Lo CSELT ovvero il laboratorio italiano delle telecomunicazioni del futuro

Come abbiamo raccontato nel nostro articolo dedicato alla storia di Telecom Italia, che trovate [qui], alla fine degli anni Cinquanta la rete telefonica italiana era ancora suddivisa fra cinque concessionarie: STIPEL, TELVE, TIMO, TETI e SET.

Non si trattava soltanto di una divisione amministrativa e territoriale: ciascuna società utilizzava propri apparati di rete, modelli di centrale e soluzioni tecniche.

In vista di una possibile futura unificazione sotto un’unica concessionaria diventava quindi necessario unificare anche la parte tecnica. Quali tecnologie adottare? Quali apparati scegliere? E, soprattutto, in quale direzione avrebbe dovuto evolvere la futura rete telefonica nazionale?

Il problema era già ben presente alla STET: nel dicembre 1955 venne infatti redatto un documento dal titolo Proposte per un centro studi e ricerche. L’idea era sostanzialmente quella di creare una struttura capace di studiare e confrontare le diverse tecnologie e di indicare una direzione comune per lo sviluppo della rete.

Nasce il Centro Studi

L’idea prende forma attorno a due figure: Guglielmo Reiss Romoli, ai vertici della STET, e Giovanni Oglietti, direttore generale della STIPEL .

Il nuovo centro aveva però una collocazione particolare: nasceva all’interno della STIPEL, ma avrebbe dovuto studiare e proporre soluzioni destinate a tutte le società telefoniche del gruppo STET.

Se esaminiamo la situazione della ricerca italiana in quegli anni, scopriamo che il Paese investiva appena lo 0,2% del PIL in ricerca, per avere un termine di paragone, oggi l’Italia destina alla ricerca circa l’1,4% del PIL. Il Centro Studi nasce quindi anche con un altro obiettivo: ridurre la dipendenza dalle tecnologie straniere, sfruttando la maggiore disponibilità di risorse economiche resa possibile dal boom che stava iniziando a trasformare l’Italia.

Il 24 ottobre 1961 nasce a Torino il CSEL : Centro Studi e Laboratori, inizialmente costituito all’interno della STIPEL. La sua funzione, però, andava ben oltre le esigenze della concessionaria piemontese: il centro doveva studiare, sviluppare e mettere a disposizione tecnologie e soluzioni tecniche per tutte le aziende del gruppo STET.

In pratica, mentre le diverse società del gruppo gestivano reti, servizi e impianti, il CSEL doveva diventare il luogo nel quale si studiavano le tecnologie che quelle aziende avrebbero utilizzato negli anni successivi.

La prima grande attività del CSEL è quindi strettamente legata al problema dal quale era nato: studiare come unificare tecnicamente le diverse reti telefoniche italiane. Apparati, centrali, sistemi di trasmissione e criteri di gestione provenivano infatti da cinque concessionarie che per decenni avevano seguito percorsi differenti. Prima ancora di progettare le telecomunicazioni del futuro, bisognava quindi capire come costruire una rete nazionale unica partendo da ciò che già esisteva.

In sostanza, l’unificazione, già prevista e poi realizzata nel 1964 con la costituzione della SIP, poneva però un problema molto concreto. La nuova SIP poteva finalmente adottare politiche comuni di acquisto e standard tecnici unificati, ma ereditava gli apparati e le infrastrutture realizzati dalle cinque precedenti concessionarie. Investimenti che non potevano semplicemente essere cancellati. Il compito era quindi duplice: far convivere ciò che già esisteva e stabilire gli standard con cui costruire la rete del futuro.

Gli anni dal 1964 al 1999 

Il 1964 rappresenta quindi il punto di svolta. Con la nascita della SIP, le cinque concessionarie vengono riunite in un’unica società telefonica nazionale. Nello stesso anno anche il Centro Studi cambia struttura: il 5 dicembre 1964 nasce ufficialmente il CSELT :  Centro Studi e Laboratori Telecomunicazioni, società del gruppo STET dedicata alla ricerca e allo sviluppo delle tecnologie per le telecomunicazioni.

Da quel momento il CSELT diventa il principale centro di ricerca tecnologica del gruppo STET. Nei successivi trentacinque anni i suoi laboratori lavoreranno praticamente su ogni grande trasformazione delle telecomunicazioni: dalla digitalizzazione della rete alla fibra ottica, dai satelliti alla telefonia mobile, fino alla codifica della voce, dell’audio e delle immagini digitali. Molte di queste ricerche non rimarranno semplici esperimenti di laboratorio, ma contribuiranno alla realizzazione di nuovi servizi e, in alcuni casi, alla definizione di standard internazionali.

Anno Ricerca / risultato Perché conta
1968 Collaborazione con COMSAT sulle comunicazioni numeriche via satellite Il CSELT entra nella ricerca internazionale sulle telecomunicazioni satellitari digitali
1972 Trasmissione numerica a 8 Mbit/s per videoconferenza Una delle prime applicazioni della futura rete digitale
1973 Centrale Gruppo Speciale di Mestre Primo autocommutatore con tecnica numerica della rete telefonica italiana
1973-77 Sperimentazione della fibra ottica Nel 1977 viene realizzato il primo collegamento urbano italiano in fibra del progetto Cos 2 ne abbiamo parlato [qui]
1975 MUSA, sistema di sintesi vocale Inizia la ricerca sulla generazione artificiale della voce
1979 Circuito integrato CMOS per flussi PCM Sviluppo di componentistica per le telecomunicazioni digitali
1984 Prototipi di rete ISDN Voce, dati e altri servizi convergono sulla rete digitale
1985-87 Isola ottica e trasmissione a 140 Mbit/s Sperimentazione dei servizi a larga banda su fibra
1988-89 Nascita del gruppo internazionale MPEG, guidato da Leonardo Chiariglione del CSELT Ruolo centrale nella standardizzazione della compressione digitale audio-video
Anni ’90 Ricerca sulle reti cellulari GSM Contributo agli standard e allo sviluppo della rete mobile
1994 Componenti e chipset per reti ATM Ricerca sulla commutazione digitale a larga banda
1999 Prima telefonata UMTS europea a Torino Il CSELT entra nell’era della telefonia mobile di terza generazione

 

Dal CSELT a Telecom Italia Lab

Con l’inizio degli anni Duemila cambia profondamente anche il ruolo del centro di ricerca. Alla fine del 2000 Telecom Italia indica esplicitamente l’obiettivo di trasformare il CSELT da centro di costo a centro di profitto, orientando maggiormente la ricerca verso progetti capaci di generare un ritorno economico.

Nel 2001 il CSELT cessa formalmente di esistere, trasformandosi in Telecom Italia Lab (TILAB) e integrando alle tradizionali competenze tecnologiche anche le attività di Venture Capital del gruppo.

Non scompaiono naturalmente le competenze accumulate in quarant’anni di attività: alcune continuano all’interno del nuovo centro, altre vengono valorizzate attraverso società specializzate. Dalle tecnologie vocali sviluppate nei laboratori nasce Loquendo, mentre nella nuova struttura entra anche Telsy, specializzata nella sicurezza delle telecomunicazioni.

Cambia però profondamente il modello: il laboratorio nato per anticipare le necessità tecnologiche della rete telefonica italiana viene progressivamente orientato verso una ricerca maggiormente legata alle esigenze industriali e al ritorno economico.

La vita autonoma di TILAB sarà comunque breve: nel luglio 2003 la società viene incorporata in Telecom Italia.

Ma la storia di Telecom Italia Lab esula da questo articolo.

Le Fonti

  • Archivio Storico TIM – “50 anni di Ricerca e Innovazione (1964-2014)” — è probabilmente la fonte principale: ricostruisce anche le origini del progetto nel 1955, la nascita del CSEL nel 1961, il passaggio a CSELT e il contesto della ricerca italiana. Archivio Storico
    50 anni di Ricerca e Innovazione

  • Archivio Storico TIM – “50 anni di storia in pillole” — perfetta come fonte della tabella cronologica: sede del 1967 e principali tappe tecnologiche successive. Archivio Storico
    50 anni di storia in pillole

  • MuseoTorino – CSELT, ora TILab — utile soprattutto per il periodo 1955-1964: Oglietti, Reiss Romoli, CSEL, sede di via Avigliana e passaggio al CSELT. Ha inoltre una bibliografia interessante per chi volesse approfondire. Museo Torino
    CSELT ora TILab – MuseoTorino

  • Telecom Italia – Bilancio 2001 — questa è importante per il finale, perché è una fonte aziendale contemporanea ai fatti. Documenta la nascita della Business Unit TILAB dall’integrazione fra CSELT e Venture Capital, lo spin-off delle tecnologie vocali in Loquendo e l’acquisizione di Telsy. Gruppo TIM
    Bilancio Telecom Italia 2001