FIAT 2000 Il primo Carro Armato pesante Italiano
Attorno al 2018 venni in contatto con un gruppo di appassionati della Associazione Nazionale Carristi che volevano ricostruire il I Carro Armato pesante Italiano ovvero il Fiat 2000 , il tutto basandosi sul progetto ricostruito dall’Ing. Mario Italiani , realizzai anche un sito WEB e dei filmatini promozionali , poi una volta che il progetto passò di mano uscii dal gruppo . La copia del carro armato infatti poi venne effettivamente realizzata dal Cav. Giancarlo Marin che possedeva una azienda Metallurgica e ben altri mezzi economici che provvide alla effettiva realizzazione del mezzo e il carro armato attualmente fa parte della collezione del Museo delle Forze Armate 1914-45 di Montecchio Maggiore (VI) https://www.museostorico.com/
Le Origini
Il primo uso in battaglia dei Carri Armati o, per usare la definizione Inglese , Tanks, e’ datato 15/09/1916 ed avvenne da parte degli Alleati nella Battaglia della Somme, l’eco del loro debutto in battaglia spinse il Comando Supremo Italiano ad esaminare la possibilita’ del loro impiego anche sul Fronte Italiano e quindi invito’ le principali ditte Italiane a sviluppare progetti Autonomi , contemporaneamente ci si rivolse agli Alleati Francesi che, verso la fine del 1916 , fecero arrivare in Italia un carro Schneider che a inizio del 1917, sembra con buoni risultati, venne provato nella zona di Udine .
Le ditte Italiane che misero allo studio un Carro Armato furono la FIAT e la Pavesi-Casali , la ditta Pavesi era gia’ impegnata in forniture per il Regio Esercito in particolare per le trattrici .
Lo Sviluppo del FIAT 2000
In FIAT il progetto venne affidato all’ Avv. Carlo Cavalli e all’Ing. Giulio Cesare Cappa , il risultato progettuale fu un Carro Armato decisamente ben armato e pesantemente blindato che racchiudeva diverse innovazioni :
– Uso di un cannone da 65 mm in torretta girevole
– Uso di un Motore Aeronautico, un FIAT A 12 da 250 CV , che dopo la guerra verra’ anche montato come propulsore della vettura FIAT SB4 Eldridge meglio nota come FIAT Mefistofele detentrice di diversi Record Mondiali.
– Vano di combattimento separato dal vano motore
Il mezzo decisamente pesante ed imponente aveva le seguenti caratteristiche tecniche :
– Peso 40 Tonnellate
– Dimensioni Lunghezza 7,40 metri – Larghezza 3,10 metri – Altezza 3,80 metri
– Corazzatura da 20 mm frontale ,
– Armamento : 1 Cannone da 65 mm in torretta , 7 mitragliatrici FIAT mod. 14 da 6,5 mm
– Autonomia 75 km per una velocita’ massima di 7,5 km/h
Il tutto con un Equipaggio di 10 uomini (1 Capocarro ,1 Pilota , 1 Cannoniere , 7 Mitraglieri)
Il prototipo privo di corazzatura e sovrastrutture venne testato nel Giugno del 1917 .Successivamente sottoposto ad una serie di test piu’ estesi .
Ora alcune fonti scrivono che gli esemplari di serie vennero consegnati a Gennaio del 1918 , vedi l’articolo a firma di Curami e Benvenuti pubblicato su Storia Militare del Settembre 1994 , la cosa sembra strana perche’ il 18 Gennaio del 1918 venne firmato il contratto tra l’Amministrazione Militare e la FIAT per la fornitura di 2 esemplari del Carro Armato FIAT 2000 , piu’ probabile che la consegna sia avvenuta a Marzo o Aprile del 1918, visto che un’esemplare il 18 Aprile del 1918 venne provato e mostrato al Duca di Aosta e al Duca di Puglia nel poligono di Casier (TV) .
Impiego Operativo
Nel Dicembre del 1918 venne costituita a Torino la “I Batteria autonoma Carri d’assalto” su 2 sezioni , una di queste costituita da 1 FIAT 2000 e 3 Renault Ft venne inviata in Libia , mentre l’altra sezione venne mandata presso la Scuola Centrale di Artiglieria di Nettuno .
Onestamente i risultati di impiego del FIAT 2000 in Libia non furono propriamente esaltanti perche’ venne impiegato contro le veloci truppe a cavallo Senussite dove si faceva sentire la sua limitata velocita’, peraltro comune ai mezzi corazzati dell’epoca tutti piu’ o meno incapaci di superare i 7,5/8 Km/h , questo perche’ il Carro era stato progettato per lo sfondamento di trincee un compito sostanzialmente diverso da quello in cui venne impiegato in Libia , quindi alla fine venne impiegato come fortino mobile con compiti di “rappresentanza” . In Libia comunque lascio’ memoria di se’ , infatti il Governo Libico del Sig. Geddafi ritenne di immortalarlo assieme a una Lancia 1 MZ in una serie di francobolli di contenuto marcatamente antitaliano . Nella galleria fotografica trovate una serie completa di immagini dedicate all’impiego operativo .
Nel frattempo il Regio Esercito si era orientato verso i Carri Armati Leggeri che si riteneva soddisfacessero maggiormente le esigenze di una futura guerra che negli intendimenti dello Stato Maggiore si sarebbe dovuta svolgere sul modello della I GM con Fronte sulle Alpi e difatti entro’ in guerra con i Reparti Carri Armati con i CV 33 e gli L6/40 entrambi mezzi poco o nulla protetti .
Il 02/04/1919 il mezzo venne presentato al grande pubblico in una esibizione pubblica di cui rimangono diverse foto .
Ultime Vicende
Le ultime notizie lo danno prima presente un’esemplare al F.te Tiburtino , il prototipo venne poi esibito , nel tentativo di spacciarlo per un carro moderno , al V e al VI Campo DUX di Villa Glori nel 1934-1935 , le ultime notizie lo danno presente prima a Bologna (1936) e anche nelle rimesse di una Caserma di Vercelli (1939) , la guerra con il suo carico di lutti e distruzioni porterà anche la perdita della memoria del I Carro Armato pesante Italiano .
Biografie dei progettisti
Il Fiat 2000 ha 2 padri uno è l’Avv. Carlo Cavalli e l’altro è l’Ing. Giulio Cesare Cappa entrambi brillanti progettisti, il primo inizió e concluse la sua carriera in Fiat, dal 1919 al 1928, anno in cui cessò la sua carriera in Fiat, Direttore Tecnico Studi per la progettazione delle vetture e dei veicoli industriali; l’altro invece con una vita abbastanza più “movimentata”. Entrambi sono legati a realizzazioni significative in campo automobilistico e sono certamente da annoverare tra i piú geniali e interessanti progettisti della storia dell’industria automobilistica italiana.
Avv. Carlo Cavalli (1878-1947)
Nato in Val Vigezzo nel 1878. Laureatosi in Giurisprudenza per volere della famiglia, ma animato da una forte inclinazione per il disegno e la meccanica, fu assunto alla Fiat nel 1905 come allievo disegnatore (“lucidatore”). Sotto la guida dell’ingegner Enrico bruciò le tappe: a soli 27 anni progettò il motore della vettura da corsa che vinse nel 1907 la Coppa dell’Imperatore in Germania. Come ammetteva ironicamente lui stesso, il successo fu favorito da un errore di calcolo nel rapporto di compressione che portò il motore a girare a un regime record per l’epoca (2.700 giri/min, 150 CV).
Nel 1910 divenne Capo Ufficio Tecnico e diresse lo sviluppo della celebre Tipo Zero (1912). Durante la Grande Guerra diresse la produzione d’emergenza di motori d’aviazione (A10, A12) e veicoli militari, oltre a concepire d’urgenza il mastodontico Fiat 2000.
Nel dopoguerra, nominato Direttore Tecnico Studi, progettò la celebre Fiat 501 (1919), la prima vettura italiana pensata per la produzione di massa, che definì “il mio miglior lavoro”. Come premio fu inviato a studiare i sistemi di produzione Ford negli Stati Uniti. Tornato in Italia, diresse una fase di grande fermento e sperimentazione (dall’applicazione dei cuscinetti a rulli sui motori da corsa alla vittoria del Gran Premio di Francia a Strasburgo nel 1922 con la 804). Rimase in carica fino al 1928 quando, stanco e provato, si ritirò nella sua valle, spegnendosi a Santa Maria Maggiore (Novara) nel 1947.
Ing. Giulio Cesare Cappa (1880-1955)
Nato a Voghera nel 1880, figlio di un brillante ingegnere ferroviario, si laureò in ingegneria meccanica a Torino nel 1904. Nel 1905 aprì un laboratorio e presentò una motocicletta innovativa, attirando l’attenzione di Giulio Pallavicino, con cui fondò la Società Anonima Aquila Italiana, di cui divenne direttore tecnico. All’Aquila Italiana introdusse soluzioni all’avanguardia: basamenti monoblocco, pistoni in lega leggera e cuscinetti a sfera.
Nel 1914 passò alla FIAT, dove diresse l’Ufficio Tecnico collaborando con Carlo Cavalli. A lui si devono importanti motori aeronautici (come l’A15R), il trattore cingolato 20B, la riprogettazione del telaio dell’autocarro 15Ter e la raffinata vettura da corsa 804. Designer meticoloso e attento all’estetica, Cappa amava linee pulite e aerodinamiche che nascondevano tubazioni e organi meccanici, un approccio che a volte cozzava con le esigenze di produzione industriale di massa della Fiat del dopoguerra.
Nel 1924 lasciò il Lingotto per aprire un proprio studio di consulenza. Progettò vetture innovative per l’Itala (come il modello 61 e la trazione anteriore Tipo 11), oltre a collaborare come consulente con Breda, Piaggio, Alfa Romeo, CEMSA e Caproni. Morì a Voghera nel 1955.
Le fonti :
- In generale per scrivere questo articolo mi sono basato sul lavoro di ricerca svolto a suo tempo per la realizzazione del sito WEB basandomi anche sulla documentazione fornitami dalla Associazione Nazionale Carristi d’Italia
- L’articolo del Settembre 94 di Storia Militare scritto da B.Benvenuti – A.Curami
- Documentazione a suo tempo reperita on line .
Per le storie dei progettisti si e’ anche fatto riferimento a :
- I miei 40 alla FIAT – Dante Giacosa”, Mariella Giacosa Zanon di Valgiurata, 1979 ristampa 2014 a cura di Fiat Group Marketing & Corporate Communication S.p.A. courtesy di Fiat Group Marketing & Corporate Communication S.p.A.
Galleria Fotografica
I progettisti
Avv. Carlo Cavalli (1878-1947)

Ing. Giulio Cesare Cappa (1880-1955)

Copia Contratto tra Fiat e Amministrazione Militare stipulato in data 28 GENNAIO 1918 per l’acquisto di 2 esemplari del Carro Armato Fiat 2000 , come si può rilevare il file mi venne messo a disposizione dalla Associazione Nazionale Carristi nell’ambito del progetto di ricostruzione del carro medesimo
Immagini del prototipo

Immagini operative

Le ultime Immagini conosciute del Carro

Francobollo emessi dal Regime Libico

