Ing. Stelio Frati il creatore dell’F.8 Falco e dell’SF-260
Le Origini e la Nascita
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Nascita: Stelio Frati è nato a Milano l’29 Aprile 1919.
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Il contesto: Cresciuto in un’epoca di grande fermento per l’industria e la meccanica italiana, sviluppa fin da giovanissimo una passione viscerale per il volo, alimentata dalla manualità e dall’ingegno.
La Formazione e gli Studi
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Gli inizi da aeromodellista: Prima ancora di progettare aerei veri, Frati si fa notare nel mondo dell’aeromodellismo e del volo a vela. È stato un modellista eccezionale e campione italiano di volo libero, un’esperienza pratica fondamentale che gli ha permesso di capire intuitivamente i flussi d’aria, i pesi e il comportamento aerodinamico delle strutture leggere.
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Gli studi universitari: Si iscrive al Politecnico di Milano, laureandosi nel 1943 (in piena Seconda Guerra Mondiale) in Ingegneria Meccanica . Quella scuola stava sfornando alcuni dei più grandi ingegneri italiani del secolo, e Frati vi avrebbe poi portato il suo contributo anche come docente e progettista . Nel 1944 torna al Politecnico come assistente al neonato Dipartimento di Aeronautica, insegnando per circa dieci anni mentre proseguiva parallelamente la carriera professionale.
I Primi Anni e il Dopoguerra: I Capolavori in Legno
Terminato il conflitto, l’Italia devastata ha bisogno di ripartire, e l’aviazione leggera cerca nuove strade. Frati si distingue subito per un approccio radicale: eleganza formale, minimalismo strutturale e ricerca della massima efficienza aerodinamica.
Gradualmente Frati divenne un progettista indipendente, disegnando aerei e vendendone poi i diritti di produzione a vari costruttori italiani — un modello di lavoro piuttosto originale per l’epoca.
- Movo FM1 Passero : Fu il suo primo velivolo , un motoaliante capace di volare a 150 km/h con un motore da 20 CV, e nel 1946 pubblicò per Hoepli il libro “L’aliante”, che rimase per anni un testo di riferimento per chi voleva costruirsi un aliante.
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Ambrosini F.4 Rondone (Anni ’50): Collabora con la SAI Ambrosini, dove affina le sue doti. Tra i suoi primissimi progetti di successo spicca l’F.4 Rondone, un velivolo da turismo biposto in legno che stabilisce subito standard elevatissimi di leggerezza e prestazioni.
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Il capolavoro assoluto: l’F.8L Falco (1955): Considerato unanimemente uno dei velivoli da turismo più belli della storia dell’aviazione. Costruito in legno compensato lavorato con una cura artigianale e aerodinamica maniacale, il Falco unisce una linea mozzafiato a doti acrobatiche e di velocità impressionanti, tanto da essere venduto anche in kit di montaggio per i costruttori amatoriali negli Stati Uniti .
L’Era del Metallo e la “Ferrari dei Cieli”
Con il passare degli anni, l’industria richiede materiali più robusti e duraturi. Frati dimostra di saper dominare con la stessa maestria anche le leghe leggere.
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F.15 Picchio (1959): Il primo velivolo di Frati a struttura interamente metallica (con rivestimento in compensato incollato per mantenere la perfetta e liscia aerodinamica della superficie).
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SIAI-Marchetti SF-260 (1964): L’opera magna di Stelio Frati. Nato inizialmente come F.250, questo velivolo monoposto/biposto/triposto ad alte prestazioni conquista il mondo intero. Con linee aggressive, un tettuccio a goccia che garantisce visibilità a 360 gradi e doti di volo eccezionali, viene adottato da decine di aeronautiche militari come addestratore basale e aereo acrobatico. È lui il leggendario velivolo universalmente soprannominato “la Ferrari dei cieli”.
La Maturità, la GeneralAvia e il SIAI SF-600 Canguro
Negli anni ’70 Frati fonda la GeneralAvia, una società di progettazione e consulenza aeronautica con sede a Bresso (Milano), attraverso cui continua a firmare velivoli innovativi.
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SIAI-Marchetti SF-600 Canguro (1978): Un bimotore turboelica utility pensato per il trasporto leggero, il lancio di paracadutisti e il carico merci in condizioni operative difficili. Un progetto estremamente razionale, robusto e versatile.
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Altri velivoli notevoli della scuderia GeneralAvia includono il F.20 Pegaso e il F.22 Pinguino.
L’Eredità
Stelio Frati si è spento a Milano nel 2010, lasciando un’eredità fatta di velivoli che ancora oggi volano in tutto il mondo, coccolati da piloti e collezionisti che considerano possedere un “Frati” alla stregua di guidare un’opera d’arte italiana d’autore.
Aerei di Stelio Frati attualmente in produzione
Nessun velivolo interamente progettato da Stelio Frati è attualmente in produzione di serie continuativa da parte di un grande costruttore aeronautico, compreso lo stesso SF-260 (la cui produzione attiva da parte di Leonardo/Aermacchi si è conclusa nel corso degli anni, pur rimanendo in servizio in tantissimi esemplari in tutto il mondo).
Tuttavia, l’eredità produttiva e i progetti di Frati hanno avuto una vita commerciale particolarissima attraverso vari canali:
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I “Kit” per costruttori amatoriali (Il Falco F.8L):
Il mitico Falco non è uscito da una catena di montaggio industriale tradizionale in grandi serie, ma la sua storia produttiva è legata a doppio filo alla costruzione amatoriale. I diritti furono acquistati dalla Seqair negli Stati Uniti, che per decenni ha fornito i kit di montaggio in legno compensato di altissima precisione ai piloti-costruttori di tutto il mondo, ma che ha chiuso nel 2014 . Ancora oggi, chi vuole un Falco se lo costruisce (o lo fa finire) partendo da quei progetti ingegnerizzati millimetricamente da Frati e sono disponibili gratuitamente ai seguenti link : http://seqair.com/Store/Plans/Plans.html
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I progetti ereditati e la linea GeneralAvia / Avio:
Vari velivoli nati dalla sua matita con la GeneralAvia (come il biposto turistico-addestratore F.22 Pinguino) hanno visto nel corso degli anni tentativi e passaggi di mano per riportarli in linea di montaggio o produrli su licenza (ad esempio in Sud America o con iniziative europee come la Avio International).
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Il ramo ultraleggero (Golden Avio F30):
Negli ultimi anni della sua vita, Frati ha messo la sua geniale firma anche sul progetto del Golden Avio F30, un velivolo ultraleggero avanzato pensato per la categoria LSA (Light Sport Aircraft) e concepito proprio per trasferire le sue leggendarie doti di volo e aerodinamica nel settore moderno del volo da diporto , ma sul sito della Golden Avio il progetto risulta in vendita segno che non ci sono i capitali o la possibilità di industrializzarlo .Alla fine, il progetto è rimasto una specie di “gioiello per Patek Philippe dei cieli”: un esercizio di stile straordinario, pulito, con quel piacere di volo tipico di Frati, ma schiacciato dalle logiche spietate della produzione industriale di serie.
Quindi, più che una produzione industriale di massa ininterrotta (fatta eccezione per i decenni d’oro del 260), i velivoli di Frati vivono oggi di una produzione di nicchia, di kit amatoriali di altissimo livello e, soprattutto, di un immenso mercato dell’usato e del collezionismo aeronautico in cui i suoi aeroplani sono considerati veri e propri oggetti di culto.
Ecco la cronologia completa dei progetti di Stelio Frati, dalla sua prima creazione fino agli ultimi lavori:
Anni ’40 — Gli esordi
- FM.1 Passero (1947) — motoaliante, un esemplare costruito da Ditta Movo. Il suo primo velivolo.
Anni ’50 — La stagione dei monoplani in legno
- F.4 Rondone (1951) — un esemplare costruito dal CVV, seguito da una serie di nove esemplari realizzati da Aeronautica Lombarda e Ambrosini
- F.5 (1952) — un esemplare costruito da Caproni
- F.6 Airone (1954) — un esemplare costruito da Pasotti
- F.7 Rondone (1954) — costruito da Pasotti
- F.8 Falco (1955) — il suo capolavoro più celebre, costruito da Aviamilano, Aeromere, Laverda, e in versione amatoriale dalla Sequoia in Virginia .
- F.9 Sparviero (1956) — un esemplare costruito da Pasotti
- F.14 Nibbio (1958) — costruito da Aviamilano
- F.15 Picchio (1959) — costruito da Procaer e successivamente da General Avia
Anni ’60 — L’apice commerciale
- F.400 Cobra (1960) — un esemplare costruito da Procaer
- F.250 (1964) — costruito da Aviamilano
- F.260 (1964) — costruito da Aviamilano, poi prodotto su licenza da SIAI-Marchetti come SF.260, il suo maggior successo commerciale
- F.480 — progetto non completato
Anni ’70-’80 — La fase con General Avia
- F.20 Pegaso (1971) — costruito da General Avia
- SF.600 Canguro (1978) — un esemplare costruito da General Avia, poi prodotto su licenza da SIAI-Marchetti progetto passato in Agusta e poi ceduto a Vulcan Air ma senza un effettivo seguito produttivo
- F.20TP Condor (1983) — un esemplare costruito da General Avia
- F.1300 Jet Squalus (1987) — costruito da Promavaia, uno dei rari progetti a getto
- F.22 Pinguino (1989) — un esemplare costruito da General Avia
Ultimi anni — I progetti conclusivi
- F.1000, F.2500, F.3000 (mai realizzato) e F.3500 Sparviero — progetti più tardi, alcuni rimasti solo su carta
- F.30 Golden Avio (2012) — quattro esemplari costruiti da Golden Avio, uscito postumo, sviluppo dell’ultimo progetto a cui Frati lavorò prima di morire nel 2010
Le Fonti
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Biografia e Formazione di Stelio Frati: Riferimenti storici generali sulla vita, la laurea al Politecnico di Milano nel 1943 e i trascorsi nell’aeromodellismo (documentati nelle biografie storiche dell’aviazione italiana e nei volumi dedicati ai grandi progettisti aeronautici).
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Produzione e modelli storici (Falco F.8L, Picchio F.15, SF-260): Testi di storia dell’aviazione leggera e cataloghi dei costruttori (come i dati storici sulla Aviamilano, SIAI-Marchetti e sui kit amatoriali della Sequoia Aircraft).
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Evoluzione del SIAI-Marchetti SF-600 Canguro: Evoluzione industriale e passaggi societari documentati nel settore aeronautico italiano fino alle varianti attuali (Vulcanair).
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Golden Avio F30: Dati tecnici, certificazioni (LTF-UL tedesca e DGAC francese) e stato attuale del progetto desumibili dal sito ufficiale del produttore (Golden Avio / Golden Car) e dai registri storici dei velivoli ultraleggeri.
Galleria Fotografica
Ing. Stelio Frati

F.8 Falco

Siai SF-260

F.15 Picchio

