Adolf  Galland il primo e l’ultimo

Durante le recenti tensioni internazionali, i media mondiali hanno riportato la notizia di un pilota statunitense abbattuto due volte a distanza di alcuni giorni. Per la storia dell’aviazione, tuttavia, questa non è esattamente una novità. Infatti durante la Seconda Guerra Mondiale, un pilota venne abbattuto due volte, ma non a distanza di giorni, bensì nell’arco della stessa identica giornata: il 21 giugno 1941. Quel pilota era Adolf Galland.

Asso della caccia tedesca, Galland fece parte del nucleo iniziale di piloti della neocostituita Luftwaffe, combattendo fino all’ultimo giorno e rientrando alla base, il 26 aprile 1945, con un ginocchio ferito e i motori del suo jet Me 262 pesantemente danneggiati. Questa è la sua storia .

Dalla Lufthansa alla Luftwaffe

Galland nasce a  Westerholt  il 19 marzo 1912.

Affascinato fin da giovane dal volo, Galland prende il brevetto di pilota di aliante e, nel 1931, entra come pilota civile nella Lufthansa. Senza che nessuno abbia chiesto il suo parere, si ritrova a seguire un addestramento che intuisce subito non essere finalizzato ai soli voli civili. Nel frattempo, il 30 gennaio 1933, Adolf Hitler sale al potere. Nell’estate dello stesso anno, Galland e i suoi colleghi vengono ricevuti a Berlino da Hermann Göring, il quale chiede loro se siano disposti a entrare nella neonata e segreta Luftwaffe.

Ottenuto il loro consenso, Galland viene spedito in Italia: a seguito di un accordo segreto tra Hitler e Mussolini, il primo nucleo di piloti della nuova aviazione tedesca viene infatti addestrato in Italia presso la Regia Aeronautica.

La Guerra di Spagna

Nel 1937 viene spedito in Spagna al comando di una squadriglia di attacco al suolo della Legione Condor, dotata di Heinkel He 51, uno degli ultimi biplani della Luftwaffe. Sembra che il suo destino sia ormai segnato come specialista delle unità d’assalto, tanto che anche nella successiva e breve campagna di Polonia si trova al comando di una squadriglia di He 51. Al termine della campagna, tuttavia, riceve la Croce di Ferro e viene trasferito come Aiutante Maggiore al 27° Stormo Caccia (Jagdgeschwader 27), dove incontra finalmente il moderno monoplano Messerschmitt Bf 109.

La Seconda Guerra Mondiale e la Battaglia d’Inghilterra

Il 12 maggio 1940, Galland entra per la prima volta in combattimento e, in quella sola giornata, abbatte i suoi primi 3 avversari. Al termine della Campagna di Francia ha già al suo attivo 14 aerei abbattuti e, il 1° agosto, riceve la Croce di Cavaliere direttamente dalle mani del Generale Albert Kesselring.

Il 16 luglio, Hitler firma la Direttiva N. 16, dando il via all’Operazione Seelöwe (Leone Marino), che di fatto apre la Battaglia d’Inghilterra. Galland vi partecipa come comandante del 26° Stormo (JG 26) di stanza ad Abbeville, mentre il vicino 51° Stormo è affidato all’amico e rivale Werner Mölders.

La Battaglia d’Inghilterra mette in risalto tutti i limiti del Bf 109: concepito come caccia da difesa a corto raggio, non ha l’autonomia necessaria per scortare i bombardieri fin sopra gli obiettivi. Intere squadriglie precipitano nella Manica semplicemente perché, al ritorno dagli attacchi su Londra, esauriscono il carburante.

La situazione è pesante e la Luftwaffe attraversa la sua prima vera crisi interna. Le scorte insufficienti aprono larghi vuoti tra i bombardieri, e Göring, insieme ai comandanti dei bombardieri, accusa apertamente la caccia di non fare abbastanza. In questo clima teso, nell’ultima settimana di agosto, Göring visita gli stormi dei caccia e si lascia andare ad aspre invettive davanti ai piloti. Gli ufficiali, stremati da turni che prevedono fino a 5 missioni al giorno, sono esterfatti. Verso la fine della visita, Göring si fa più accomodante e chiede cosa possa fare per aiutarli. Galland risponde secco:

“Herr Reichsmarschall, chiedo che il mio stormo sia armato con gli Spitfire!”

Göring se ne va più furioso che mai. L’episodio è storicamente accurato e fedelmente riportato anche nel film colossal del 1969 “La battaglia d’Inghilterra”, nel quale Galland stesso lavorò come consulente tecnico:

Galland completa la campagna raggiungendo quota 40 vittorie e viene ricevuto personalmente da Hitler, che aggiunge le Foglie di Quercia alla sua Croce di Cavaliere.

Due abbattimenti in un solo giorno: il 21 giugno 1941

Ormai la Battaglia d’Inghilterra è strategicamente persa e la Luftwaffe concentra il grosso delle forze a est, lasciando quasi da solo il 26° Stormo a difendere il canale dalle incursioni della RAF. Il 21 giugno 1941, i britannici passano al contrattacco sfruttando la superiorità numerica. Galland decolla con tutto lo stormo: prima abbatte un bombardiere Bristol Blenheim, poi apre il fuoco su un secondo aereo a cui prende fuoco il motore destro.

A quel punto, però, la scorta degli Spitfire lo incalza. Colpito al motore, Galland è costretto a un atterraggio d’emergenza vicino a Calais. Nel pomeriggio, si verifica una nuova incursione inglese e un nuovo decollo su allarme. Stavolta uno Spitfire lo prende di mira: il suo aereo viene devastato dai colpi e il carburante infiammato penetra nell’abitacolo. Dopo aver lottato per istanti interminabili con il tettuccio danneggiato e bloccato, riesce a lanciarsi nel vuoto.

È stato abbattuto due volte nell’arco di poche ore. Ricoverato in ospedale, a tarda notte riceve la notizia che Hitler ha deciso di conferirgli, primo militare in assoluto, le Spade per la sua Croce di Cavaliere.

Generale della Caccia e il successo di “Cerberus”

Il 22 novembre 1941, il leggendario asso Werner Mölders (Direttore della Caccia) muore in un incidente aereo. Pochi giorni dopo, il 5 dicembre 1941, Adolf Galland viene nominato al suo posto come General der Jagdflieger (Generale della Caccia). A soli 29 anni è il più giovane Generale di brigata dell’intera macchina militare tedesca; deve lasciare il comando del suo stormo operativo per gestire la strategia aerea da una scrivania. Nel gennaio del 1942 riceverà anche i Diamanti per la sua massima onorificenza.

In questo nuovo ruolo, tra l’11 e il 13 febbraio 1942, pianifica e dirige magistralmente l’ombrello aereo per l’Operazione Cerberus (il “Channel Dash”). Sotto il naso degli inglesi, una squadra navale tedesca composta dalle grandi navi da guerra Scharnhorst, Gneisenau e Prinz Eugen riesce a transitare indenne attraverso il Canale della Manica, trasferendosi dal porto francese di Brest (troppo esposto ai bombardamenti) alla Germania settentrionale, per proteggere le rotte nel Mar Baltico. Fu il suo più grande successo strategico.

La Difesa del Reich e la crisi dei piloti

Nel maggio del 1943, Galland prova in volo uno dei prototipi del Messerschmitt Me 262, uno dei primi caccia a reazione della storia. Il suo commento è entusiasta: è convinto di avere in mano l’arma definitiva per ripulire i cieli della Germania. Purtroppo per lui, Hitler ordina sul finire del 1943 che l’aereo venga convertito e utilizzato esclusivamente come bombardiere tattico, generando un profondo conflitto insanabile tra Galland, gli alti vertici e il Führer stesso.

Nel corso del 1944, la situazione della caccia diventa disperata. La crisi dei carburanti limita drasticamente le ore di addestramento: i giovani piloti tedeschi vengono mandati in battaglia contro le “Fortezze Volanti” B-17 con appena 30-50 ore di volo totali (e a fine anno persino con 20 ore), scontrandosi con piloti americani o inglesi che vantavano un addestramento solido di oltre 300-320 ore. Il risultato è drammatico: i neopiloti tedeschi raramente superano la terza o quarta missione di combattimento.

Il sogno spezzato del “Grande Colpo” e la rivolta

Nell’autunno del 1944, Galland concepisce un piano disperato denominato “Der Große Schlag” (Il Grande Colpo). L’idea è quella di trattenere a terra i caccia per costituire una riserva strategica di 2.000-3.000 aerei da scagliare in un solo giorno contro i bombardieri alleati. Galland calcola che un attacco di massa simile potrebbe portare all’abbattimento di 400 o 500 bombardieri americani in sole 24 ore. Un tale shock numerico e psicologico costringerebbe gli Alleati a sospendere i bombardamenti diurni per settimane, dando alle fabbriche tedesche il tempo di produrre in massa il jet Me 262 come caccia.

Per fare ciò, Galland ordina ai suoi stormi di non decollare se non in casi estremi, risparmiando carburante e uomini. Tutto questo sforzo viene però vanificato dall’alto comando, che “sequestra” la riserva di Galland per impiegarla nell’Operazione Bodenplatte (1° gennaio 1945): un attacco a bassa quota contro gli aeroporti alleati in Belgio e Olanda. Si rivela un disastro strategico totale: la Luftwaffe perde circa 300 piloti esperti in un giorno solo, molti dei quali abbattuti dalla stessa contraerea tedesca, non avvisata dell’operazione.

Galland si oppone furiosamente, definendo l’operazione il colpo di grazia della caccia. Pochi giorni dopo, Göring lo rimuove definitivamente dall’incarico.

La rimozione di Galland e l’inutile massacro di Bodenplatte innescano la cosiddetta “Rivolta dei Piloti”. I più grandi assi superstiti, guidati da Günther Lützow, Johannes Steinhoff, Hannes Trautloft ed Eduard Neumann, pretendono un incontro con Göring a Berlino il 22 gennaio 1945. Volano parole pesantissime: Göring accusa i piloti di codardia e minaccia di farli fucilare tutti per ammutinamento. Lützow, portavoce degli insorti, lo sfida a viso aperto rispondendo che la caccia sta già morendo in cielo ogni giorno e che la morte non li spaventa.

L’ultimo atto: lo Squadrone degli Assi (JV 44)

Göring si vendica esiliando e disperdendo gli ufficiali ribelli, ma la voce della rivolta arriva a Hitler. Il Führer capisce che Göring ha perso del tutto il polso della situazione e ordina di bloccare le sanzioni. Per togliere Galland e gli altri assi di torno senza trasformarli in martiri nazionali, viene concesso loro di formare un’unità speciale: lo Jagdverband 44 (JV 44), lo “Squadrone degli Assi”.

Gli insorti e gli esiliati si ritrovano così tutti insieme a volare sul Me 262 a reazione, uniti dal rispetto reciproco e dal disprezzo per il loro stesso alto comando.

Arriviamo così al 26 aprile 1945, la missione citata in apertura. Galland decolla per intercettare una formazione di bombardieri, conquista la sua 104ª vittoria totale, ma viene colpito a sua volta da un P-47 Thunderbolt. Con un ginocchio ferito da una scheggia e con entrambi i motori del suo Me 262 gravemente danneggiati e piantati, riesce a planare e compiere un atterraggio d’emergenza sulla pista di Neuburg mentre è sotto i bombardamenti. Sarà la sua ultima missione della guerra.

Il dopoguerra

Catturato dagli americani nel maggio del 1945, viene rilasciato nel 1947. Nel 1948 emigra in Argentina su invito del presidente Juan Perón, dove lavora come consulente tecnico contribuendo alla nascita dell’aviazione militare a reazione del Paese sudamericano.

Rientrato in patria nel 1955, gli viene offerto il comando della neonata Bundesluftwaffe (la nuova aeronautica della Germania Ovest), ma la nomina salta a causa di veti politici legati al suo passato. Diventa così un consulente industriale di grande successo nel settore aerospaziale. Muore a Remagen, il 9 febbraio 1996  all’età di 83 anni; ai suoi funerali a Remagen partecipano, in un ultimo grande segno di rispetto, delegazioni di piloti da caccia provenienti da tutto il mondo.

Ritratto ufficiale di Galland quale Generale della Caccia