Drones Terrestri II GM
Ci riagganciamo all’articolo scritto per i drones aerei della II GM, se ve lo siete perso lo trovate qui , in diversi video di provenienza Ucraina si vedono piccoli drones terrestri suicidi che mossi su ruote o cingoli si fanno esplodere nelle trincee Russe ecco che anche li la tecnologia è moderna ma l’idea e’ vecchia in particolare i Tedeschi svilupparono il Goliath che del trittico di drones terrestri usati dai Tedeschi nella II GM e’ il più famoso e conosciuto ma anche i Sovietici prima della guerra avevano sviluppato i loro mezzi .
I Drones terrestri suicidi Tedeschi
ma i tedeschi avevano a disposizione anche lo Springer (Sd.Kfz. 304) e il B-IV (Sd.Kfz. 301) qui una piccola analisi tecnica dei 3 modelli tedeschi :
Il Goliath (Sd.Kfz. 302 / 303) – Il più famoso
Il Goliath è l’archetipo del drone terrestre. Era un piccolo veicolo cingolato (lungo circa 1,5 metri) alimentato inizialmente da due motori elettrici e successivamente da un motore a benzina più affidabile.
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Come funzionava: Era filoguida. Un operatore nelle retrovie lo pilotava a distanza tramite un joystick collegato a un cavo telefonico a tre fili lungo fino a 650 metri, che il veicolo srotolava dietro di sé.
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Scopo: Trasportava tra i 60 e i 100 kg di esplosivo ad alto potenziale. Veniva guidato fin sotto i cingoli di un carro armato nemico, contro le feritoie di un bunker o in mezzo a un campo minato, per poi essere fatto esplodere a comando (distruggendo anche il drone stesso).
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Impiego: Fu usato a Kursk, ad Anzio, durante la rivolta di Varsavia e in Normandia. Nonostante l’idea geniale, aveva grossi limiti: la corazzatura era sottile e bastava che un soldato nemico recidesse il cavo di guida con un colpo di fucile o una cesoia per renderlo totalmente inerme.
Borgward IV (Sd.Kfz. 301)- Il “Vero” Drone Pesante Riutilizzabile
Il Borgward IV era un mezzo imponente per essere un drone (pesava circa 3,5 – 4 tonnellate a seconda della versione) ed era basato sul telaio di un trattore cingolato da munizioni.
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La modalità di guida (Ibrida): Questo era il suo tratto più originale. Il Borgward IV aveva un posto di guida vero e proprio, protetto da piastre corazzate rimovibili. Un pilota in carne e ossa lo guidava su strada fino a ridosso della linea del fronte (per risparmiare le batterie del sistema radio e non affaticare l’operatore). Una volta arrivati vicino al pericolo, il pilota scendeva e il controllo passava al radiocomando a distanza, gestito solitamente dall’operatore a bordo di un carro armato Panzer III o uno Stug III modificato.
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La missione (Rilascia e Torna): Non era assolutamente un mezzo suicida. Il Borgward IV portava sul muso una massiccia cassetta contenente 450 kg di esplosivo. Guidato via radio, il mezzo raggiungeva l’obiettivo (un bunker o un blocco stradale), faceva scivolare meccanicamente la cassa d’esplosivo a terra, innescava la spoletta a tempo e tornava indietro in retromarcia per essere ricaricato e riutilizzato.
Lo Springer (Sd.Kfz. 304)- Il Sostituto “Suicida” del Goliath
Lo Springer nacque molto più tardi (fine 1944) e per un motivo totalmente diverso: sostituire il Goliath, che era troppo fragile, e il Borgward IV, che era diventato troppo costoso e complesso da produrre per l’industria tedesca ormai al collasso.
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La struttura: Era molto più piccolo del Borgward (pesava circa 2,4 tonnellate) e utilizzava la meccanica del famoso Kettenkrad (la moto-cingolata della NSU). Anche lo Springer aveva un sedile per un pilota per i trasferimenti logistici, ma la sua corazzatura era ridotta al minimo.
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La missione (Suicida): A differenza del Borgward IV, lo Springer era un mezzo a perdere. Trasportava 330 kg di esplosivo che erano integrati e sigillati all’interno della carrozzeria stessa. Veniva guidato via radio (sempre da un veicolo comando) direttamente contro il bersaglio e si faceva saltare in aria insieme al carico, distruggendo l’aereo/veicolo stesso.
I drones Sovietici
A loro volta i Sovietici entrarono in guerra con i “Teletank”
I sovietici iniziarono a sperimentare i carri radiocomandati già negli anni ’30 e li impiegarono attivamente sia nella Guerra d’Inverno contro la Finlandia (1939-1940) sia nelle prime fasi dell’invasione nazista (1941).
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I modelli: Utilizzarono principalmente i carri leggeri T-26 e BT-7, modificati e ribattezzati TT-26.
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Come funzionavano: Venivano controllati via radio da un carro comando standard (chiamato TU-26) posizionato a una distanza di circa 500-1500 metri. L’operatore usava un pannello di controllo rudimentale per trasmettere fino a 16 comandi diversi.
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L’armamento: Poiché non c’era un equipaggio a bordo, i sovietici li equipaggiarono con lanciafiamme pneumatici, mitragliatrici o cariche di demolizione fumogene per accecare i bunker nemici. Se un Teletank rischiava di cadere in mano ai tedeschi, il carro comando poteva attivare un codice radio per far esplodere il mezzo.
Drones Terrestri Alleati
Sia i britannici che gli americani progettarono e testarono i loro “robot da guerra”, ma vennero usati in numeri inferiori e non sono conosciuti come quelli Tedeschi . Ecco i progetti più importanti sviluppati dagli Alleati:
I Britannici: Il Beetle (Mobile Land Mine)
Il vero corrispettivo britannico del Goliath fu il Beetle (conosciuto anche come Tedpole o Mobile Land Mine), sviluppato nel 1941 dal Ministero degli Approvvigionamenti.
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Come funzionava: Era un piccolo veicolo cingolato, molto basso, azionato da due motori elettrici alimentati da batterie interne. Esattamente come il Goliath, era filoguidato tramite un cavo srotolato da un operatore protetto in trincea.
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L’armamento: Trasportava circa 35-40 kg di esplosivo ad alto potenziale sul muso.
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Perché non se ne parla? Dopo i primi test nel 1942, l’esercito britannico lo rifiutò. Fu giudicato troppo lento, con un’autonomia della batteria insufficiente e un’altezza da terra così ridotta da farlo incastrare al primo sasso o avvallamento del terreno. Il progetto venne cancellato a favore di metodi di sminamento e demolizione più tradizionali (come i carri armati modificati).
Gli Americani: Il “T12” e i tentativi della Marina
Gli Stati Uniti approcciarono i droni terrestri sia dal punto di vista della demolizione che della ricognizione.
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Il veicolo da demolizione T12: Fu un progetto segreto per un piccolo mezzo cingolato radiocomandato, pensato per l’assalto ai bunker della Linea Sigfrido in Germania. Doveva trasportare cariche esplosive, ma soffriva degli stessi identici problemi dei mezzi europei: la perdita del segnale radio a causa delle interferenze e del terreno ostico.
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I cingolati radiocomandati della Marina (US Navy): Nelle fasi finali della guerra nel Pacifico, gli americani sperimentarono l’uso di piccoli trattori cingolati d’assalto (tipo i LVT o piccoli bulldozer) svuotati dell’equipaggio e dotati di radiocomando. Venivano usati per testare la solidità delle difese costiere giapponesi o per trasportare cariche da demolizione contro le grotte fortificate senza esporre i Marines al fuoco dei cecchini.
Limiti operativi
Sostanzialmente nessuno dei mezzi sopra descritti incise nella guerra questo per evidenti limiti che sono qui riassunti :
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La fragilità dei sistemi di guida: I cavi del Goliath si impigliavano o venivano tagliati dai detriti; i segnali radio dell’epoca erano instabili, non criptati e facilissimi da disturbare o deviare.
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La mancanza di telecamere: Gli operatori dovevano pilotare i droni a vista. Se il veicolo finiva dietro una casa, in un avvallamento del terreno o se il fumo della battaglia copriva la visuale, l’operatore non sapeva più dove stesse andando il mezzo.
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I costi di produzione: In un momento in cui servivano disperatamente migliaia di carri armati standard, spendere risorse e metallo prezioso per piccoli robot monouso complessi da produrre non era economicamente sostenibile.
Resta il fatto che l’impiego del Goliath e dei Teletank ha gettato le basi dottrinali per i moderni droni terrestri (UGV) utilizzati nei teatri operativi odierni.
Droni terrestri tedeschi della Seconda Guerra Mondiale
TT‑26 – Teletank sovietico (1939–1941)
Droni terrestri Alleati – Beetle britannico & T‑12 USA
