MTS IL PRIMO SISTEMA DI TELEFONIA MOBILE AL MONDO
L’MTS (Mobile Telephone Service), lanciato dalla Bell System (AT&T) il 17 giugno 1946 a St. Louis, nel Missouri, è stato il primo servizio telefonico mobile commerciale della storia a essere collegato direttamente alla rete telefonica pubblica fissa.
Se negli anni ’30 la tecnologia radiomobile era confinata alla polizia o a usi sperimentali e militari, con l’MTS la Bell riuscì a trasformare la radio in un vero e proprio abbonamento telefonico per i privati (anche se, inizialmente, per pochissimi eletti).
Ecco come funzionava, quali erano i suoi limiti e perché ha fatto la storia delle telecomunicazioni:
1. Come funzionava una telefonata con l’MTS
L’MTS non era un sistema automatico. Non c’era un tastierino o un disco combinatore sul telefono dell’auto; tutto passava attraverso la mediazione umana.
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Effettuare una chiamata: L’automobilista sollevava la cornetta installata sul cruscotto e premeva un pulsante sulla maniglia (sistema Push-to-Talk). Questo segnale agganciava l’unica antenna della città.
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L’operatore di terra: Rispondeva un operatore telefonico della Bell (centralinista) che chiedeva: “Quale numero desidera?”.
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Il collegamento: L’utente dettava il numero fisso desiderato e la centralinista inseriva fisicamente uno spinotto nel quadro elettrico per collegare la frequenza radio alla linea telefonica terrestre.
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La conversazione: Il sistema era Half-Duplex (come i moderni walkie-talkie). Poteva parlare solo una persona alla volta: finché si premeva il tasto sulla cornetta per parlare, non si poteva ascoltare l’interlocutore, e viceversa.
2. Una tecnologia mastodontica e pesante
Installare l’MTS nella propria vettura richiedeva sacrifici enormi in termini di spazio e di energia:
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Il blocco nel bagagliaio: L’apparato ricetrasmittente (prodotto dalla Western Electric o da Motorola per conto di Bell) pesava circa 36-40 kg e occupava quasi l’intero bagagliaio dell’auto.
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Il consumo della batteria: Il sistema utilizzava valvole termoioniche che consumavano tantissima energia elettrica. Se l’utente effettuava troppe chiamate a motore spento, la batteria dell’auto si scaricava completamente in pochi minuti. Le auto degli abbonati dovevano spesso montare generatori elettrici potenziati.
3. Il problema drammatico della capacità (I canali)
Il limite più grande dell’MTS risiedeva nella gestione dello spettro radio. A differenza dei telefoni cellulari moderni (che usano una rete a “celle” per riutilizzare le stesse frequenze in quartieri diversi), l’MTS usava un’unica grande antenna ad altissima potenza posizionata nel centro della città per coprire un raggio di circa 30-40 chilometri.
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Inizialmente la Bell ricevette dalla FCC (l’autorità delle comunicazioni americana) solo 3 canali radio nella banda VHF.
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Questo significava che in un’intera area metropolitana (come l’intera città di New York o Chicago) potevano esserci solo 3 telefonate mobili in contemporanea. Se una quarta persona alzava la cornetta, trovava la linea occupata, esattamente come in un enorme “telefono condominiale” wireless.
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In seguito i canali vennero portati a 12, ma la capacità rimase drammaticamente insufficiente a soddisfare la richiesta.
4. Costi proibitivi per una clientela d’élite
A causa della scarsità di canali e del costo delle apparecchiature, l’MTS divenne uno status symbol per pochissimi.
L’abbonamento costava circa 15 dollari al mese (l’equivalente di diverse centinaia di dollari odierni), a cui andava aggiunto un costo di circa 30-40 centesimi a chiamata. Le liste d’attesa per avere l’MTS contavano migliaia di persone (medici, giornalisti, grandi manager, agenzie di stampa), ma la Bell non poteva attivare nuovi abbonamenti perché i canali radio erano saturi.
L’evoluzione nell’IMTS e l’eredità
Nel 1964 la Bell aggiornò il sistema lanciando l’IMTS (Improved Mobile Telephone Service). L’IMTS introdusse due grandissime novità: la conversazione Full-Duplex (si poteva parlare e ascoltare contemporaneamente come su un telefono fisso) e la selezione automatica, che permetteva finalmente all’utente di comporre direttamente il numero tramite un disco combinatore o una tastiera senza passare dall’operatore.
Nonostante i suoi enormi limiti strutturali, l’MTS è stato il ponte tecnologico fondamentale tra la vecchia radiofonia e la moderna telefonia cellulare. Proprio studiando i limiti di congestione dei canali dell’MTS, gli ingegneri dei Bell Labs (come DH Ring) formularono già nel 1947 la teoria della rete “cellulare” a bassa potenza, un’idea fantascientifica per l’epoca che diventerà realtà commerciale solo negli anni ’80 con la nascita del sistema TACS/1G.
