Word Star e Word Perfect ovvero i destini paralleli
Ovviamente 2 programmi che per chi come mè ha vissuto quell’ineguagliabile periodo storico che va dalla metà degli anni 80 alla metà degli anni 90 sono impossibili da dimenticare , quando era una conquista poter scrivere una lettera e correggerla a video prima di mandarla in stampa , almeno fino ai primi anni 90 con una stampante ovviamente ad Aghi con le stampanti a Getto di Inchiostro che facevano la prima comparsa, e che hanno seguito traiettorie simili con entrambe le aziende produttrici che hanno sottovalutato l’avvento di Windows e di Word o meglio dell’ecosistema che Microsoft aveva costruito attorno a Word con Excel , Power point e Access che completavano la suite rimanendo quindi tagliate fuori dal mercato .
Word Star
E’ stato il primo programma di Videoscrittura che ho imparato a usare , dalle prime versioni su Floppy da 5,25″ e poi passato a 3,5″ e finito installato sugli HD .
Le origini e il successo planetario
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La nascita: Sviluppato da Rob Barnaby e fondato da Seymour Rubenstein attraverso la MicroPro International, WordStar fu lanciato nel 1979 per i computer basati sul sistema operativo CP/M (lo standard prima di MS-DOS) e in seguito convertito per i PC IBM con DOS.
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Il boom con i computer portatili: Il vero salto di qualità planetario arrivò quando WordStar fu scelto come software “in bundle” (incluso nel prezzo) con uno dei primi computer portatili della storia, l’Osborne 1. Da quel momento divenne lo standard de facto dell’industria.
La leggendaria interfaccia e il “Diamante di WordStar”
All’epoca non esistevano il mouse o le interfacce grafiche a finestre: tutto era basato su schermate di testo a sfondo nero con caratteri verdi o bianchi. Per velocizzare la scrittura ed evitare che le mani dovessero staccarsi dalla tastiera per cercare i tasti freccia o i comandi, WordStar ideò un sistema di combinazioni di tasti basato sul tasto Ctrl.
Il cuore pulsante era il cosiddetto Diamante di WordStar (WordStar Diamond), ovvero la disposizione dei tasti sulla mano sinistra per muovere il cursore senza spostarsi:
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Ctrl + E= su -
Ctrl + X= giù -
Ctrl + S= sinistra -
Ctrl + D= destra
Altre combinazioni famosissime (spesso usate anche per blocchi di testo) erano Ctrl + K seguito da altre lettere per tagliare, copiare (Ctrl + K + C) o incollare. Questo set di comandi fu così influente che venne adottato da moltissimi altri software dell’epoca, come gli ambienti di sviluppo di Borland (Turbo Pascal), e vive ancora oggi sotto forma di “emulazione WordStar” in editor di codice avanzati.
I “Comandi Dot” e la formattazione nascosta
WordStar lavorava in due modalità principali: Document Mode e Non-Document Mode (quest’ultima usata anche per scrivere e compilare codice informatico).
Per dire al programma di andare a capo, centrare il testo o fare una spaziatura particolare, si usavano i cosiddetti dot commands (comandi che iniziavano con un punto all’inizio della riga, come .PO per indicare i margini). Non esisteva il concetto di WYSIWYG (What You See Is What You Get, ovvero vedere la pagina stampata a video in tempo reale): il testo formattato si vedeva solo stampando o, nelle versioni più tarde degli anni ’80, attivando un’apposita schermata di anteprima.
Curiosità: Gli scrittori che non lo hanno mai abbandonato
Nonostante l’avvento di Windows e di programmi enormemente più moderni, WordStar ha conservato una nicchia di utenti leggendari che rifiutano di cambiarlo:
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George R.R. Martin: L’autore della saga Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (il Trono di Spade) scrive ancora oggi i suoi libri usando una vecchia versione di WordStar (in ambiente DOS, spesso fatta girare tramite emulatori). Il motivo? Ha dichiarato che odia i correttori ortografici automatici e le funzioni “intelligenti” dei word processor moderni; vuole un computer che faccia solo una cosa: battere testo in modo pulito, senza distrazioni e senza che il programma “pensi” al posto suo.
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Robert J. Sawyer: Il celebre scrittore di fantascienza canadese ha scritto decine di romanzi premiati usando rigorosamente WordStar 7.0 per DOS, arrivando a creare un archivio online dedicato per aiutare altri appassionati a farlo girare sui computer moderni.
Il declino
La parabola discendente di WordStar iniziò verso la fine degli anni ’80. L’azienda fu lenta ad adattarsi alla transizione totale verso i PC IBM compatibili e ai nuovi sistemi operativi, appesantendo il codice per aggiungere funzioni che la concorrenza gestiva meglio. Nel frattempo, prima WordPerfect e poi Microsoft Word conquistarono il mercato, relegando WordStar nel cassetto dei ricordi della Silicon Valley, ma lasciando un’impronta indelebile nella storia dell’informatica personale.
Word Perfect
Se WordStar è stato il re dell’era pionieristica del CP/M e del primissimo DOS, WordPerfect è stato il vero e proprio colosso indiscusso degli uffici tra la metà degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, prima che il ciclone di Microsoft Word spazzasse via chiunque.
La sua storia è un misto di genialità tecnica, aneddoti leggendari sull’assistenza clienti e una caduta rovinosa causata da un errore strategico di tempistica.
Dalle origini alla conquista degli uffici
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La nascita: Creato nel 1980 da due programmatori della Brigham Young University, Alan Ashton e Bruce Bastian, fu pensato inizialmente per i minicomputer Data General. Poco dopo, i due fondarono la Satellite Software International (poi ribattezzata WordPerfect Corporation).
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Il trionfo con il PC IBM: Quando la WordPerfect Corporation decise di convertirlo per i neonati PC IBM con sistema operativo DOS, fece centro. In un’epoca in cui i computer in ufficio stavano sostituendo le macchine da scrivere, WordPerfect offriva qualcosa che nessun altro aveva: una stabilità di ferro e funzioni di formattazione avanzatissime per l’epoca (note a piè di pagina, unione di stampa, tabelle e gestione dei font).
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Il monopolio legale e aziendale: WordPerfect divenne lo standard assoluto in tribunali, studi legali, banche e grandi aziende. Era talmente popolare che, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, la WordPerfect Corporation possedeva una quota di mercato vicina al 60-70%.
Le caratteristiche uniche: i “Codici di Reveal”
La vera “arma segreta” di WordPerfect (e l’incubo o la salvezza dei suoi utenti) era una funzione geniale chiamata Reveal Codes (Codici nascosti).
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In un normale word processor dell’epoca, se un testo si formattava male (andava a capo in modo strano, aveva margini sballati o grassetti indesiderati), era spesso impossibile capire il perché.
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Premendo un tasto in WordPerfect, lo schermo si divideva in due: sopra c’era il testo normale, e sotto compariva una schermata in stile “codice sorgente” che mostrava esattamente i comandi invisibili inseriti dall’utente (es.
[Center It],[Font: Bold],[HRt]per l’invio). -
Questo permetteva a chiunque di correggere al millimetro qualsiasi errore di formattazione. Per i segretari e i professionisti dell’epoca era uno strumento potentissimo.
La leggendaria assistenza clienti
Nei suoi anni d’oro, la WordPerfect Corporation negli USA divenne famosa quasi quanto il suo software per un servizio che oggi sembra fantascienza: un call center di assistenza clienti attivo 24 ore su 24, totalmente gratuito e con attese quasi azzerate. Avevano assunto migliaia di studenti universitari (molti dei quali parlavano lingue straniere) e li avevano addestrati duramente. Se un avvocato alle due di notte aveva un documento che non voleva saperne di stamparsi prima di una scadenza in tribunale, chiamava WordPerfect e trovava un operatore umano che in pochi minuti risolveva il problema. Questa mossa creò una base di clienti fidelizzati in modo quasi fanatico.
Il fatale errore e l’ascesa di Microsoft Word
Il declino di WordPerfect fu rapido e si consumò all’inizio degli anni ’90 a causa di due grandi errori di valutazione:
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Il ritardo su Windows: Quando il sistema operativo Windows di Microsoft iniziò a prendere piede, i vertici di WordPerfect sottovalutarono il cambiamento, pensando che la gente avrebbe continuato a usare il DOS ancora a lungo. La prima versione per Windows (WordPerfect 5.1 per Windows) uscì in ritardo (nel 1991) ed era afflitta da bug e problemi di prestazioni.
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La concorrenza interna di Microsoft: Nel frattempo, Microsoft aveva lanciato Microsoft Word ed era riuscita a fare una mossa geniale: inserire Word (insieme a Excel e PowerPoint) all’interno di un unico pacchetto aziendale chiamato Microsoft Office. Per le aziende, comprare una suite completa e integrata risultava molto più conveniente che acquistare i singoli programmi separatamente.
L’epilogo (e un piccolo barlume di vita)
Nel disperato tentativo di salvarsi, l’azienda fu venduta prima alla Novell (nel 1994) e poi a Corel (nel 1996), perdendo progressivamente terreno fino a scomparire quasi del tutto dai computer di massa.
Tuttavia, esattamente come WordStar, WordPerfect ha ancora oggi una sua irriducibile nicchia di mercato, formata soprattutto da studi legali americani che rifiutano di mollarlo, tanto che la Corel (proprietaria attuale) continua a pubblicare nuove versioni della WordPerfect Office Suite che include anche Quattro Pro il leggendario foglio elettronico della Borland, di cui narreremo prossimamente le vicende , per mantenere felici questi fedelissimi storici , chiaramente da noi in Europa è completamente sparito dal mercato e non esistono versioni nazionalizzate .
Destini Paralleli
In questo caso si può parlare assolutamente di destini paralleli. Se si guarda alla traiettoria di WordStar e WordPerfect, le analogie sono impressionanti e seguono quasi lo stesso copione drammatico:
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Il trono incontrastato: Entrambi i software sono stati re indiscussi del mercato, dettando le regole dell’informatica da ufficio e conquistando una base di milioni di utenti devoti (i primi con il CP/M e il DOS, i secondi con l’era dei PC IBM e delle segreterie di tutto il mondo).
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La miopia di fronte al cambiamento: Entrambi hanno commesso lo stesso identico errore fatale: arrivare in ritardo e impreparati all’appuntamento con l’interfaccia grafica e con Windows. Quando si sono resi conto che il mondo stava cambiando, Microsoft aveva già occupato il terreno.
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La scure del “pacchetto”: Entrambi sono stati spazzati via non solo da un singolo programma migliore, ma da una strategia commerciale devastante: la nascita di Microsoft Office. Comprare una suite integrata (Word, Excel, PowerPoint) azzerò la convenienza di acquistare programmi singoli, per quanto eccellenti fossero.
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L’immortalità nella nicchia: Infine, condividono lo stesso epilogo romantico. Oggi sono entrambi svaniti dal mercato di massa, ma sopravvivono entrambi grazie a una tribù di irriducibili (scrittori famosi come George R.R. Martin per WordStar, studi legali storici per WordPerfect) che rifiutano di cedere alle comodità moderne, consacrandoli definitivamente a miti immortali della storia dell’informatica.
Le Fonti
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WordStar:
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WordStar: History of a Killer App (vari saggi di archeologia informatica presenti su portali come Technologizer o Living Computers Museum).
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Il testo fondamentale per comprendere l’impatto dei word processor nell’era del CP/M e del DOS è Hackers: Heroes of the Computer Revolution di Steven Levy, che racconta i retroscena di quegli anni pionieristici.
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WordPerfect:
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I dettagli sulla nascita alla Brigham Young University e sulla leggendaria assistenza clienti si trovano in Computer Power and Human Reason e nelle monografie aziendali raccolte dal Computer History Museum di Mountain View.
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Quattro Pro e la storia di Borland:
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La storia di Philippe Kahn e della Borland è ampiamente documentata in articoli storici di Byte Magazine e nel libro commemorativo sulla storia dei linguaggi e dei software di programmazione degli anni ’80.
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Dove scaricare (o usare) le vecchie versioni
Trattandosi di software storici (ormai considerati Abandonware o, in alcuni casi, distribuiti a fini di conservazione digitale), esistono archivi online straordinari dove è possibile recuperarli legalmente o per scopi di preservazione culturale.
Internet Archive (archive.org)
È la bibbia assoluta dell’archeologia informatica.
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All’interno della sezione Software Library (e in particolare nelle sottocategorie dedicate al MS-DOS, al CP/M e ai vecchi programmi applicativi), sono presenti le immagini dei floppy disk originali, i manuali scansionati e persino versioni eseguibili direttamente via browser grazie a un emulatore DOS integrato.
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Cosa si trova: È facilissimo trovare le vecchie versioni di WordStar (es. la 3.3 o la 4.0), di WordPerfect (dalla celebre 5.1 in poi) e le storiche versioni DOS di Quattro Pro di Borland.
WinWorld (winworldpc.com)
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È un museo di software online dedicato alla preservazione di sistemi operativi e programmi storici fuori commercio (abandonware).
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Offre una sezione vastissima dedicata ai Word Processors e ai Spreadsheets degli anni ’80 e ’90.
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Cosa si trova: Si possono scaricare in formato ZIP o immagine disco (ISO/IMG) le vecchie versioni di WordPerfect, WordStar e Quattro Pro per DOS e per i primi Windows, completi spesso dei file di installazione originali.
3. Vetusware (vetusware.com)
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Un altro storico archivio gratuito di software abbandonato (abandonware). Ha un database immenso focalizzato sui programmi per DOS e Windows 3.1 / 95.
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Cosa si trova: Disponibili svariate release di WordStar, WordPerfect e Quattro Pro.
Nota tecnica per l’uso: Per far girare correttamente questi programmi oggi, non basta fare doppio clic sul file eseguibile (soprattutto per le versioni nate per il DOS). È necessario utilizzare un emulatore gratuito come DOSBox (disponibile per Windows, macOS e Linux), che ricrea perfettamente l’ambiente hardware e software dei vecchi PC IBM su cui questi programmi regnavano incontrastati.
La classica schermata di lavoro di Word Star

La schermata di lavoro di Word Perfect 1985

