ridicolizzati i gerarchi o la subordinazione dell’Italia alla Germania nazista.

  • Rubriche di Intrattenimento e Costume (Come “L’osteria del buon umore”)

    • Per allargare la platea e non risultare solo una noiosa voce “politica”, venivano inseriti spazi ironici o scenette satiriche. Prestavano la voce intellettuali ed esuli antifascisti (come i fratelli Treves, Bruno Foa o Umberto Limentani), che parlavano all’italiano medio usando modi di dire familiari, barzellette anti-regime e canzonette.

  • La Chiusura e i Messaggi (La firma inconfondibile)

    • La trasmissione serale si chiudeva tradizionalmente con il saluto pacato di Harold Stevens (“Qui Londra. Gli italiani di Londra vi salutano: buonasera, buonasera”) e, già in quegli anni, con i primi semi dei messaggi cifrati o appelli mirati alle diverse categorie di lavoratori e cittadini.

I motivi per cui Radio Londra conquistò il pubblico Italiano

La straordinaria e quasi leggendaria credibilità di cui godeva Radio Londra presso gli italiani non fu un caso, ma il risultato di una strategia comunicativa e di una linea editoriale rigorosa, pensata per smontare la propaganda del regime fascista.

I motivi principali che resero la BBC così autorevole e ascoltata clandestinamente furono:

  • L’ammissione delle sconfitte  A differenza dei bollettini trionfalistici del MinCulPop e dei cinegiornali dell’EIAR, che dipingevano un esercito sempre vittorioso anche durante le peggiori rotte, Radio Londra non nascondeva le cattive notizie. Ammettere apertamente le perdite e le difficoltà subite dagli Alleati (come nel caso della ritirata di Dunkerque) spiazzava gli ascoltatori e creava un patto di ferro basato sulla verità dei fatti.

  • L’uso tagliente dell’ironia e del sarcasmo: Invece di ricorrere a comizi urlati o alla retorica pesante, i commenti  ,  scritti con intelligenza da intellettuali come Aldo Cassuto e letti con la voce pacata di Harold Stevens , prendevano in giro le contraddizioni del regime, ridicolizzando i gerarchi e la subordinazione dell’Italia alla Germania nazista. Questo stile misurato ma corrosivo faceva breccia nella psicologia degli italiani.

  • La perfetta conoscenza della lingua e della psicologia italiana: Avere alla guida del servizio figure bilingui o esuli storici (come Paolo Treves o lo stesso Stevens, nato a Napoli da madre italiana) permetteva di parlare all’ascoltatore con i suoi stessi modi di dire, conoscendone le paure, i costumi e le reali condizioni di vita quotidiana.

  • L’accuratezza delle informazioni  La tempestività e la precisione nel riportare le notizie dal fronte internazionale davano la sensazione concreta di avere una finestra aperta e limpida sul mondo libero, in netto contrasto con la cortina di censura e manipolazione imposta dalla dittatura in patria.

Il dopoguerra e la chiusura

Con la fine del conflitto e il ritorno alla normalità democratica e istituzionale in Italia, il Servizio Italiano della BBC perse progressivamente la sua ragion d’essere strategica ed emergenziale, portando a una graduale e inevitabile riduzione delle trasmissioni fino alla loro chiusura definitiva.

Ecco come si sviluppò questa fase finale:

  • La fine dell’emergenza  Con la Liberazione e la ricostruzione degli organi di stampa e della neonata radio libera nazionale (la RAI), gli italiani non avevano più la necessità di affidarsi a un’emittente clandestina o alleata per avere notizie veritiere o indicazioni operative.

  • Il ridimensionamento dei palinsesti  Esaurito il compito di coordinamento della Resistenza e di contro-propaganda al regime, le ore di trasmissione in lingua italiana vennero via via tagliate e snellite, tornando a una dimensione standard di notiziario estero e approfondimento culturale.

  • La chiusura  Nonostante il conflitto mondiale fosse finito da decenni e la radio italiana (la RAI) fosse ormai ampiamente affermata, il servizio mantenne per decenni una fedele nicchia di ascoltatori. La decisione di chiudere la redazione italiana arrivò nel 1981 nell’ambito di un piano di tagli del governo britannico ai servizi esteri della BBC, provocando anche accese proteste e un grande dispiacere tra gli ascoltatori italiani più affezionati.

L’eredità storica

Radio Londra non vinse la guerra da sola, ma riuscì a vincere la battaglia per la credibilità contro la propaganda fascista. In un’epoca in cui l’informazione era totalmente monopolizzata e distorta dal regime, la BBC riuscì a costruire un rapporto di fiducia ferreo con gli italiani, dimostrando che la verità, alla lunga, era l’arma di disinformazione più potente di tutte.

Le fonti

  • L’Inventario Ufficiale:

    • Maura Piccialuti Caprioli, Radio Londra 1940-1945: inventario delle trasmissioni per l’Italia, Roma, Pubblicazioni degli Archivi di Stato (un’opera fondamentale in due volumi che raccoglie e schedula tutti i testi, i cicli di rubriche e la programmazione del Servizio Italiano della BBC durante il conflitto).

  • Le Fonti Storiche e le Testimonianze degli Esuli:

    • Paolo Treves, Radio Londra (le memorie e le riflessioni dall’interno della redazione di Bush House di uno dei protagonisti storici della programmazione italiana).

    • Aldo Cassuto, scritti e documenti d’archivio custoditi presso l’Archivio Centrale dello Stato e le collezioni storiche della BBC.

  • Saggi e Ricerche sulla Radiofonia di Guerra:

    • Studi accademici e pubblicazioni sulla propaganda radiofonica e la guerra psicologica in Italia durante il fascismo e la Seconda Guerra Mondiale (relative anche alla chiusura definitiva dei servizi esteri nel 1981, ampiamente documentata sia negli archivi storici della BBC sia nei dibattiti parlamentari britannici dell’epoca legati alla revisione dei servizi esterni).