Dalla distruzione di  Telemark al primo reattore Nucleare Francese

 

Tra la fine del 1938 e l’estate del 1939 si verificano degli avvenimenti che segnano  il destino della guerra imminente probabilmente privando la Germania di costruire la bomba Atomica eccoli in ordine cronologico  :

  • Dicembre 1938: In Germania, Otto Hahn e Fritz Strassmann scoprono ufficialmente la fissione dell’uranio. La notizia fa immediatamente il giro del mondo scientifico.

  • Primi mesi del 1939: Frédéric Joliot-Curie e il suo team a Parigi capiscono subito che la reazione a catena è possibile e che per controllarla serve un moderatore, puntando dritti sull’acqua pesante prodotta in Norvegia, all’epoca la fabbrica Norsk Hydro e l’unica fabbrica in Europa che la produce . Quindi prima che la Germania poossa  mettere le mani sulla produzione norvegese, la Francia si muove  d’anticipo:

    • L’operazione segreta: Il governo francese invia in Norvegia un agente segreto, Jacques Allier, per convincere la direzione della Norsk Hydro a cedere l’intera scorta di acqua pesante disponibile all’epoca.

    • Il trasporto a Parigi: Nel marzo del 1940 (poco prima dell’invasione tedesca della Norvegia), le preziosissime taniche vengono  imbarcate clandestinamente su un aereo e portate prima a Londra e poi in Francia, nascoste a Parigi e poi a Clermont-Ferrand.

    • La fuga in Inghilterra: Quando i nazisti invadono la Francia nel giugno del 1940, Joliot-Curie rimane indietro (unendosi alla Resistenza), ma fà in modo che le scorte francesi vengano caricate su una nave mercantile (la Broompark) e messe in salvo in Inghilterra, sottraendole definitivamente ai tedeschi.

  • Estate 1939 (Agosto): Negli Stati Uniti,   Leo Szilard scrive una lettera (firmata poi da Albert Einstein) indirizzata al presidente americano Franklin D. Roosevelt. In quella missiva si avverte il governo USA che la Germania ha  interrotto la vendita di uranio dalla Cecoslovacchia occupata e che sta  evidentemente concentrando i suoi sforzi sulla fissione nucleare per costruire “bombe potentissime”.

    • L’allarme atomico: Quella lettera da  il via al progetto atomico americano (che sarebbe diventato il Progetto Manhattan) e mette in massima allerta gli Alleati sui progressi scientifici tedeschi guidati da fisici come Werner Heisenberg.

    • La scoperta di Telemark: Quando i servizi d’intelligence e la resistenza norvegese (grazie a figure chiave come il professore Leif Tronstad) capiscono  che la Germania nazista stà  sfruttando l’impianto della Norsk Hydro a Vemork, nel Telemark, per produrre l’acqua pesante indispensabile ai loro reattori sperimentali, scatta l’emergenza.

Invasione della Norvegia

Il 9 Aprile del 1940 scatta l’invasione della Norvegia da parte delle truppe Tedesche,  Operazione Weserübung,il paese risulta completamente occupato  entro i primi giorni di Giugno del 1940 .

I servizi segreti alleati (in particolare il britannico SOE, il Special Operations Executive) iniziano a capire la gravità della situazione e a ricevere informazioni dettagliate tra la fine del 1941 e il corso del 1942.

Ciò fu possibile grazie a un mix di spie, flussi di intelligence e soprattutto alla rete di resistenza norvegese sul campo:

  • I canali interni e Leif Tronstad: Un ruolo fondamentale lo gioca proprio il professore norvegese Leif Tronstad (già consulente della Norsk Hydro prima della guerra). Fuggito a Londra nel 1941, Tronstad diviene la mente e il collegamento diretto con i tecnici rimasti dentro la fabbrica di Vemork (come l’ingegnere Jomar Brun), che continuano a passare a Londra dati precisi, mappe e aggiornamenti sui piani tedeschi di espansione della produzione.

  • I rapporti dei lavoratori e della Resistenza: I macchinisti e gli operai norvegesi della fabbrica notano subito l’interesse anomalo e ossessivo dei tedeschi per quell’acqua pesante, le cui quote di produzione vengono  rapidamente raddoppiate e indirizzate verso i laboratori di Berlino. Tramite micro-messaggi radio e staffette, le informazioni arrivarono sul tavolo degli inglesi.

  • La svolta del 1942: Già nella primavera-autunno del 1942, l’intelligence britannica ha  la certezza matematica che i tedeschi stanno usando l’impianto di Vemork per alimentare un programma di ricerca atomica militare. Fu a quel punto che l’operazione passa dai tavoli degli analisti ai comandi militari, dando il via alla catena di infiltrazioni (come la missione Grouse dell’ottobre 1942) che dovranno  preparare il terreno ai sabotaggi.

Le missioni di sabotaggio alleate

  • Ottobre 1942: Operazione Grouse (Gruppo di avanguardia)

    • Finalità: Paracadutarsi sull’altopiano di Hardangervidda per preparare il campo, sopravvivere in clandestinità e fare da comitato di ricezione per la successiva missione di ingegneri britannici.

    • Partecipanti (4 commandos norvegesi del Kompani Linge): Jens-Anton Poulsson (capo), Knut Haugland, Claus Helberg e Arne Kjelstrup.

    • Esito: Successo (il team atterra ma rimane isolato per settimane a causa del maltempo estremo, trasformandosi poi nella squadra di supporto “Swallow”).

  • Novembre 1942: Operazione Freshman (Il tentativo con i alianti)

    • Finalità: Trasportare via aria un corpo di ingegneri militari britannici per colpire direttamente e massicciamente la fabbrica di Vemork.

    • Partecipanti: 34 genieri della 9th Field Company (Royal Engineers) trasportati da due alianti Airspeed Horsa trainati da bombardieri Halifax.

    • Esito: Disastro totale. I velivoli precipitano per il maltempo e gli errori di navigazione; i superstiti catturati vengono giustiziati dalla Gestapo (in base al famigerato Commando Order di Hitler).

  • Febbraio 1943: Operazione Gunnerside (Il sabotaggio definitivo)

    • Finalità: Infiltrarsi nell’impianto di Vemork per distruggere le celle di elettrolisi e le scorte di acqua pesante.

    • Partecipanti (6 commandos norvegesi paracadutati, che si uniscono ai superstiti di Grouse): Joachim Rønneberg (capo), Birger Strømsheim, Knut Haukelid, Hans Storhaug, Fredrik Kayser e Kasper Idland.

    • Esito: Successo straordinario e senza spargimento di sangue. Le celle di produzione vengono fatte saltare, azzerando mesi di produzione tedesca. Gli operatori fuggono dileguandosi verso la neutra Svezia o rimanendo sul posto.

L’esito di questa missione non e’ quello che si aspettavano i comandi alleati in quanto i Tedeschi  si erano rapidamente attivati per ricostruire e rimettere in piedi gli impianti danneggiati dal sabotaggio di Gunnerside pertanto si decide per un bombardamento diurno

Novembre 1943: Il bombardamento diurno dell’USAAF

  • Finalità: Annientare la fabbrica di Vemork dal cielo

  • Partecipanti: 143 bombardieri pesanti B-17 e B-24 della 8th US Army Air Forces.

  • Esito: Risultato parziale e tragico. Le fortezze volante sganciano centinaia di tonnellate di bombe, ma la struttura della fabbrica (fortificata e scavata in gran parte nella roccia) resiste in gran parte ai colpi. Vengono distrutti i dintorni e le infrastrutture civili, con la morte di oltre 20 norvegesi locali.

Dal punto di vista della struttura, la fabbrica viene pesantemente danneggiata nei dintorni, ma il nucleo corazzato e sotterraneo dell’impianto resiste  in gran parte ai colpi. Dal punto di vista delle scorte, le taniche di acqua pesante già prodotte e pronte per essere spedite non si trovano sotto le bombe, oppure sono protette così bene da non subire danni.

Paradossalmente, il bombardamento di novembre ottiene un effetto quasi opposto a quello sperato: non spegne la produzione in modo definitivo (i tedeschi stanno già tentando di riparare i danni e accumulare il materiale), ma convinse Berlino che la fabbrica di Vemork nel Telemark fosse ormai troppo vulnerabile e rischiosa.Ed è  questa consapevolezza a spingere il comando tedesco a prendere la decisione fatale: interrompere la produzione in Norvegia e trasferire tutto il materiale rimasto (i fusti di acqua pesante concentrata) direttamente nei laboratori in Germania. 

La notizia del trasferimento dei fusti raggiunge i Comandi alleati che pertanto pianificano una missione di sabotaggio mirata ad affondare la nave destinata a trasportarli .

  • Febbraio 1944: L’affondamento del traghetto Hydro

    • Finalità: Impedire che i fusti con i residui di acqua pesante concentrata vengano trasferiti via treno/traghetto in Germania per gli ultimi tentativi di ricerca atomica.

    • Partecipanti: Sabotatori della resistenza interna norvegese (tra cui Knut Haukelid).

    • Esito: Successo. Viene piazzata una carica a orologeria sul traghetto civile SF Hydro che solca il lago Tinnsjø; la nave affonda, chiudendo definitivamente i giochi sul fronte dell’acqua pesante norvegese.

Volutamente non approfondiamo lo svolgersi delle missioni di sabotaggio in quanto su di esse sono stati scritti volumi interi e girato un Film  “I eroi di Telemark” (The Heroes of Telemark), uscito nel 1965 e interpretato da Kirk Douglas e Richard Harris, ha contribuito a imprimere questa storia nell’immaginario collettivo e pertanto rimandiamo nelle note storiografiche a quei libri .

Effetti sul programma Nucleare Tedesco

L’affondamento del traghetto Hydro nel febbraio del 1944 priva definitivamente i fisici tedeschi dell’acqua pesante necessaria per far funzionare un reattore nucleare a uranio naturale (il passaggio obbligato per arrivare poi al plutonio o a un ordigno).

Dopo la guerra si diffuse la leggenda che i Tedeschi avessero sfiorato la produzione della bomba Atomica ma c’è  da sottolineare che il programma nucleare Tedesco mancava dei fondi necessari per la prosecuzione,  infatti in quel periodo le alte sfere militari cercavano di indirizzare gli sforzi verso qualcosa di bellicamente efficente a breve, quindi quando  i vertici militari chiesero ai fisici se la bomba potesse essere pronta in tempi brevi (massimo un anno o due) per vincere la guerra in corso si sentirono rispondere da Heisenberg, il capo del progetto nucleare Tedesco ,  e colleghi che ci sarebbero voluti anni e un impegno industriale titanico, l’esercito lavò le mani del progetto nel luglio del 1942, riducendolo a un’indagine scientifica di secondaria importanza.

Quindi quel che resta del programma nucleare tedesco (Uranverein) anche avendo l’acqua pesante non può arrivare a sfiorare la produzione della Bomba Atomica questo per i seguenti motivi :

  • Mancanza di materiali e fondi: Senza il moderatore (l’acqua pesante) e con un’economia di guerra ormai allo stremo, il progetto viene fortemente ridimensionato.Come scritto nel 1942 l’esercito aveva già scaricato l’ambizione bellica diretta, lasciando il programma a istituti civili e universitari con budget modesti.

  • Gli ultimi tentativi disperati: Negli ultimissimi mesi di guerra (tra la fine del 1944 e l’inizio del 1945), scienziati come Werner Heisenberg proveranno a costruire un piccolo reattore sperimentale sotterraneo a Haigerloch, usando scorte residue minime, ma senza mai raggiungere la reazione a catena (la “criticítà”).

  • La fuga dei cervelli: Molti dei più grandi fisici teorici del mondo (molti dei quali di origine ebraica o antifascisti, come Einstein, Fermi, Szilard, Oppenheimer) erano già fuggiti in America o in Gran Bretagna, lasciando la Germania priva di una parte cruciale del suo potenziale scientifico.

  • L’economia di guerra al collasso: Nel 1944 la Germania era sotto assedio su due fronti, con le infrastrutture devastate dai bombardamenti convenzionali. Anche se avessero avuto l’acqua pesante, non avrebbero mai avuto la capacità industriale di arricchire l’uranio o costruire reattori su scala massiccia senza che le fabbriche venissero spazzate via dall’aviazione alleata.
  • La fine (e la cattura): Nel 1945, con l’avanzata degli Alleati, la speciale Missione Alsos (l’intelligence americana creata appositamente per tracciare e bloccare la ricerca atomica nemica) rastrella i laboratori tedeschi, sequestra i documenti e cattura i principali fisici, confinandoli poi in Inghilterra (a Farm Hall).

 

Il destino dell’acqua pesante acquistata dai Francesi nel Marzo 1940

L’acqua pesante trafgata dai Francesi non finì mai nei reattori americani o britannici del Progetto Manhattan.

Il motivo è semplice: gli Stati Uniti e la Gran Bretagna avevano scelto una strada tecnica diversa per produrre il materiale fissile.

Mentre i tedeschi (e poi i francesi nel dopoguerra) puntavano sui reattori a uranio naturale moderati ad acqua pesante, gli Alleati nel Progetto Manhattan scelsero di percorrere altre vie industriali massicce:

  • I reattori a grafite (come a Hanford): Usavano grafite pura come moderatore invece dell’acqua pesante, permettendo di produrre enormi quantità di plutonio.

  • L’arricchimento dell’uranio (come a Oak Ridge): Utilizzavano metodi complessi (diffusione gassosa e separazione elettromagnetica) per isolare l’uranio-235.

Di conseguenza, le taniche trafugate rocambolescamente da Jacques Allier e messe in salvo da Joliot-Curie in Inghilterra rimasero a lungo inutilizzate dagli inglesi, che non ne avevano un bisogno impellente per i loro programmi di guerra.

Paradossalmente, quell’acqua pesante rimase “congelata” nel Regno Unito finché la guerra non finì, per poi essere rispedita in Francia e diventare finalmente il “carburante” del primo reattore nucleare francese (ZOE) nel 1948.

Il destino di Joliot-Curie

  • La fondazione del CEA (1945): Nel dopoguerra, il generale Charles de Gaulle istituì il Commissariat à l’énergie atomique (CEA) e pose Joliot-Curie a capo della sua direzione scientifica. Era l’uomo ideale, avendo già gettato le basi della fisica nucleare francese negli anni ’30 insieme a sua moglie Irène Curie.

  • Lo ZOE (1948): Sotto la sua direzione, il 15 dicembre 1948 entrò in funzione a Chatillon (vicino a Parigi) ZOE, il primo reattore nucleare francese. Il nome era un acronimo che descriveva i suoi elementi costitutivi: Z (acqua pesante come moderatore), O (ossido di uranio come combustibile) e E (elemento pesante, cioè l’uranio stesso).

  • L’ironia della storia: Quel reattore utilizzava proprio l’acqua pesante che Joliot-Curie e i suoi collaboratori erano riusciti a mettere in salvo rocambolescamente dalla Francia occupata nel 1940.

  • L’allontanamento per motivi politici: La presidenza di Joliot-Curie al CEA durò però pochi anni. Nel 1950, a pieno fermento della Guerra Fredda, fu rimosso dal suo incarico da parte del governo francese. Il motivo non fu scientifico, ma politico: Joliot-Curie era un comunista convinto e un attivista di spicco del movimento pacifista (firmò il celebre appello di Stoccolma contro le armi nucleari), e le autorità temevano che le sue simpatie filo-sovietiche potessero compromettere la sicurezza dello Stato in un momento in cui la Francia stava stringendo alleanze con gli Stati Uniti e avviando progetti di armamento atomico militare.

 

Le fonti

Ecco una selezione di testi in lingua italiana che approfondiscono la storia della resistenza norvegese, delle missioni di sabotaggio a Telemark e della lotta contro il programma atomico tedesco:

  • Knut Haukelid, Skis against the Atom (edito in italiano con il titolo Uomini contro Hitler: Il sabotaggio dell’acqua pesante in Norvegia): È il resoconto di prima mano scritto da uno dei protagonisti assoluti, il commando norvegese che prese parte sia all’operazione Gunnerside che all’affondamento del traghetto Hydro. Un resoconto diretto, avvincente e storicamente fondamentale.

  • Thomas Gallagher, Assalto all’acqua pesante (Editore Mondadori): Una ricostruzione storica dettagliata e dal ritmo narrativo serrato che racconta l’intera vicenda dello sforzo atomico tedesco e la complessa rete di spionaggio e sabotaggio messa in piedi dal SOE britannico e dai patrioti norvegesi.

  • Neal Bascomb, The Winter Fortress: The Epic Mission to Sabotage Hitler’s Atomic Bomb (tradotto anche in italiano come La fortezza d’inverno): Un saggio storico eccellente che legge gli eventi della valle di Telemark e dell’altopiano di Hardangervidda quasi come un thriller d’azione, basandosi su archivi declassificati, diari e testimonianze dei superstiti di entrambe le fazioni.

  • Jens-Anton Poulsson, The Gunnerside Raid: Scritto da un altro dei capi storici della resistenza (comandante della missione preliminare Grouse), offre uno sguardo tecnico e umano sulle estreme difficoltà affrontate dai commandos nell’ambiente artico.

Ecco una selezione di testi e saggi di riferimento (principalmente in italiano, con qualche classico internazionale imprescindibile) dedicati nello specifico al programma nucleare tedesco e alle vicende scientifiche francesi legate all’acqua pesante e alla nascita del CEA:

Sul programma nucleare tedesco (Uranverein)

  • Mark Walker, Nazi Science: Myth, Truth, and the German Atomic Bomb (tradotto anche in varie edizioni e studi sul tema): È considerato il saggio definitivo e più rigoroso sul programma nucleare del Terzo Reich. Walker analizza documenti d’archivio e verbali (inclusi quelli segreti registrati a Farm Hall) per smontare il mito della “bomba sfiorata”, chiarendo la reale portata scientifica, gli errori e la miopia politica dei tedeschi.

  • Jeremy Bernstein, Hitler’s Club: The Secret Recordings at Farm Hall (edito in italiano con il titolo Hitler e il club dell’uranio. I fisici tedeschi e la bomba atomica, edizioni Zanichelli): Un libro straordinario basato sulle intercettazioni nascoste dei principali scienziati tedeschi (tra cui Werner Heisenberg e Otto Hahn) catturati e confinati in Inghilterra alla fine della guerra. Mostra dall’interno cosa sapevano, cosa non sapevano e come reagirono alla notizia di Hiroshima.

  • Richard Rhodes, The Making of the Atomic Bomb (edito in italiano col titolo The Making of the Atomic Bomb. La bomba atomica: da la scoperta della fissione nucleare a Hiroshima e Nagasaki, edizioni Rizzoli): Vincitore del Premio Pulitzer, questo capolavoro mastodontico dedica ampi e dettagliati capitoli iniziali sia alla scoperta della fissione in Germania sia alle ricerche parallele e ai fallimenti del programma militare tedesco.

Sulla scienza francese, Joliot-Curie e l’acqua pesante

  • Maurice Goldsmith, Frédéric Joliot-Curie: A Biography: La biografia più completa e autorevole dedicata al co-scopritore della radioattività artificiale, che ricostruisce il suo ruolo chiave nella fisica francese degli anni ’30, l’operazione rocambolesca per nascondere e salvare l’acqua pesante nel 1940, la sua militanza nella Resistenza e la successiva fondazione del CEA.

  • Dominique Pestre, Physique et physiciens en France 1918-1940: Un saggio storico accademico eccellente che fotografa il mondo della ricerca scientifica francese alla vigilia della Seconda guerra mondiale, spiegando il vantaggio iniziale di Parigi sui reattori a moderatore di acqua pesante e le dinamiche che portarono poi alla nascita del reattore ZOE nel dopoguerra.