Il Linse
il precursore Tedesco degli attuali Droni Navali
Nel corso dell’attuale guerra, gli Ucraini, pur non avendo una Marina Militare vera e propria, sono riusciti a raggiungere notevoli successi impiegando droni navali telecomandati come i modelli Magura V5 o Sea Baby. Tuttavia, l’idea di utilizzare motoscafi riempiti di esplosivo e guidati a distanza verso bersagli navali di opportunità non è affatto nuova infatti durante la Seconda Guerra Mondiale i tedeschi svilupparono i Linse, che, con tutte le limitazioni tecnologiche dell’epoca, possono essere considerati i padri biologici degli attuali droni ucraini.
I Linse vennero prodotti nel periodo 1944–1945 come soluzione quasi disperata per contrastare il sovrapotere alleato.
Specifiche tecniche
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Anno: 1944
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Lunghezza: ~5,75 m
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Motore: benzina, 95–100 CV
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Velocità: 30–35 nodi
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Carico esplosivo: 300 kg
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Equipaggio: 1 uomo
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Materiale: legno
Il mezzo fu sviluppato internamente dalla Kriegsmarine, in particolare da:
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K‑Verband (unità speciale per mezzi d’assalto)
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Marinewaffenamt (ufficio armamenti navali)
Produzione
La produzione dei Linse fu decentralizzata e affidata a piccoli cantieri navali tedeschi specializzati in scafi in legno. I principali furono:
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Lürssen‑Werft (Bremen‑Vegesack) Famosa per le Schnellboot (S‑Boot), produsse anche componenti e scafi per i Linse.
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Abeking & Rasmussen (Lemwerder) Cantiere esperto in imbarcazioni leggere e veloci; contribuì alla costruzione di scafi e parti strutturali.
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Yachtwerft Berlin Specializzato in barche leggere in legno; coinvolto nella produzione in serie dei Linse.
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Cantieri minori del Baltico e del Mare del Nord, utilizzati per assemblaggio finale e adattamenti locali.
Totale produzione: circa 250 unità, così ripartite:
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60–80 Linse prodotti nei primi lotti (estate 1944)
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produzione accelerata tra autunno 1944 e inizio 1945
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totale finale: 250–300 esemplari
Tecnica di impiego operativo
I Linse operavano in gruppi di tre barchini:
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Barchino esplosivo
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Barchino di recupero
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Barchino di controllo
La sequenza operativa era la seguente:
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l’operatore portava il barchino esplosivo nella zona d’operazioni
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si lanciava in acqua e veniva recuperato dal barchino di recupero
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il controllo passava via radio al personale sul barchino di comando, che guidava il Linse verso il bersaglio
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la guida avveniva tramite luci colorate poste sulla poppa del barchino esplosivo
Limiti del mezzo
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il Linse doveva rimanere a vista ottica, limitando l’autonomia a circa 2 km
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il barchino di controllo era esposto alla reazione dei bersagli
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l’affidabilità dei sistemi radio era scarsa
Queste limitazioni comportarono successi molto modesti, pagati con un elevato tributo di vite umane.
Impiego operativo
I Linse furono impiegati dalla K‑Verband, l’unità speciale della Kriegsmarine dedicata ai mezzi d’assalto.
Normandia – Notte del 3–4 agosto 1944
Il primo e più massiccio attacco avvenne nella baia della Senna, di fronte alle spiagge dello sbarco in Normandia. I tedeschi lanciarono un’operazione combinata unica nel suo genere, unendo i droni navali Linse ai siluri umani Marder.
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Forze impiegate: circa 28–30 gruppi di Linse (60 barchini esplosivi + 30 motoscafi comando)
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Successi: affondamento dell’incrociatore leggero HMS Quorn (classe Hunt) e danni a pescherecci armati
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Perdite: quasi totale distruzione dei Linse e dei motoscafi comando, a causa della superiorità radar e della contraerea alleata
Canale della Manica e Anversa (inverno 1944–1945)
Con l’avanzata alleata, i K‑Verband si spostarono in Belgio e nei Paesi Bassi, tentando di colpire le linee di rifornimento verso il porto di Anversa.
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Tattica: attacchi notturni per sfruttare l’oscurità
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Successi: affondamento di alcune unità minori (motovedette ML, piccoli dragamine, navi mercantili nello Schelda)
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Problemi: mare del Nord spesso proibitivo; i Linse imbarcavano acqua e i ricevitori radio a valvole andavano in corto circuito
Lago Balaton (Ungheria, 1945)
I Linse vennero impiegati contro pontili e traghetti sovietici, ma con risultati quasi nulli per mancanza di carburante e pezzi di ricambio.
Mar Baltico (inizio 1945)
Ultimo impiego operativo:
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attacchi contro navi sovietiche
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tentativi di rallentare l’avanzata dell’Armata Rossa
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supporto alle evacuazioni tedesche (Operazione Hannibal)
Il caos del fronte orientale rese l’impiego poco efficace.
Una piccola unità K‑Verband in Italia (1944)
Una piccola unità fu inviata in Italia dopo lo sbarco di Anzio (gennaio 1944). Non si trattò di un grande reparto, ma di un distaccamento operativo destinato alla costa tirrenica.
Obiettivi tedeschi
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disturbare i rifornimenti verso la testa di ponte di Anzio
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colpire navi leggere e mezzi da sbarco
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sfruttare la costa frastagliata per attacchi notturni
Mezzi impiegati
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barchini esplosivi tipo K (predecessori dei Linse)
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primi prototipi dei Linse (in numero ridotto)
Aree operative
Litorale laziale (Civitavecchia–Anzio) Tentativi di attacco contro mezzi da sbarco, dragamine e navi di supporto.
Golfo di La Spezia (1944–1945) Zona strategica per basi navali e cantieri. I Linse furono testati e impiegati in modo più sistematico, ma senza successi significativi.
Immagini dei Linse



