Popski’s Private Army (PPA)

Immaginatevi il Quartier Generale Britannico per il Medio Oriente del Cairo (il Middle East Command) nel 1942 , praticamente  un covo di ufficiali di carriera e voi vi chiamate Vladimir Peniakoff, non siete più giovanissimo , avete pure  la pancia, portate gli occhiali e parlate  con un forte accento francese visto che siete  un russo nato in Belgio  , che  prima ancora di essere Ufficiale dell’Esercito Britannico avete combattuto come volontario nell’artiglieria francese ,  andate li e più o meno dite “Conosco il deserto, so trattare con i locali e so come infiltrarmi. Datemi un manipolo di uomini di cui nessuno sentirà la mancanza e vi farò saltare in aria le retrovie nemiche, non vi preoccupate dei mezzi , pagateci lo stipendio e dateci gli ordini che al resto ci penso io ” ,  ora in un qualsiasi altro Esercito vi avrebbero stretto la mano e gentilmente  accompagnati alla porta magari con l’ordine di non far perdere tempo ai vostri superiori , invece la vostra proposta si inserisce nel filone tipicamente Britannico che ha portato a concepire  SAS o l’LRDG ovvero  un misto di tradizione coloniale (il “gentiluomo esploratore” che si muove da solo nei territori selvaggi) e di aristocrazia illuminata che pensava: “Le regole vanno bene per la fanteria di linea, ma per vincere il nemico serve il genio sregolato”, quindi la vostra proposta viene accettata  e vi autorizzano a costituire il No. 1 Demolition Squadron che poi diventerà il  Popski’s Private Army (PPA) perchè i Marconisti non riescono a pronunciare correttamente il vostro nome e pure noi useremo la versione accorciata quindi PPA   . 

La costituzione del PPA

La PPA (Popski’s Private Army) fu ufficialmente istituita al Cairo nell’ottobre del 1942 (entrando operativamente in azione nel dicembre dello stesso anno), proprio nel pieno della campagna del Nord Africa, nel contesto dell’offensiva di Montgomery contro le forze di Rommel.

Nasceva esattamente con lo scopo originario di colpire i depositi di carburante e le retrovie delle forze dell’Asse, muovendosi come un corpo di sabotatori invisibili.

A  Peniakoff non fregava assolutamente nulla dei gradi o dei galloni. Poteva arruolare un soldato semplice indisciplinato ma geniale, e trattarlo da pari a pari. I suoi uomini erano un mix pazzesco di disertori temporanei, artisti, esploratori, intellettuali e tagliagole gentiluomini, uniti solo da una totale fiducia reciproca e da un’autonomia operativa spaventosa.

Il tutto chiaramente si portava nella disciplina interna diciamo che avevano un proprio concetto di applicare le regole  insomma vestivano come pareva a loro (spesso un misto di divise britanniche, giacche catturate ai tedeschi e kefiah), si facevano crescere la barba, non salutavano militarmente se non quando strettamente necessario, e comunicavano via radio con il comando centrale usando toni che rasentavano l’insolenza.

Poi vogliamo parlare dei mezzi e delle armi ? La PPA divenne leggendaria per lo scrounging, un termine inglese che potremmo tradurre in modo molto elegante con “requisizione creativa” (o meno elegante con “fregare i commilitoni”) . Quindi spesso “sparivano” Jeep dai giganteschi parchi mezzi americani o britannici. Se non gliele assegnavano, i meccanici di Popski andavano nei campi di rottamazione, prendevano i veicoli incidentati, li cannibalizzavano e si costruivano da soli le  Jeep potenziate. Stesso discorso per le armi , non aspettavano certo la fureria. Si procuravano con metodi leciti e meno leciti le pesanti mitragliatrici Browning da .50 o le Vickers geminate destinate agli aerei, per poi saldarsele artigianalmente sui veicoli. Il risultato era una Jeep che aveva un volume di fuoco spaventoso, in grado di tritare un convoglio nemico in pochi secondi.

Per i rifornimenti Popski aveva la faccia tosta di presentarsi ai depositi logistici di altre unità alleate e, sfoderando ordini vaghi, finti o semplicemente facendo leva sulla sua aura di “unità segreta”, si faceva caricare i mezzi di benzina, razioni e munizioni.

Praticamente una banda di scappati di casa che in un qualsiasi altro Esercito sarebbe stata richiusa in qualche Carcere militare e che invece l’Esercito Britannico  tollerava e  liberava nella direzione giusta, si metteva le mani nei capelli per le loro stravaganze, e poi incassava i risultati dei loro colpi alle spalle del nemico.

È il trionfo di quello spirito anglosassone secondo cui, quando la situazione si fa dura, le regole rigide diventano un ostacolo e si preferisce affidarsi ai “pirati” di talento.

Le operazioni

Nord Africa

Il PPA fece il suo debutto in Nord Africa , appoggiandosi al LRDG (Long Range Desert Group ), del resto, lo stesso Peniakoff aveva mosso i suoi primi passi nel mondo delle forze speciali proprio affiancando il LRDG come esploratore.

Se il LRDG era maestro nella navigazione a lunghissimo raggio nel “mare di sabbia” e nell’intelligence profonda, la PPA era nata come un’arma da sabotaggio mirato. I due reparti agivano spesso fianco a fianco,  il LRDG apriva i varchi e indicava la via nel deserto, mentre la PPA si infilava nelle retrovie nemiche per far saltare depositi e infrastrutture.

Un esempio perfetto di questa sinergia fu l’aggiramento della Linea Mareth in Tunisia e lavorando gomito a gomito, individuarono un varco insperato tra le montagne che permise alle truppe corazzate di aggirare le formidabili difese tedesche.

Chiusa la parentesi desertica, con la fine della campagna in Nord Africa, il reparto dimostrò che quelle stesse tecniche potevano essere adattate a scenari completamente diversi, preparandosi a sbarcare in Europa per la durissima risalita dell’Italia.

La Campagna d’Italia

L’Italia fu il teatro in cui la flessibilità anarchica della PPA diede i frutti più strategici, dimostrando che un pugno di uomini liberi da rigidi schemi poteva valere quanto un intero battaglione di fanteria.

Infatti la Campagna d’Italia fu il vero banco di prova in cui la PPA si trasformò da “corazzata tascabile del deserto” a leggendaria forza di guerriglia europea. Dimenticate le distese di sabbia: sbarcati in Italia, Popski e i suoi uomini dovettero fare i conti con fango, fiumi in piena, muretti a secco, montagne e un nemico arroccato palmo a palmo.

Quindi la PPA dovette adattarsi alla nuova situazione ora le Jeep rimasero il mezzo d’elezione, ma la PPA dovette ingegnarsi per adattarle al terreno italiano. Spesso le dotarono di scarichi rialzati per guadare i fiumi o le caricarono su zatteroni improvvisati. Nelle zone lagunari e lungo i canali della Pianura Padana, arrivarono perfino a usare imbarcazioni leggere. 

Più si saliva verso il Nord, più la PPA diventava il “ponte” mobile tra l’Ottava Armata britannica e le brigate partigiane (specialmente in Romagna, Emilia e Veneto). I partigiani fornivano preziose informazioni su ponti minati, truppe tedesche in movimento e nascondigli; la PPA ci metteva la potenza di fuoco delle sue mitragliatrici pesanti, l’esplosivo e il coordinamento radio con l’artiglieria alleata.

Un’altro settore che tenne impegnata la PPA fù la caccia ai treni e ai ponti infatti sull’Appennino e lungo la via Emilia, la specialità della casa divennero i  sabotaggi contro ponti, linee ferroviarie e vie di comunicazione divennero una delle attività del reparto . Saltavano ponti ferroviari un attimo prima del passaggio dei convogli tedeschi, bloccando le linee di rifornimento e seminando il panico nelle retrovie della Wehrmacht, che non sapeva mai da dove provenisse l’attacco.

Il fine della Guerra

 La guerra della PPA si concluse con un colpo da manuale dei loro “pirati”.

Tra la fine dell’aprile e i primi di maggio del 1945,  gli uomini della PPA sbarcati con un mezzo da sbarco nella laguna, gli uomini della PPA arrivarono a Venezia  e inscenarono quella celebre parata improvvisata: fecero diversi giri a bordo delle loro Jeep armate attorno a Piazza San Marco, tra lo stupore generale e l’incredulità dei veneziani, sfrecciando con i motori rombanti tra i tavolini dei caffè e i monumenti storici.

E per completare la nemesi storica di quella giornata, furono coinvolti anche nella gestione della resa delle forze tedesche e dei reparti della RSI presenti nella zona, compresi i marò del famosissimo battaglione ‘San Marco’.

Si spinsero poi  fino in Austria, chiudendo un cerchio incredibile iniziato tre anni prima tra le dune libiche.

Il finale

Come reparti analoghi che erano visti come branchi di tagliagole utili in tempo di guerra e che non avevano santi tra i red tabs (mostrine  rosse) , come vengono definiti gli ufficiali dello stato Maggiore britannico , quindi un’unità così fuori dagli schemi non avrebbe mai potuto sopravvivere in tempo di pace nella rigida burocrazia di un esercito regolare. Finite le ostilità, esauriti i compiti di pattugliamento tra Austria e Italia e dopo aver persino dato la caccia agli ultimi irriducibili e gestito i confini caldi della zona, la Private Army per antonomasia quindi la fine delle ostilità segnò anche la fine del reparto  sciolto ufficialmente il 14 settembre 1945.

Ognuno tornò alla propria vita civile: lo stesso Vladimir Peniakoff tornò a fare il suo vecchio mestiere (l’ingegnere), anche se i postumi della guerra e le ferite sul campo (aveva perso una mano) lo avrebbero accompagnato per il resto dei suoi giorni.

Biografia di Vladimir “Popski” Peniakoff

Mi pare giusto concludere quest’articolo con una  biografia in pillole di Vladimir “Popski” Peniakoff il fondatore ed anima di questo reparto

  • 1897: Nasce a Nasce a Huy, in Belgio, da una famiglia di emigrati russi  .

  • Formazione: Studia ingegneria in Belgio e successivamente all’Università di Cambridge (Inghilterra). Parla fluentemente diverse lingue e si muove con naturalezza tra la cultura continentale e quella britannica.

  • Prima della guerra: Lavora a lungo in Egitto come ingegnere industriale e gestisce uno zuccherificio. Questa esperienza gli permette di girare in lungo e in largo il deserto e di entrare in contatto con le popolazioni locali, sviluppando una conoscenza eccezionale del territorio.

  • La Grande Guerra: Si arruola come volontario nell’artiglieria dell’esercito francese, combattendo sul fronte occidentale.

  • La Seconda Guerra Mondiale:All’inizio del conflitto entra nell’esercito britannico e viene assegnato alla Libyan Arab Force; successivamente organizza il Libyan Arab Force Commando e opera con il LRDG. Nel 1942 fonda il No. 1 Demolition Squadron, destinato a diventare la leggendaria Popski’s Private Army (PPA).

  • Il dopoguerra: Nel 1945, dopo lo scioglimento dell’unità e la fine delle ostilità, torna alla vita civile riprendendo la professione di ingegnere e dedicandosi alla scrittura. Pubblica il celebre libro di memorie Private Army (tradotto in Italia come Private Army: L’armata privata di Popski).

  • 1951: Muore a Londra a causa di un tumore al cervello, lasciando un’impronta indelebile nella storia delle forze speciali moderne.

Le fonti

  • La fonte primaria per eccellenza (il “testo sacro”):

    • Vladimir Peniakoff, Private Army (Jonathan Cape, London, 1950) — pubblicato in Italia con il titolo Private Army. L’armata privata di Popski. È l’autobiografia e il resoconto ufficiale scritto direttamente dal fondatore del reparto, ricco dei dettagli più sferzanti, ironici e avventurosi sulle missioni nel deserto e in Italia (incluso il celebre passaggio a Venezia).

  • Le memorie dei membri del reparto:

    • Robert Park Yunnie (Capitano della PPA), Fighting with Popski’s Private Army.

    • Ben Owen, With Popski’s Private Army.

    • Les White, From the Workhouse to Vienna: Serving with Popski’s Private Army (Cassell Military Paperbacks, 2004) — prezioso anche per le liste dettagliate del personale e la logistica interna.

  • Studi storici e approfondimenti sulle forze speciali britanniche:

    • John Willett, Popski (biografia dedicata a Peniakoff).

    • Nicholas Rankin, Ian Fleming’s Commandos: The Story of the Legendary 30 Assault Unit (Oxford University Press) — utile per inquadrare il contesto dei reparti speciali non convenzionali del Middle East Command britannico durante la Seconda guerra mondiale.

 

Il maggiore Vladimir Peniakoff (da Wikipedia)

I soldati della PPA a Venezia (da Wikipedia)