OPERAZIONE DIAMOND
16 Agosto 1966 vi chiamate Munir Redfa è siete uno dei migliori piloti della Al-Quwwat al-Jawwiya al-Iraqiyya , ovvero dell’Aeronautica militare irachena, e state pilotando un gioiellino tecnologico chiamato Mig 21 F-13 , l’aereo al momento e’ la punta di lancia dell’Aeronautica Sovietica e viene ceduto ai paesi alleati solo a fronte di precise garanzie che vengano pilotati da personale sicuro e capace , quindi voi Munir fate in certo senso parte di questa ristrettissima elite di piloti .
La missione è iniziata come normalissima attività addestrativa dalla base nei pressi di Baghdad , tutto bene la vostra CGI, la guida caccia Irakena che secondo le tattiche Sovietiche, ne abbiamo parlato in occasione dell’articolo sulla scuola dei Top Gun sovietici che trovare qui, vi tiene sotto controllo non dandovi la minima possibilità di iniziative personali ,
Invece con orrore i controllori vedono la vostra traccia radar che si allontana dalla rotta prevista e punta verso Ovest. Capiscono immediatamente che qualcosa non va e vi ordinano via radio di interrompere la manovra e tornare indietro. Ma voi spegnete la radio e continuate a volare verso la Giordania. A quel punto i vostri colleghi controllori dell’Aeronautica irachena hanno ormai capito che non si tratta più di una normale deviazione dalla rotta ovvero state disertando , ma possono fare poco prima che raggiungete il confine Giordano .
Quindi superate il confine Giordano ad alta quota e vi trovate agganciati dai Radar Giordani che fanno decollare i propri intercettori ma gli Hawker Hunter possono fare poco per raggiungervi.
E qui arriva il colpo di fortuna che probabilmente salva la missione , i giordani chiedono ai siriani informazioni su quel MiG che sta attraversando il loro spazio aereo e da Damasco arriva la risposta che nessuno avrebbe potuto sperare di ricevere , è un MiG siriano impegnato in una normale missione di addestramento .
Quindi filate dritti verso il confine Israeliano dove venite affiancati da 2 Mirage III che vi scortano fino alla base di Hatzor nel centro di Israele e dove atterrate e consegnate l’aereo alle FFAA Israeliane , li il Mossad come da accordi per la sicurezza tua e della tua famiglia, via aiuta a trasferirvi definitivamente in un Paese occidentale dove cercate una normalità che, a causa del peso storico della vostra azione, non sarà mai del tutto semplice. Le ultime notizie vi danno come scomparso alla fine degli anni ’90 .
Il vostro aereo sarà studiato a fondo , scoprendo le sue debolezze che saranno molto utili nella guerra dei 6 giorni dell’anno successivo quando l’aviazione israeliana affronterà i Mig 21 .
Una piccola curiosità l’aereo verrà incorporato nei ranghi dell’Aeronautica israeliana, ricevendo il numero 007. Un omaggio a James Bond che, considerando che dietro alla sua cattura c’è il Mossad, sembra quasi inevitabile..
Questa è la versione raccontata del più clamoroso caso degli anni 60 di un gioiello tecnologico Sovietico finito in mani Israeliane e di conseguenza Occidentali , quindi vediamo la storia dietro a questo clamoroso colpo del Mossad .
La Genesi
Nel 1956 durante la Giornata della Aviazione Sovietica a Tushino l’Unione Sovietica presenta al mondo intero il Mig 21 , un’aereo che per le sue prestazioni fù uno shock per gli osservatori dei paesi occidentali li presenti , rappresentando anche un serio pericolo per la supremazia Tecnologica aerea Occidentale , chiaramente si cerca di conoscere qualcosa in più sull’aereo che a partire dal 1959 inizia a diventare la dotazione standard dei reparti di punta Sovietici .
L’arrivo nel Medio Oriente
All’inizio degli anni Sessanta, l’Unione Sovietica comincia a rifornire i suoi alleati mediorientali del suo fiore all’occhiello: il MiG-21. È un caccia supersonico, veloce, temibile, e rappresenta un incubo potenziale per i cieli di Israele. Né gli israeliani né gli Stati Uniti sanno davvero come affrontarlo o quali siano i suoi punti deboli. Il capo dell’Aeronautica israeliana fa una richiesta che sembra impossibile ai servizi segreti: «Procuratemi un MiG-21 integro».
I fallimenti iniziali (Prima di fare centro)
Prima di riuscire nell’impresa, il Mossad colleziona tentativi rocamboleschi e fallimenti drammatici:
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Un primo tentativo in Egitto fallisce miseramente quando il pilota arruolato tradisce i contatti e gli agenti del Mossad vengono scoperti.
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Altri tentativi di corrompere o avvicinare piloti in Medio Oriente sfociano in inciuci pericolosi, con pressioni estreme e colpi di scena degni di un thriller.
Ormai al Mossad disperano di poter agganciare qualcuno quando , grazie a un’opera di intelligence raffinata di una agente del Mossad sotto copertura ,spesso descritta nelle cronache come una donna attraente che si spacciava per occidentale, a volte citata come The American woman o con nomi di copertura che è riuscita ad infiltrare gli ambienti dell’alta società e dei circoli militari a Baghdad, individua e fa amicizia con Munir Redfa.
Frequentandolo, la donna ascolta le sue frustrazioni professionali, il malcontento per le discriminazioni subite in quanto cristiano assiro e il disgusto per i bombardamenti contro i curdi. Capisce che è l’uomo perfetto: un pilota d’élite amareggiato dal proprio regime.
Quindi viene sviluppato un piano a tappe infatti è proprio questa agente che, dopo aver coltivato la relazione e averlo spinto a compire un viaggio in Europa con la scusa di una vacanza , gli svela la sua reale identità , e a Roma lo fà incontrare con altri agenti del Mossad che gli fanno una offerta milionaria del Mossad oltre alla garanzia che la sua famiglia verrà fatta fuggire clandestinamente dall’Iraq perchè sà perfettamente che se parte lasciando moglie e figli a Baghdad, il regime iracheno non ci avrebbe messo molto a fargliela pagare nel peggiore dei modi.
Scatta l’operazione
Ecco come il Mossad gestìsce questa fase delicatissima:
L’operazione prevede innanzitutto che la famiglia la moglie, i figli e altri parenti stretti devono lasciare l’Iraq , chiaramente non è che Munir Redfa un giorno può tornare a casa e annunciare che domani scappano perchè lui ha da fare una cosetta da nulla, diciamo solo consegnare un Mig 21 agli Israeliani , quindi li convince a lasciare l’Iraq con una scusa plausibile, come un viaggio di famiglia o un pellegrinaggio in Europa (spesso si parla di una vacanza organizzata a Teheran o in Europa) e questo avviene ai primi di Agosto del 1966 una volta fuori dall’Iraq vengono presi in consegna dagli agenti del Mossad e , attraverso una rete clandestina , passando per confini sicuri e paesi terzi, fino a farla arrivare sana e salva in territorio israeliano.
Il 16 agosto 1966 (mattina) Munir Redfa ascolta la radio israeliana in lingua araba (Kol Yisrael) trasmettere la canzone “Marhabtayn Marhabtayn” (che in arabo significa “Doppio benvenuto” o “Benvenuto e benvenuto due volte”) che è il segnale convenuto che i suoi cari sono al sicuro fuori dall’Iraq e che può salire sul suo MiG-21 per compiere il volo verso Israele e il resto e’ il racconto riportato nella parte iniziale di quest’articolo .
Le fonti
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Saggi di Intelligence e Storia Militare:
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Uri Dan, Dennis Eisenberg ed Eli Landau (storici e giornalisti investigativi che per primi hanno ricostruito in dettaglio i dossier segreti del Mossad e le missioni sotto copertura in Medio Oriente).
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I rapporti storici desecretati dell’Israeli Air Force (IAF) e gli archivi ufficiali del Mossad relativi ai successi di intelligence degli anni ’60.
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Programmi di Valutazione Tecnica Militare:
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I programmi di analisi congiunta tra Israele e Stati Uniti, in particolare il programma statunitense HAVE DOUGHNUT, attraverso cui il MiG-21F-13 sequestrato fu testato in volo nei deserti americani per sviscerarne ogni segreto aerodinamico e di pilotaggio.
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Cinema e Cultura Popolare:
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Il film drammatico-storico “Steal the Sky” (1988), incentrato proprio sulla vicenda umana e sul reclutamento di Munir Redfa da parte dell’intelligence israeliana.
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