1777 Guerra di indipenza Americana  il debutto delle mine Navali 

Sempre con riferimento al minamento dello Stretto di Hormuz e all’articolo sul minamento del Danubio e’ interessante conoscere la genesi di questa arma di guerra che e’ considerata a basso costo ma consente di creare notevoli problemi al nemico ostacolando i movimenti delle proprie unità Navali ed arrivando a interdire interi bracci di mare e che poi una volta finita la guerra crea problemi per lo sminamento che spesso non e’ completo ed e’ possibile trovare mine navali alla deriva anche dopo decenni , vedasi quello che succede lungo le coste Italiane dove ogni tanto spuntano mine della II GM che contengono ancora esplosivo e che pertanto vanno comunque trattate con rispetto .

La guerra di indipendenza USA e la Royal Navy

All’inizio del conflitto gli Americani si resero conto di non poter assolutamente contrastare il la Royal Navy che all’epoca dominava inconstrata gli Oceani .

Per provare a ridurre il potere della Royal Navy che riusciva a interdire il movimento delle navi Americane e contemporaneamente con il tiro controcosta aiutava le truppe Inglesi a resistere all’offensiva Americana  un geniale scienziato e inventore americano David Bushnell (famoso anche per aver progettato il Turtle, il primo sottomarino usato in combattimento) pensò di progettare quelle che passarono alla storia come Keg Mines

Le Keg Mines 

  • La struttura: Erano letteralmente dei barili di legno (quelli usati per la birra o il rum) sigillati con la pece per renderli impermeabili e riempiti di polvere da sparo.

  • Il detonatore: Bushnell inventò un meccanismo a scatto interno (simile a quello dei fucili a pietra focaia). Il barile veniva tenuto a galla appena sotto il pelo dell’acqua da un galleggiante leggero. Quando lo scafo di una nave urtava il barile, il movimento azionava il percussore, facendo esplodere la carica.

5 Gennaio 1778 il debutto bellico 

La notte del 5 Gennaio 1778 gli Americani rilasciarono legate  a coppia 20 , qualche fonte parla di 24 , di questi barili sul fiume Delaware, nei pressi di Filadelfia, che all’epoca era occupata dalle truppe britanniche .

Esiti

Dato che la flotta inglese si era spostata per ripararsi dal ghiaccio, il piano originale saltò, e le 20 mine ebbero destini diversi lungo il fiume:

  • 4 o 5 barili esplosero nei giorni successivi urtando detriti, lastroni di ghiaccio o piccoli natanti 

  • 1 finì contro una piccola imbarcazione di legno, distruggendola e uccidendo due marinai britannici

  • Una decina venne letteralmente “giustiziata” dai soldati britannici. Presi dal panico nella famosa “Battaglia dei Barili”, i fanti di marina inglesi spararono migliaia di colpi di moschetto e cannone contro qualsiasi cosa vedessero galleggiare, riuscendo a far esplodere o affondare a distanza molti barili.

  • I restanti finirono fuori controllo, trascinati dalla forte corrente del fiume Delaware fino a perdersi nell’Oceano Atlantico senza fare ulteriori danni.

L’impatto sulle operazioni belliche 

Al di la dell’insuccesso , una barca saltata in aria con 2 marinai non può essere giudicato un successo , l’impatto sulle truppe Inglesi fù essenzialmente psicologico il fatto che i fanti di Marina presi dal panico   sparassero  a qualsiasi cosa galleggiasse sul fiume è indicativo del clima psicologico delle truppe Inglesi , inoltre la Royal Navy si rese conto che le sue Navi potevano essere attaccate anche da sotto e questa cosa la costrinse a prendere provvedimenti immediati quali :

Gli sbarramenti galleggianti (Boom Defenses)

La misura più efficace fu quella di bloccare fisicamente l’accesso ai tratti di fiume in cui erano ancorate le navi da guerra. I britannici iniziarono a installare delle barriere galleggianti tese da una sponda all’altra del fiume, a monte della flotta.

  • Come funzionavano: Erano composte da grossi tronchi d’albero legati insieme da pesanti catene di ferro, a volte integrate con reti collegate al fondale.

  • L’effetto: Qualsiasi mina rilasciata dagli americani si sarebbe impigliata nella barriera protettiva ben prima di raggiungere le navi inglesi, esplodendo a distanza di sicurezza o rimanendo intrappolata fino al mattino successivo.

 Vedette accanite e “Turni del Barile”

La Royal Navy istituì turni di guardia fissi e rigidissimi focalizzati esclusivamente sulla superficie dell’acqua.

  • Le sentinelle venivano posizionate non solo a bordo delle navi, ma anche lungo le sponde dei fiumi e sui ponti controllati dai britannici.

  • Vennero impiegate costantemente delle scialuppe di pattuglia armate che remavano instancabilmente attorno alle navi ammiraglie, con il compito specifico di ispezionare l’acqua e intercettare qualsiasi oggetto sospetto trascinato dalla corrente.

L’ordine tassativo: “Distruggere a distanza”

Se durante i primi giorni i britannici avevano sparato a qualunque cosa per pura isteria, l’azione venne poi regolamentata con un ordine ufficiale: nessun marinaio doveva avvicinarsi o tentare di recuperare oggetti galleggianti non identificati.

  • Se una vedetta avvistava un barile, le scialuppe di pattuglia si tenevano a distanza di sicurezza e usavano i moschetti per bucarlo.

  • L’obiettivo era far entrare l’acqua nel barile per bagnare la polvere da sparo (rendendola inoffensiva) e far affondare la mina sul fondo del fiume.

Ancoraggi strategici e ritirate invernali

I comandanti inglesi cambiarono il modo di ormeggiare i vascelli. Invece di lasciare le navi in mezzo alla corrente principale del fiume (dove erano vulnerabili agli oggetti alla deriva), iniziarono a:

  • Raggrupparle all’interno di insenature protette.

  • Ormeggiarle il più vicino possibile ai moli e alle banchine dei porti controllati, dove l’accesso all’acqua era sorvegliato a vista dalla fanteria di terra.

Questi provvedimenti impedirono agli Americani di cogliere altri successi , ma David Bushnell  aveva in serbo un’altra sorpresa con la progettazione e uso in combattimento del  Turtle, ovvero il primo sottomarino usato in combattimento.

Una riproduzione delle Kegs Mines