Cecile Pearl Witherington Cornioley

 

Parigi 13 settembre 2004 , salone della  Ambasciata Britannica in Francia ,   la Regina Elisabetta II si avvicina a una donna di novant’anni, minuta ma dallo sguardo d’acciaio. Le appunta sul petto l’onorificenza di CBE (Commander of the Most Excellent Order of the British Empire). In quel momento, rompendo il rigido protocollo reale, la sovrana le sussurra: “Ci è voluto molto tempo, vero? Avremmo dovuto farlo molto prima” (“It’s taken a long time, hasn’t it? We should have done this much earlier.”).

Chi era la persona con cui la Regina Elisabetta II ha sentito il dovere di scusarsi a nome di un intero impero?

Le Origini

Pearl nasce il 24 giugno 1914 a Parigi da genitori britannici che vivevano in Francia.Quando la sua famiglia cade in miseria, viene virtualmente adottata dai Mallet, una facoltosa famiglia dell’alta borghesia parigina. Questa educazione le permette non solo di studiare, ma di acquisire una padronanza assoluta e senza la minima sfumatura d’accento della lingua francese: lo strumento fondamentale che, anni dopo, le salverà la vita davanti ai controlli della Gestapo.

Nel 1937, grazie alle sue doti, Pearl entra a lavorare come segretaria presso l’Ambasciata britannica a Parigi, collaborando strettamente con l’addetto navale. È qui che entra per la prima volta in contatto con il mondo dei documenti riservati e dei codici militari. Quando nel 1940 le armate di Hitler invadono la Francia, Pearl si occupa personalmente di bruciare le carte segrete dell’ambasciata prima dell’arrivo dei tedeschi. Dopo una rocambolesca fuga attraverso la Spagna, nel 1941 riesce finalmente a raggiungere Londra. Trova lavoro come segretaria al Ministero dell’Aria, ma la vita d’ufficio le va stretta. Vuole tornare in Francia a combattere.

Il servizio nel SOE

Viene notata dagli uomini di Maurice Buckmaster, capo della Sezione F del SOE ovvero il servizio segreto voluto da Churchill per “incendiare l’Europa”.

Qui inizia la sua vera trasformazione. Niente fronzoli ,  l’addestramento del SOE nelle basi isolate della Scozia e della New Forest è brutale. Pearl impara a:

  • Maneggiare il plastico (l’esplosivo flessibile) e a piazzarlo sui binari ferroviari.

  • Sparare con precisione millimetrica usando la pistola d’ordinanza Welrod silenziata e il mitra Sten.

  • Cifrare e decifrare messaggi in codice Morse, sapendo che tre minuti di trasmissione continua sono il limite massimo prima che i furgoni radiogoniometrici della Gestapo intercettino il segnale.

Nella notte del 22 settembre 1943, Pearl compie il grande salto. Si lancia con il paracadute nei cieli sopra la Touraine. Il suo nome in codice è Pauline.

 Il comando del Maquis Wrestler

Inizialmente Pearl è solo un’esperta di logistica e collegamenti. Ma nel maggio del 1944, l’arresto da parte dei tedeschi del capo della sua rete (Stationer) cambia tutto. La rete rischia di polverizzarsi sotto i colpi della Gestapo. È in questo momento che la ragazza minuta si trasforma in comandante.

Pearl decide di spaccare in quattro la vecchia rete e assume il comando diretto del settore dell’Indre, fondando il Maquis Wrestler. Il compito è titanico:

Si ritrova a capo di oltre 1.500 partigiani francesi. Uomini duri, spesso diffidenti, che inizialmente guardano con scetticismo quella giovane donna inviata da Londra.

Pearl si guadagna il rispetto sul campo con una disciplina di ferro e una precisione militare assoluta.

La strategia del ferro e del fuoco I sabotaggi

Durante la pianificazione del D-Day, il SOE attivò il Piano Green (taglio delle ferrovie) e il Piano Violet (taglio delle telecomunicazioni). Gli uomini e le donne al comando di Pearl eseguirono questi ordini con precisione chirurgica nell’area dell’Indre e della Valle della Loira.

Ecco una sintesi dettagliata dei loro principali atti di sabotaggio

La strategia del ferro e del fuoco: I sabotaggi del Maquis Wrestler

Sotto la direzione di Pearl Witherington (ora nota come Comandante Pauline), il Maquis Wrestler si trasformò in una macchina da guerriglia logistica. Tra il giugno e l’agosto del 1944, la sua rete mise a segno colpi devastanti:

  • Il blocco della linea Parigi-Bordeaux: Utilizzando il plastico fornito dai lanci notturni della RAF, le squadre di Pearl fecero saltare i binari in oltre 80 punti strategici. Questo interruppe il flusso di rifornimenti pesanti tedeschi verso il fronte della Normandia, costringendo i treni militari a lunghe deviazioni o a scaricare i carri armati lontano dal fronte.

  • La paralisi della Divisione SS Das Reich: Questo è il capolavoro strategico della rete. La famigerata 2ª Divisione Panzer SS Das Reich, di stanza a Montauban, ricevette l’ordine di raggiungere la Normandia subito dopo lo sbarco. I sabotaggi continui ai binari e ai ponti stradali orchestrati da Pearl nella zona dell’Indre costrinsero la divisione a muoversi su strada, consumando carburante prezioso e subendo imboscate. Il tragitto, che doveva durare 3 giorni, richiese più di due settimane.

  • L’attacco al nodo ferroviario di Châteauroux: Le squadre di sabotatori penetrarono nello scalo ferroviario, distruggendo gli scambi principali e mettendo fuori uso le locomotive colando acido nei motori o piazzando cariche magnetiche (limpet mines) sulle caldaie.

  • Il taglio delle comunicazioni (Piano Violet): Pearl coordinò il taglio sistematico dei cavi telefonici sotterranei a lunga distanza della ditta Postes, Télégraphes et Téléphones (PTT) utilizzati dalla Wehrmacht. Questo costrinse i comandi tedeschi locali a comunicare via radio, esponendo i loro messaggi alle intercettazioni di Bletchley Park tramite Enigma.

  • La resa della colonna Elster (Settembre 1944): Verso la fine dell’occupazione, la pressione del Maquis Wrestler sulle vie di ritirata fu talmente asfissiante che la colonna tedesca del generale Botho Elster (circa 20.000 uomini) si vide la strada sbarrata. Pur di non arrendersi ai partigiani (temendo rappresaglie), Elster negoziò la resa direttamente con gli americani, ma ammise che furono i continui attacchi logistici della Resistenza locale a rendergli impossibile la ritirata.

Il ritorno in Inghilterra e l’avanzata in Germania:

Una volta liberata la zona e scortata la resa di Elster, nel settembre 1944 Pearl rientra brevemente a Londra. Ma la sua guerra non è finita. Riassegnata alla Sezione I del SOE, torna sul continente europeo al seguito delle armate alleate che avanzano verso la Germania. Il suo compito, altamente delicato, consiste nel muoversi nelle retrovie dell’avanzata per localizzare, proteggere e rimpatriare i prigionieri di guerra alleati e gli agenti segreti rimasti intrappolati oltre le linee nemiche.

 

L’ingratitudine e il rifiuto del dopoguerra

A guerra finita, con la Francia finalmente liberata, per Pearl inizia la battaglia più amara: quella contro la burocrazia.

Quando il governo britannico le propone la medaglia del Most Excellent Order of the British Empire (MBE) nella categoria “civile”, Pearl la rimanda indietro con sdegno. La sua risposta a Whitehall rimarrà nella storia: “Non c’era assolutamente nulla di civile in quello che ho fatto. Ho guidato tre battaglioni di partigiani contro i tedeschi, non ho fatto la segretaria”. Davanti a tanta fermezza, Londra fà  marcia indietro e le conferisce la versione Militare dell’onorificenza. Comunque la burocrazia inglese riesce a superarsi negandole le Parachute Wings (il brevetto da paracadutista): il regolamento prevede almeno 5 lanci, ma Pearl ne ha fatti 3 in addestramento e il 4° operativamente nel buio della notte francese. Per i passacarte il numero è insufficiente.  

Pearl Witherington ricevette le sue Parachute Wings nel 2006, all’età di 92 anni, dopo aver lamentato per decenni che non le erano mai state assegnate nonostante avesse effettuato:

  • 3 lanci di addestramento,
  • 1 lancio operativo (quello in Francia nel 1943)

Arriviamo al  2002 quando un istruttore RAF (Cowsill) la vede in TV raccontare la sua missione rimane colpito dal fatto che non avesse mai ricevuto le wings. Quindi avvia una procedura interna per riconoscerle ufficialmente e nel 2006 la RAF organizza la cerimonia.

Le “wings” le vengono  consegnate da:

  • Sqn Ldr Rhys Cowsill, istruttore di paracadutismo della RAF
  • Major Jack Lemmon, Parachute Regiment

Entrambi si recano nel suo ritiro in Francia (Chateauvieux) per consegnarle il distintivo.

 Ma il vero muro di gomma Pearl e suo marito Henri Cornioley lo trovarono a Parigi. Per la neonata Repubblica gaullista, l’esistenza di un esercito partigiano nell’Indre che parlava francese ma rispondeva ai soldi, alle armi e ai codici radio di Churchill era una macchia intollerabile sul mito della “Francia liberata da se stessa” ne abbiamo parlato [qui] . Il ruolo di Pearl venne ridimensionato, i gradi di Henri non vennero riconosciuti e la loro epopea venne archiviata come una scomoda interferenza straniera.

Il dopoguerra

Dopo la fine della guerra e la smobilitazione dal SOE, Pearl Witherington decise di voltare definitivamente pagina rispetto al mondo dello spionaggio e delle armi. Scelse di rimanere in Francia insieme all’uomo della sua vita, il partigiano Henri Cornioley, che sposò nell’aprile del 1945.

Per guadagnarsi da vivere nel difficile dopoguerra parigino, Pearl sfruttò nuovamente la sua dote migliore — il bilinguismo perfetto — unita alla sua straordinaria precisione organizzativa. Trovò lavoro come segretaria e rappresentante per un’importante azienda di profumi francese (la Coty). Successivamente, lavorò a lungo come segretaria e assistente esecutiva per una grande compagnia farmaceutica britannica che aveva aperto la sua filiale a Parigi.

In pratica, tornò a fare il lavoro d’ufficio che faceva prima del conflitto, conducendo per decenni una vita apparentemente ordinaria e riservata nella periferia di Parigi. Chi la incontrava in quegli anni vedeva solo un’impiegata elegante, discreta e meticolosa, senza avere la minima idea che quella signora di mezza età, trent’anni prima, era stata il Comandante Pauline, un ufficiale capace di far saltare in aria le linee ferroviarie del Terzo Reich e di gestire migliaia di guerriglieri.

Solo a partire dagli anni ’80, con la declassificazione dei documenti segreti del SOE da parte del governo di Londra e l’uscita delle prime biografie, il mondo (e i suoi stessi vicini di casa) scoprì finalmente chi fosse in realtà quella tranquilla segretaria bilingue.

Pearl Witherington muore il 24 febbraio 2008, all’età di 93 anni.

Si spegne in una casa di riposo a Château-du-Loir, un piccolo comune francese situato nel dipartimento della Sarthe, nella regione dei Paesi della Loira (quindi non lontano dalle stesse zone della Valle della Loira che aveva contribuito a liberare sessant’anni prima). Suo marito Henri Cornioley l’aveva preceduta scomparendo nel 2004, pochi mesi dopo quella storica visita della Regina a Parigi.

Con la sua morte si è chiusa l’esistenza di una delle ultime grandi leggende della Sezione F del SOE.

Fonti e approfondimenti:

    • Witherington Cornioley, P. (2004). Code Name Pauline: Memoirs of a World War II Special Agent. Chicago Review Press.

    • Foot, M.R.D. (2004). SOE in France: An Account of the Work of the British Special Operations Executive in France, 1940-1944. Frank Cass Publishers.

    • National Archives (UK), File HS 9/1594/3: Record of service of Pearl Witherington.

Cecile Pearl Witherington Cornioley nel 1944