Dalla progettazione del  Battello R  a spiare Gibilterra sotto il naso degli Inglesi

Vi chiamate Ramognino e siete un amministrativo della Piaggio di Finale Ligure quando decidete di voler dare una mano allo sforzo bellico quindi progettate un battellino per il trasporto degli incursori e lo proponete al comando della Xª MAS ma il risultato della vostra proposta non è esattamente quello che vi aspettate….

Un battello nato durante le uscite notturne

Antonio Ramognino non è un militare di carriera e neppure un progettista navale. È vicedirettore amministrativo della Piaggio e soprattutto un appassionato di mare e di canottaggio, una passione che lo porta a uscire lungo la costa ligure anche di notte con la sua canoa .

Proprio durante queste uscite si accorge che, navigando al buio e facendo attenzione a produrre il minor rumore possibile, riesce ad avvicinarsi parecchio alle lampare dei pescatori senza essere individuato.

Da questa esperienza nasce un’idea: se è possibile avvicinarsi di notte a un’imbarcazione senza essere visti, perché non realizzare un piccolo mezzo appositamente progettato per farlo?

Ramognino pensa così a un battello capace di trasportare un incursore e il suo carico esplosivo fino nelle vicinanze dell’obiettivo, evitando all’uomo una lunga e faticosa nuotata.

L’idea è personale, ma il suo sviluppo avviene all’interno della Piaggio, dove vengono realizzati dei modelli e vengono effettuate prove nella vasca idrodinamica dello stabilimento.

Il mezzo, che prenderà il nome di Battello R, è lungo circa cinque metri, naviga con un profilo estremamente basso sull’acqua e utilizza una propulsione elettrica per ridurre il rumore. Ai lati sono previste delle sacche gonfiabili che ne migliorano la stabilità e permettono di modificarne il galleggiamento.

Nella primavera del 1941 Ramognino presenta il progetto al Ministero della Marina, ma inizialmente la proposta non sembra suscitare particolare interesse.

Lui però insiste e, dopo diversi tentativi, il Battello R finisce all’attenzione degli uomini della Xª MAS.

Il 14 agosto 1941 arriva finalmente una lettera firmata da Junio Valerio Borghese: Ramognino è invitato a presentarsi il 21 agosto portando con sé la monografia del suo apparecchio.

Il Battello R ha finalmente trovato qualcuno disposto a prenderlo sul serio.

Dal Battello R alla Spagna

Il 21 agosto 1941 Ramognino si presenta al comando della Xª MAS portando con sé la monografia del Battello R.

Il progetto interessa, ma a questo punto nasce inevitabilmente un’altra domanda: ammesso che il mezzo funzioni, come utilizzarlo realmente contro un obiettivo come Gibilterra?

Il Battello R è piccolo e silenzioso, ma deve comunque essere portato abbastanza vicino alla rada prima di poter entrare in azione. Occorre quindi trovare un punto di partenza sulla costa spagnola e organizzare tutto senza attirare l’attenzione delle autorità locali e soprattutto degli inglesi.

Ramognino, da questo punto di vista, è probabilmente una delle persone più adatte a cercare una soluzione.

La Spagna non gli è affatto sconosciuta. Negli anni Trenta ha soggiornato a Madrid, parla bene lo spagnolo e proprio nella capitale ha conosciuto María de la Concepción Peris del Corral, Conchita, una giovane studentessa spagnola che sposa a Barcellona nella primavera del 1940 prima di trasferirsi con lei a Genova.

Appena tre giorni dopo l’incontro con la Xª MAS, il 24 agosto, Ramognino presenta una proposta che prevede l’impiego del Battello R contro Gibilterra partendo proprio dalla costa spagnola.

A questo punto il problema non è più soltanto costruire il battello.

Bisogna andare in Spagna, studiare la zona e capire se esiste davvero un luogo dal quale sia possibile organizzare un’operazione del genere senza destare sospetti.

E per farlo Ramognino dispone anche di una copertura quasi perfetta: può viaggiare insieme alla moglie spagnola dando l’impressione di essere semplicemente un italiano che accompagna Conchita nel suo paese.

Quello che era cominciato come il progetto di un piccolo battello sta così per trasformarsi in qualcosa di completamente diverso.

Tra la proposta di Ramognino e la partenza per la Spagna passano però più di sette mesi.

Il motivo è abbastanza semplice: nell’agosto 1941 il Battello R esiste ancora soprattutto come progetto. La Marina ne autorizza la costruzione, la Piaggio realizza il prototipo e il primo esemplare viene consegnato soltanto nel gennaio 1942, per essere sottoposto alle necessarie prove.

Nel frattempo la Xª MAS è impegnata nelle operazioni con i mezzi già disponibili e nella notte tra il 18 e il 19 dicembre 1941 ottiene ad Alessandria uno dei suoi maggiori successi. Solo dopo aver verificato concretamente il Battello R diventa quindi necessario capire come e da dove possa essere realmente impiegato.

Tra i possibili obiettivi viene scelta Gibilterra, una base che la Xª MAS conosce già bene e che presenta due caratteristiche particolarmente interessanti: dall’altra parte della baia si trova la costa della Spagna, paese non belligerante, dalla quale un piccolo mezzo come il Battello R potrebbe teoricamente raggiungere le navi alla fonda, e nella zona è già operativa una rete del SIS, il servizio informazioni della Regia Marina.

Nella zona, inoltre, è già presente una rete del SIS, il Servizio Informazioni Segrete della Regia Marina, che da tempo raccoglie informazioni sui movimenti britannici intorno alla base.

A questo punto bisogna però verificare se quello che sembra possibile guardando una carta geografica lo sia anche nella realtà.

Ramognino è probabilmente la persona più adatta a farlo. Conosce il Battello R meglio di chiunque altro, conosce già la Spagna, parla spagnolo e sua moglie Conchita è spagnola. La presenza della coppia offre inoltre una copertura molto più naturale di quella che potrebbe avere un ufficiale della Marina inviato a curiosare intorno a Gibilterra.

Prima di mandarlo in Spagna rimane però un piccolo problema: Ramognino è ancora un civile.

La Regia Marina risolve la questione arruolandolo nel Corpo Reali Equipaggi Marittimi (CREM). In questo modo l’uomo che pochi mesi prima si era presentato alla Xª MAS con il progetto di un piccolo battello elettrico può essere impiegato direttamente dalla Marina.

È con questa nuova veste che nell’aprile 1942 parte insieme a Conchita per la Spagna.

Il 6 aprile 1942 Antonio e Conchita entrano quindi in Spagna. Passano per Madrid e Siviglia e raggiungono infine Algeciras, dove alloggiano all’Hotel Reina Cristina.

Qui Ramognino non deve partire da zero.

Nella zona opera già Giulio Pistono, rappresentante della Piaggio in Spagna e contemporaneamente inserito nella rete informativa della Regia Marina. Pistono conosce bene il territorio e da tempo osserva quello che accade dall’altra parte della baia.

Con il suo aiuto Ramognino può quindi cominciare la vera ricognizione: studiare la costa, osservare Gibilterra, valutare le distanze e soprattutto cercare un punto dal quale il Battello R possa essere portato abbastanza vicino all’obiettivo senza attirare l’attenzione.

Dopo diverse ricognizioni lungo la costa viene individuata Villa Carmela, una casa in posizione sufficientemente isolata e abbastanza vicina a Gibilterra da permettere di osservare la rada e organizzare le future operazioni.

A questo punto entra nuovamente in gioco la rete italiana presente ad Algeciras, che si occupa di ottenere la disponibilità della villa e di affittarla senza collegarla apertamente alla Regia Marina.

Villa Carmela può così apparire semplicemente come la residenza in Spagna di una coppia italo-spagnola.

La villa presenta però un problema che lo stesso Ramognino si pone immediatamente: come portare fino al mare un battello lungo cinque metri e pesante circa 250 chilogrammi senza attirare l’attenzione?

Vengono studiati anche appositi carrelli, ma dalla villa alla costa c’è circa un chilometro da percorrere in una zona pattugliata dai Carabineros spagnoli.

Durante le ricognizioni emerge però anche un’altra possibilità. Alcuni mercantili, a causa dei fondali, sono costretti ad ancorarsi a poche centinaia di metri dalla costa, abbastanza vicino perché possano essere raggiunti direttamente a nuoto dagli incursori Gamma.

Per l’operazione contro Gibilterra la soluzione diventa quindi molto più semplice: gli uomini possono raggiungere le navi senza bisogno del Battello R.

Ramognino, tuttavia, non abbandona il suo progetto e continuerà a cercare una soluzione per poterlo utilizzare.

Approvata la soluzione, Antonio e Conchita tornano in Spagna e Villa Carmela diventa a tutti gli effetti una base clandestina della Regia Marina.

All’interno della casa vengono nascosti gli equipaggiamenti destinati agli incursori: mute, autorespiratori, bombole di ossigeno e le cariche esplosive che dovranno essere applicate agli scafi delle navi.

Ramognino conosce ormai bene la zona e continua a osservare i movimenti nella rada, mentre Conchita contribuisce a mantenere la copertura apparentemente normale della coppia che abita nella villa.

La prima operazione viene organizzata per la notte tra il 13 e il 14 luglio 1942.

A Villa Carmela arrivano dodici incursori Gamma della Xª MAS, comandati dal sottotenente di vascello Agostino Straulino. Ramognino li accompagna via terra lungo il percorso già studiato durante le ricognizioni fino al punto scelto per entrare in acqua.

Da quel momento gli incursori proseguono a nuoto.

Raggiungono le navi ancorate nella baia, applicano le cariche esplosive sotto gli scafi e quindi tornano verso la costa spagnola.

Il risultato dell’operazione è notevole: vengono colpiti quattro mercantili, Meta, Shuma, Empire Snipe e Baron Douglas, per complessive circa 10.000 tonnellate.

Il Battello R, il mezzo dal quale era cominciata tutta la storia, non ha partecipato all’attacco.

Ma senza il percorso iniziato con quel progetto probabilmente Villa Carmela non sarebbe mai diventata una base della Xª MAS.

L’operazione di luglio non rimane un episodio isolato.

Nella notte tra il 14 e il 15 settembre 1942 gli incursori partono nuovamente dalla costa spagnola e riescono a colpire il mercantile Ravens Point.

Dopo ogni missione Ramognino deve anche far sparire tutto quello che potrebbe rivelare la vera attività di Villa Carmela. Imballaggi, parti dell’equipaggiamento e persino le bombole d’ossigeno ormai vuote vengono gettati in un vecchio pozzo in disuso vicino alla casa.

Dopo la prima missione rimangono però anche due mignatte esplosive non utilizzate. Antonio e Conchita decidono di far sparire anche quelle e le calano nel pozzo.

Qualche tempo dopo le due cariche esplodono, distruggendolo e provocando inevitabilmente un certo trambusto.

Anche questa volta viene però trovata una spiegazione: sarebbero state bombe italiane destinate a Gibilterra e cadute per errore dalla parte sbagliata della frontiera.

Villa Carmela rimane fuori dai sospetti.

Gli inglesi comprendono invece rapidamente che si tratta di attacchi italiani, ma c’è un particolare che non riescono a spiegare: non è stata segnalata la presenza di sommergibili o altre unità italiane nelle acque intorno a Gibilterra dalle quali gli incursori possano essere partiti.

La conclusione diventa quindi quasi obbligata: gli uomini devono essere arrivati dalla terraferma.

I sospetti si concentrano sulla costa spagnola e aumentano la sorveglianza e le pressioni sulle autorità locali, ma individuare il punto esatto dal quale partono gli incursori è tutt’altra cosa.

Villa Carmela continua così a rimanere fuori dalle loro indagini.

La casa che ospita Antonio e Conchita non presenta apparentemente nulla che possa collegarla agli attacchi e, soprattutto, si trova in territorio spagnolo.

Gli inglesi hanno quindi individuato correttamente il sistema utilizzato, ma non la base dalla quale gli uomini stanno operando.

Ramognino però non rinuncia al Battello R e continua a cercare una soluzione che permetta di utilizzarlo senza doverlo trasportare da Villa Carmela fino alla spiaggia.

L’attenzione si concentra così sui due mercantili italiani internati nel porto di Algeciras, l’Olterra e il Lavoro. Anche grazie alla conoscenza della situazione locale di Giulio Pistono, viene individuata nell’Olterra la soluzione più interessante.

Ramognino propone quindi di trasformare la nave in una seconda base clandestina, realizzando nello scafo un’apertura sotto il livello dell’acqua attraverso la quale il Battello R potrebbe uscire e rientrare direttamente dal mare.

L’idea viene accolta dalla Xª MAS, ma con una modifica fondamentale: dall’Olterra non partirà il Battello R. La nave verrà trasformata nella celebre base clandestina utilizzata soprattutto dagli SLC.

Ancora una volta il Battello R non entrerà in combattimento, ma il tentativo di trovare un modo per utilizzarlo avrà contribuito alla nascita di una soluzione completamente diversa.

Con l’entrata in funzione dell’Olterra il centro delle operazioni offensive si sposta progressivamente sulla nave, mentre Villa Carmela continua a essere utilizzata soprattutto come posto di osservazione sulla rada di Gibilterra.

Conchita lascia la villa già nell’autunno del 1942 e raggiunge i genitori a Valencia, mentre Antonio rimane ancora in Spagna e continua a occuparsi della base.

La sua lunga missione termina soltanto il 9 luglio 1943, quando Ramognino rientra definitivamente in Italia dopo oltre un anno trascorso praticamente davanti a Gibilterra.

Una volta rientrato si presenta alla Marina e viene posto in licenza.

È ancora in licenza quando, l’8 settembre 1943, viene annunciato l’armistizio.

Ramognino si presenta successivamente alla Xª MAS ricostituita da Junio Valerio Borghese nel Nord Italia, ma Borghese lo ringrazia per quanto ha fatto e non ritiene necessario trattenerlo in servizio.

La storia militare di Antonio Ramognino termina così.

Era entrato in contatto con la Xª MAS proponendo un piccolo battello elettrico che non sarebbe mai stato utilizzato in combattimento. Ne esce dopo aver contribuito alla nascita di Villa Carmela e alla soluzione che avrebbe portato all’utilizzo dell’Olterra, due delle basi clandestine più particolari utilizzate dagli incursori italiani contro Gibilterra.

Per la sua attività durante la guerra Antonio Ramognino riceve una Croce al Merito di Guerra. Sia a lui sia a Conchita viene inoltre tributato un Encomio Solenne.

Terminata la sua esperienza militare, Ramognino torna alla vita civile.

Di questo lungo periodo della sua vita le fonti raccontano molto meno, ma Antonio rimane legato alla sua grande passione per il mare. Ancora a quasi novant’anni continua infatti a navigare davanti alla costa ligure con un piccolo veliero progettato da lui stesso.

Al suo fianco c’è ancora Conchita, la ragazza conosciuta a Madrid prima della guerra e che aveva condiviso con lui l’avventura di Villa Carmela.

La loro storia torna all’attenzione delle istituzioni nel 1994, quando il deputato Francesco Marenco presenta alla Camera un’interrogazione ricordando il ruolo svolto dai due coniugi durante la guerra e chiedendo un riconoscimento superiore a quello che era stato loro attribuito.

Antonio Ramognino muore nel 1997.

Più di mezzo secolo prima tutto era cominciato durante le sue uscite notturne lungo la costa ligure a bordo di una piccola imbarcazione a remi.

Alla fine della sua vita Ramognino era ancora lì, sullo stesso mare, a navigare su una barca progettata da lui.

 

Le Fonti

  • Associazione Nazionale Arditi Incursori Marina (ANAIM), Villa Carmela — ricostruzione della base clandestina di Algeciras, delle missioni dei Gamma e del ruolo di Antonio Ramognino.
    Villa Carmela – ANAIM
  • Associazione Nazionale Arditi Incursori Marina (ANAIM), Kraka Jet Board: nuovo progetto, vecchie idee — contiene una dettagliata ricostruzione del Battello R, delle sue caratteristiche, dello sviluppo presso la Piaggio e dei problemi legati al suo impiego.
    Battello R – ANAIM
  • Associazione Nazionale Arditi Incursori Marina (ANAIM), Olterra, il cavallo di Troia della Decima — per la trasformazione del mercantile italiano nella base clandestina della Xª MAS ad Algeciras.
    Olterra – ANAIM
  • Alfonso Escuadra Sánchez, La base secreta de Villa Carmela, Almoraima – Revista de Estudios Campogibraltareños — particolarmente importante perché ricostruisce la vicenda utilizzando anche documentazione e testimonianze spagnole.
    La base secreta de Villa Carmela – Instituto de Estudios Campogibraltareños
  • Alfonso Escuadra Sánchez, Antonio Ramognino, el artífice de las bases secretas italianas — ricostruzione biografica di Ramognino, del suo arrivo in Spagna e dei rapporti con la rete italiana operante nella baia di Algeciras.
    Antonio Ramognino e le basi segrete italiane – Europa Sur
  • Alfonso Escuadra Sánchez, Conchita Peris del Corral, la dama española de Villa Carmela — per la figura di María de la Concepción “Conchita” Peris del Corral, il matrimonio con Ramognino e il suo ruolo nella copertura della base.
    Conchita Peris del Corral – Europa Sur
  • Giorgio Pitacco, La Xª MAS ad Algeciras e i mezzi R, Storia Militare, n. 31, aprile 1996 — ricostruzione delle operazioni di Algeciras e dei mezzi progettati da Ramognino.
  • Camera dei Deputati, XII Legislatura, interrogazione a risposta scritta 4/00512, Francesco Marenco, 16 maggio 1994 — documento ufficiale relativo all’attività di Antonio Ramognino e Conchita e alla proposta di concessione di ulteriori ricompense al valor militare.
    Interrogazione 4/00512 del 16 maggio 1994 – Camera dei Deputati

Antonio e Conchita Ramognino durante la loro permanenza in Spagna – fonte: Europa Sur / archivio famiglia Ramognino.