Dalle divise della Wehrmacht alle divise della NVA (Nationale Volksarmee) della DDR
A veder sfilare la Nationale Volksarmee, se non fosse stato per la forma peculiare degli elmetti, sembrava quasi di assistere a una parata della Wehrmacht pre-1945. Le similitudini tra le uniformi della vecchia macchina bellica tedesca e quelle adottate dalle Forze Armate della Germania Est erano evidenti e creavano una situazione singolare l’esercito di un partito comunista – per definizione caposaldo dell’antifascismo – indossava divise quasi identiche a quelle del braccio armato del Terzo Reich. Questa estetica si differenziava nettamente da quella di tutte le altre nazioni del Patto di Varsavia, i cui reparti erano modellati direttamente sulle uniformi sovietiche.
L’evoluzione delle divise nella DDR (1946-1952)
Il percorso non fu immediato. Le prime unità militarizzate della Germania Est, la Hauptverwaltung Ausbildung (HVA, Amministrazione Centrale dell’Addestramento), vestivano inizialmente divise blu mutuate dalla polizia. Con la successiva ristrutturazione nella Kasernierte Volkspolizei (KVP, Polizia Popolare Casermata) nel 1952, vennero introdotte uniformi color kaki, molto simili per taglio e tonalità a quelle dell’Armata Rossa sovietica.
La nascita della NVA e la scelta propagandistica
Nel 1956, con la nascita ufficiale della NVA (Nationale Volksarmee), si pose il problema di definire l’identità visiva del neonato esercito. All’epoca, la Germania Ovest aveva già ricostituito le proprie forze armate (Bundeswehr), adottando equipaggiamenti e divise interamente modellati sullo stile statunitense, segnando un netto stacco rispetto al passato regime.
La dirigenza della DDR compì una scelta radicalmente opposta. Per marcare una forte identità nazionale e non apparire come un semplice “Stato fantoccio” di Mosca, mantenne un’estetica che affondava le radici nella tradizione militare prussiana. A livello propagandistico, l’obiettivo era denotare continuità tra la vecchia Germania e la DDR, dipingendo invece la Germania Ovest come lo Stato sottomesso ai vecchi invasori americani.
Questo portò al paradosso storico di soldati comunisti che marciavano al passo dell’oca indossando uniformi profondamente legate al passato militarista tedesco.
Analisi tecnica delle uniformi
La divisa e il colore Steingrau
Il taglio della giacca per l’uniforme ordinaria e di servizio – a quattro tasche con bottoni argentati e zigrinati – era una copia quasi esatta del modello Fliegerbluse della Luftwaffe o delle giacche di transizione della Wehrmacht. La differenza principale risiedeva nel colore dominante, codificato dalla NVA come Steingrau (grigio pietra): una tonalità grigio-verde che derivava direttamente dal classico Feldgrau utilizzato dall’esercito tedesco durante le due guerre mondiali.
L’elmetto M56
In sede di approvazione delle uniformi da parte dei supervisori sovietici, parve decisamente eccessivo riadottare il tradizionale Stahlhelm (il famigerato elmetto con la visiera e i bordi pronunciati). Tuttavia, gli ingegneri tedeschi recuperarono un progetto del 1942 sviluppato per il Terzo Reich, noto come modello Thale II, destinato a sostituire lo Stahlhelm ma all’epoca bocciato da Hitler perché ritenuto “privo di tradizione”.
I tecnici della DDR ripresero in mano i disegni: i test balistici dimostrarono che la forma svasata e fortemente inclinata offriva una capacità di deviare schegge e proiettili nettamente superiore a qualsiasi altro elmetto coevo. Quel modello, codificato come M56, divenne l’elmetto standard e il simbolo visivo della DDR.
Spalline, mostrine e copricapi
La NVA conservò quasi intatto il sistema prussiano dei colletti rigidi, delle mostrine e dei passamani. I bordi dei colletti e delle spalline, così come i dettagli delle divise da parata, seguivano rigorosamente le Waffenfarben (i colori d’arma) tradizionali tedeschi per identificare il reparto di appartenenza:
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Bianco: Fanteria motorizzata (Mot-Schützen)
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Mattone/Rosa: Truppe corazzate (Panzertruppen)
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Giallo: Trasmissioni (Nachrichten)
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Rosso scuro: Artiglieria e Difesa Contraerea (Artillerie/Flak)
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Verde chiaro: Truppe di frontiera (Grenztruppen), le quali portavano anche una fascia verde sul paramano sinistro con la scritta del reparto ricamata.
I berretti rigidi da ufficiale (Schirmmütze) presentavano la classica visiera nera lucida. Al centro della corona, al posto dell’aquila o della svastica, era applicata la coccarda con l’emblema di Stato della DDR (martello, compasso e corona di spighe di grano), circondata da una corona di foglie di quercia argentate.
Le varianti di Forza Armata ed evoluzione finale
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Volksmarine (Marina Popolare): Seguiva lo standard internazionale delle marine militari, con divise blu scuro per il periodo invernale e bianche per quello estivo, completate dal classico solino da marinaio. I nastri del berretto portavano la scritta Volksmarine in caratteri dorati.
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Luftstreitkräfte (Aeronautica): Le divise mantenevano il taglio grigio pietra dell’esercito, ma si distinguevano per l’uso diffuso del colore azzurro nelle mostrine, sui colletti e sui berretti, oltre all’iconico stemma con le ali stilizzate.
L’epilogo
Queste uniformi rimasero pressoché immutate fino agli anni ’80, periodo in cui subirono alcuni aggiustamenti di dettaglio dettati principalmente dalla razionalizzazione della produzione, che portò alla semplificazione dei fregi e alla riduzione di alcuni elementi decorativi superflui.
Con la riunificazione della Germania e l’assorbimento delle strutture nella Bundeswehr, le storiche divise della DDR vennero definitivamente dismesse. Tolte dai magazzini militari, finirono per alimentare il mercato internazionale del collezionismo e dei negozi di memorabilia. Con la fine della DDR cessò di sfilare l’ultimo esercito tedesco legato all’estetica e alle tradizioni formali della vecchia Prussia.
Divisa della Wehrmacht
Divisa della NVA

Elmetto DDR


