QUANDO NON VUOI DECOLLARE E INVECE DECOLLI E POI TI DOMANDI COME ATTERRARE

Dicembre 1998  sto facendo il corso per pilotare il deltaplano a motore , fino a quel giorno avrò fatto si e no 4 lezioni con pochissimi atterraggi e tutti con la mano dell’istruttore sulla barra , in attesa dell’arrivo dell’istruttore mi diletto a fare brevi rullaggi sulla pista ad un certo punto o esagero io o arriva una raffica di vento ma il risultato è che mi trovo in volo con la testata pista che si avvicina e con essa un campo di nocciole dove non e’ molto carino schiantarsi quindi per forza lo devo tirar su.

Ora sono in volo e la domanda che mi pongo in quel momento è “Come diavolo lo riporto giù ?” ,   oltretutto non stiamo parlando di una pista di un’aeroporto ma di una pista amatoriale che da un lato ha  una bellissima linea ad alta tensione che quindi obbliga a scendere in spirale e dall’altro lato un bosco, altra complicazione  per come tira il vento quel giorno la direzione di atterraggio è  quella che passa dalla linea ad alta tensione .

Alla fine dopo un paio di tentativi e con l’aiuto di qualche santo,  tirato giù dal paradiso durante i tentativi non riusciti ,  riesco a mettere le ruote sulla terra sia pure al prezzo della distruzione completa del delta ma fortunatamente senza danni fisici   !

All’epoca mi sembrava di aver compiuto chissà quale impresa , invece ho scoperto che la stessa impresa il 22 Luglio del 1966  la fece il Wing Commander Walter “Taffy” Holden e ufficiale del ramo tecnico della RAF , che era salito sul Lightning matricola  XM135 per effettuare una semplice prova a terra e invece il Lightning durante un rullaggio decise diversamente e pure lui si trovò in volo con il problema di come riportarlo a terra senza averne mai pilotato uno visto che era un ufficiale tecnico che aveva all’attivo solo il brevetto di volo per  aerei ad elica e non   aveva mai pilotato un jet né, ovviamente,   quel  missile  del Lightning  .

 

In uno degli articoli presenti in questo sito abbiamo accennato alla  catena di eventi che porta all’incidente , ne abbiamo scritto [qui], anche in questo caso possiamo dire che ci sia una catena di eventi , quindi

  • Primo evento :
    • Il Lightning ha un problema elettrico che compare durante l’accelerazione iniziale
  • Secondo evento
    • Non ci sono piloti collaudatori disponibili
  • Terzo evento
    • Il N33 Maintenance Unit basato sull’aeroporto di Lyneham a cui apparteneva Holden è in fase di smobilitazione , con licenziamento anche del personale civile , e gli aerei devono essere spostati ai reparti di destinazione e quel Lightning   rischia di far saltare i piani e già sente nelle orecchie i comandanti che bofonchiano sui ritardi

Quindi abbiamo i primi 3 eventi della catena , ci sommiamo  che per fare il test si tratta di fare una 30 ina  metri e che è lo stesso pilota collaudatore che suggerisce a Holden di effettuare personalmente il test .

Ora l’aereo non dovendo volare e’ cosi configurato :

      • canopy rimosso;
      • seggiolino eiettabile disattivato;
      • carrello bloccato esteso;
      • niente casco;
      • niente radio quindi le comunicazioni con il personale a terra avvengono tramite segnali manuali.

Alla fine Holden decide di fare il test cosi da provare a risolvere il guasto quindi  si siede nell’abitacolo , avvia i motori e iniziano i test :

  • Primo rullaggio → prova del sistema.
  • Si ferma e controllano.
  • Secondo e terzo rullaggio → il problema continua a essere cercato/riprodotto.
  • Durante un rullaggio → Holden porta le manette troppo oltre, oltre il blocco del postbruciatore .
  • Si inserisce la postcombustione.
  • Il Lightning accelera ben oltre quanto previsto.
  • Holden non riesce a disinserire immediatamente il postbruciatore .
  • A quel punto il problema non è più «riuscirò a riprodurre il guasto?»  ma diventa: «O per dindirindina  , sto per decollare.»

La catena di eventi si e’ chiusa , Holden si trova in volo su un’aereo senza canopy ,  senza casco , senza possibilità di eiettarsi infatti il seggiolino ha ancora inseriti i dispositivi di sicurezza previsti per le prove a terra  e senza radio visto che come normale la radio viene collegata al casco ma non essendoci il casco ….

Ora Holden innanzitutto  la prima cosa che fa è cercare i comandi per disinserire il postbruciatore e per sua fortuna  il capotecnico dei motori gli aveva spiegato dove fossero quindi  riesce a trovare i pulsanti di disattivazione dietro le manette e riduce la velocità a circa 250 nodi.

Ora deve semplicemente  imparare a pilotare un English Electric Lightning mentre lo sta già pilotando.

La sua esperienza sui Tiger Moth, Harvard e Chipmunk gli permette almeno di sapere cosa deve fare un aeroplano, ma il Lightning è un’altra cosa. Fa un primo tentativo di atterraggio, si rende conto che velocità, quota e discesa non sono quelle giuste e riattacca. Anche il secondo tentativo va male.

Alla fine decide di fare un circuito più largo e di arrivare dalla direzione opposta, perché in caso di uscita di pista davanti a lui ci sarebbe stata la valle anziché il paese.

E poi arriva la scena da film: atterra praticamente di coda, sfruttando l’istinto acquisito sugli aeroplani con ruotino posteriore. La coda colpisce la pista, rompe il cavo del paracadute frenante e il Lightning rimane senza paracadute . Holden pianta i freni e riesce comunque a fermarlo circa 91 metri  prima della fine della pista.

Tempo totale in volo: circa 12 minuti.

L’inchiesta

Ci si aspetterebbe che questo volo segni la fine della carriera e cacciata dalla RAF con un verdetto del tipo  “Holden ha combinato un disastro”, invece finisce in tutt’altra maniera vediamo le conclusioni dell’inchiesta :

  • Holden non ha violato gli ordini contenuti nel Flight Order Book. Quindi non risulta che avesse deliberatamente disobbedito alle procedure.
  • Emerge però una lacuna procedurale: gli ordini non prevedono adeguatamente che un ufficiale del ramo tecnico possa effettuare questo tipo di prove investigative sul Lightning. Per questo le disposizioni vengono  successivamente modificate.
  • L’inchiesta stabilisce  anche che, alla fine, Holden ha  salvato sé stesso, l’aereo e le persone che avrebbe potuto colpire.
  • Il guasto elettrico viene  infine individuato: sono  rimasti nel cablaggio dei fili appartenenti a un vecchio pulsante di prova a terra mai installato, relativo all’inverter di riserva. Uno di questi fili entra   in contatto con la radio UHF quando questa si muoveva sui suoi supporti durante l’accelerazione.

Holden, essendo il comandante dell’unità, deve poi presentarsi davanti all’Air Marshal Sir Kenneth Porter. Holden teme  seriamente che la sua carriera sia finita e persino che gli possano togliere le ali.

Porter gli pone praticamente questa domanda:

«Con la limitata esperienza di volo che avevi, non sarebbe stato meglio lasciare la prova a un pilota collaudatore esperto e abilitato sul Lightning?»

Holden risponde .

E Porter, a quel punto, invece di massacrarlo disciplinarmente, gli racconta alcuni dei propri incidenti di volo e Holden rimane nella RAF fino alla pensione.

E il Lightning?

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, XM135 non finì demolito. Venne riparato e tornò regolarmente in servizio. Passò poi al Target Facilities Flight di Leuchars e successivamente alla No. 60 Maintenance Unit.

Dopo aver totalizzato 1.343 ore di volo, il 20 novembre 1974 venne trasferito al Imperial War Museum di Duxford, dove è ancora oggi esposto.

Insomma, il Lightning sopravvisse all’incontro con Taffy Holden e finì addirittura in un museo.

Se non e’ una conclusione a tarallucci e vino poco ci manca , invece io venni gentilmente pregato di togliere i rottami del delta dal campo di volo e di cambiare Hobby,  perchè  mi venne fatto notare che l’epopea dei Kamikaze era terminata con la resa del Giappone .

Fonti

  • Walter “Taffy” Holden, “Wing Commander ‘Taffy’ Holden’s inadvertent flight in Lightning XM135”, pubblicato da The Old Haltonians. È il resoconto personale di Holden e la fonte principale per la ricostruzione dell’incidente, delle motivazioni del test, della configurazione dell’aereo, del volo e dell’inchiesta. The Old Haltonians – Walter “Taffy” Holden’s inadvertent flight in Lightning XM135
  • Royal Air Force Halton Apprentices Association / The Haltonian, A Memorable Fright. Ripubblicazione del racconto di Holden con il contesto relativo alla chiusura della No. 33 Maintenance Unit e alle conseguenze dell’incidente. A Memorable Fright – Beds & Herts Counties, Royal British Legion
  • “Holden’s Lightning flight”, Wikipedia. Utile come fonte secondaria per la cronologia dell’incidente, le caratteristiche di XM135, il successivo rientro in servizio e la conservazione dell’aereo a Duxford. Holden’s Lightning flight

 

Il Lightning di Holden esposto all’Imperial War Museum di Duxford ,  nonostante aver impegnato diverse AI per cercare foto di Holden non siamo riusciti a trovarne neanche una .